Ci sono carriere che si misurano in anni di servizio, e ce ne sono altre che si misurano in storie. Quella del vicequestore Sergio Vassalli, che lo scorso 31 luglio 2026 ha concluso ufficialmente il proprio percorso nella Polizia di Stato dopo 34 anni, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una carriera iniziata nel cuore più buio della storia repubblicana, quella delle stragi di mafia, e conclusa nell’estate del 2026 con l’ultimo provvedimento firmato per garantire un’estate tranquilla ai cittadini e ai turisti in visita nella città termale.
La Questura di Frosinone ha salutato Vassalli insieme alla collega Monica Tucci, anche lei giunta al termine del proprio servizio: il Questore Stanislao Caruso, il Vicario, i funzionari e tutti gli operatori hanno voluto ringraziare entrambi per il lavoro svolto in favore della cittadinanza. Ma è lo stesso Vassalli, in un lungo racconto affidato ad anagnia.com, a restituire il senso più autentico di quei 34 anni: un mosaico di indagini importanti, servizi di ordine pubblico memorabili e, soprattutto, un legame umano con un territorio che lo ha accolto come uno dei suoi.
L’arruolamento e la sentinella di Pianosa
Tutto comincia il 5 novembre 1992, quando il giovane Vassalli veste per la prima volta la divisa dopo il corso alla Scuola Superiore di Polizia di Roma. Il suo primo incarico, all’VIII Reparto Mobile di Firenze, lo proietta immediatamente in uno dei capitoli più delicati della storia italiana: sono i mesi successivi alle stragi di Falcone e Borsellino, e i vertici di Cosa Nostra vengono trasferiti nei supercarceri delle isole toscane, tra Pianosa e l’Asinara. Al giovanissimo funzionario viene affidato il coordinamento del servizio di vigilanza sul supercarcere dell’isola di Pianosa, dove all’epoca erano reclusi alcuni dei boss ritenuti responsabili dei delitti più gravi della storia mafiosa. «Sentivo tutto il peso e la responsabilità di quella vigilanza», ricorda oggi Vassalli, consapevole fin da allora di trovarsi al centro di una pagina di storia.
Dalla Criminalpol Toscana al blitz sull’autostrada di Arezzo
Il trasferimento al Centro Interprovinciale Criminalpol della Toscana, con sede a Firenze, apre una stagione investigativa intensa, segnata da un episodio che Vassalli porta ancora scolpito nella memoria. In un’indagine sulle rapine ai TIR, una notte lui e la sua squadra liberano un autista sequestrato in autostrada nei pressi di Arezzo, trovato imbavagliato e legato nella cabina del suo mezzo, che trasportava un carico di nocciole destinato alla Ferrero. «Ricordo ancora la tensione, ma anche l’emozione, di togliere il nastro adesivo dalla bocca di quell’autista, restituendogli la libertà», racconta il vicequestore, sottolineando come l’operazione abbia poi portato all’arresto di tutti i responsabili della rapina.
Il sequestro Soffiantini: mesi tra Grosseto e Siena
È in questo stesso periodo che Vassalli viene coinvolto in uno dei casi più drammatici della cronaca italiana degli anni Novanta: il sequestro dell’imprenditore lombardo Giuseppe Soffiantini, rapito la sera del 17 giugno 1997 dalla sua villa di Manerbio, in provincia di Brescia. L’ostaggio, tenuto prigioniero per 237 giorni tra le montagne della Calvana e le campagne toscane tra Grosseto e Siena, era sorvegliato dai due carcerieri Giovanni Farina e Attilio Cubeddu, quest’ultimo tuttora latitante dopo essere stato inserito tra i criminali più ricercati d’Italia. Proprio perché i covi si trovavano in territorio toscano, fu la Criminalpol di Firenze a essere incaricata delle indagini, e Vassalli venne aggregato per diversi mesi alle Questure di Grosseto e Siena, partecipando in prima persona al lavoro investigativo che contribuì alla liberazione dell’imprenditore, avvenuta il 9 febbraio 1998 a Impruneta, in provincia di Firenze.
I franchi falsi su carta filigranata vera: un caso unico in Italia
Un altro capitolo che Vassalli ricorda con particolare orgoglio riguarda un’indagine definita “unica in Italia”: il sequestro, in provincia di Pistoia, di una vera e propria stamperia clandestina di franchi francesi falsi, per un valore di cinque milioni di franchi. La particolarità del caso, che ne fece un episodio senza precedenti nel panorama investigativo nazionale, sta nel fatto che i falsari non stampavano su carta contraffatta, ma su carta filigranata autentica, acquistata presso un’azienda di Fabriano autorizzata dalla Banca d’Italia a produrla. La cartiera, con sede a Pescia, risultò connivente con la banda di falsari, mentre l’azienda marchigiana fornitrice era completamente ignara del raggiro. L’indagine valse a Vassalli e alla sua squadra un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato francese, con una cerimonia all’ambasciata di Francia a Roma.
Un quarto di secolo alla guida del Commissariato di Fiuggi
Nel marzo del 1999 arriva la svolta che segnerà il resto della carriera di Vassalli: l’assegnazione come dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fiuggi, incarico che manterrà ininterrottamente fino al giorno del pensionamento. Sono ventisette anni e cinque mesi durante i quali il vicequestore dirige personalmente quasi millecinquecento servizi di ordine pubblico, in una cittadina termale abituata ad accogliere eventi di rilievo nazionale e internazionale: congressi politici con la partecipazione di presidenti del Consiglio, presidenti di Camera e Senato, del Parlamento europeo e della Commissione Europea.

Non mancano i momenti di tensione. Nel 2001, appena arrivato in città, Vassalli si trova a gestire per quasi due mesi, ogni mattina all’alba, la protesta dei lavoratori delle Terme di Fiuggi, che avevano occupato lo stabilimento di imbottigliamento contro alcune scelte dell’amministrazione comunale sulla gestione dell’acqua termale.
Ospiti internazionali e la Pasqua ebraica
La vocazione turistica di Fiuggi porta il Commissariato a gestire anche la sicurezza di personalità straniere di primissimo piano: esponenti della famiglia reale saudita e l’erede al trono di Thailandia, con servizi di vigilanza agli alberghi e alle manifestazioni a cui hanno preso parte, in stretto contatto con le rispettive guardie reali. Per circa un decennio, inoltre, un prestigioso albergo della città ha ospitato la celebrazione della Pasqua ebraica, organizzata dalla comunità ebraica statunitense e frequentata da rabbini provenienti da tutto il mondo: eventi che hanno richiesto misure di sicurezza eccezionali, con l’impiego di artificieri e unità cinofile per scongiurare ogni rischio di attentato.
Il laboratorio di droga tra le montagne e il condominio sfiorato dalla strage
Sul fronte della criminalità locale, Vassalli ricorda due episodi definiti dallo stesso funzionario tra i più significativi della sua carriera. Circa dieci anni fa, nella zona montana nei pressi di Acuto, il Commissariato scoprì quello che il vicequestore descrive come «uno dei laboratori più attrezzati in Italia»: un appartamento con le finestre sigillate, trasformato in una vera e propria serra con lampade a infrarosso per la coltivazione di piante di hashish, dotato persino di un impianto di videosorveglianza. I due responsabili furono arrestati.
Ancora più drammatico l’episodio avvenuto a novembre 2010 legato a un uomo con gravi problemi psichici che aveva pianificato di far esplodere un intero condominio vicino al Commissariato, sigillando le finestre, posizionando bombole di gas collegate a un timer e cospargendo il pavimento di liquido infiammabile.

L’intervento degli agenti, condotto con estrema cautela per evitare che una semplice scintilla innescasse l’esplosione, scongiurò quella che Vassalli definisce senza mezzi termini «una strage», vista la presenza di circa venti famiglie nello stabile. L’uomo, fuggito subito dopo, venne successivamente rintracciato e arrestato in provincia di Novara.
Dal ritiro della Lazio al G7 dei Ministri degli Esteri
Tra i servizi di ordine pubblico più impegnativi, Vassalli cita anche il ritiro estivo della S.S. Lazio, che portò a Fiuggi migliaia di tifosi per assistere agli allenamenti e alle partite amichevoli. Ma l’impegno più gravoso di tutta la carriera resta senza dubbio il G7 dei Ministri degli Esteri, ospitato a Fiuggi e ad Anagni nel novembre 2024: dodici delegazioni straniere, circa cinquanta unità ciascuna, una vera e propria zona rossa con accessi contingentati e un lavoro di screening capillare su tutti gli alloggiati della città. Un’organizzazione che valse al Commissariato il plauso delle delegazioni internazionali presenti, e che lo stesso Vassalli, come riportato dalla nota della Questura, seguì come funzionario di collegamento tra l’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza e la delegazione del Governo italiano.
Marzo 2026: scacco alla banda degli occhiali
Tra le operazioni più significative condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fiuggi, diretto fino a pochi giorni fa dal dott. Sergio Vassalli, spicca quella conclusa il 27 marzo scorso dalla Squadra Mobile della Questura di Frosinone e dallo stesso Commissariato, con l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti cittadini rumeni, emesse dal GIP del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura della Repubblica. Tre degli indagati sono stati arrestati, mentre due risultano ancora ricercati.
L’operazione è stata il risultato di una complessa indagine durata circa sei mesi, condotta dagli investigatori del Commissariato di Fiuggi attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, il monitoraggio degli spostamenti dei sospettati e attività tecniche di indagine. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire il furto e di individuare i presunti responsabili, ritenuti inoltre coinvolti in analoghi colpi messi a segno ai danni di negozi di ottica in diverse località italiane.
L’ultima battaglia: la movida sicura di Piazza Spada
Dunque, anche negli ultimi mesi di servizio, Vassalli non ha rallentato il passo. Dopo alcune risse ripetute nella centralissima Piazza Spada, culminate in nuovi episodi nel luglio 2026, il Commissariato è riuscito a identificare in appena 48 ore i sette partecipanti, tra cui due minorenni, tutti successivamente denunciati all’autorità giudiziaria. Su proposta dello stesso Vassalli, il Questore di Frosinone ha disposto la sospensione per venti giorni della licenza di un locale della piazza, ritenuto luogo di ritrovo di persone pregiudicate coinvolte nella rissa, e ha emesso provvedimenti di divieto di accesso e di frequentazione agli esercizi pubblici della città termale (D.A.Spo. Willy) nei confronti dei sette responsabili della rissa. «Era una cosa a cui tenevo particolarmente, prima di andare in quiescenza», racconta il vicequestore, sottolineando come da allora non si siano più registrati episodi simili.
Il gruppo sicurezza dello stadio e i rapporti con il territorio
Dal gennaio 2018 fino al luglio 2026, Vassalli ha inoltre coordinato il Gruppo Operativo di Sicurezza dello stadio comunale “Benito Stirpe” di Frosinone, incarico attribuito con decreto del Prefetto su proposta del Questore, seguendo le stagioni calcistiche che hanno visto il Frosinone Calcio disputare per due volte il campionato di Serie A.

Un incarico che il dirigente descrive come particolarmente formativo, in un percorso professionale costruito anche sulla collaborazione istituzionale.
I ringraziamenti e il congedo
A chiudere il racconto di Vassalli è un pensiero rivolto alla comunità che lo ha ospitato per un quarto di secolo. «Vorrei ringraziare tutta la cittadinanza di Fiuggi e tutto il territorio per come sono stato accolto», dice il vicequestore, ricordando come anche nei momenti in cui la Legge gli imponeva di adottare provvedimenti impopolari, non sia mai venuto meno il rispetto nei suoi confronti. «Nessuno mi ha mai mancato di rispetto», sottolinea, in quella che considera forse la testimonianza più preziosa di un’intera carriera.

Nel corso degli anni della sua permanenza nella città termale, il dott. Sergio Vassalli ha lavorato in sinergia con ben undici prefetti e dodici questori, seguendone le direttive impartite, mantenendo nel contempo rapporti di “massima collaborazione”, come spiega ad anagnia.com, “con tutti e quattro i sindaci succedutisi alla guida di Fiuggi durante il mandato, e con le altre Forze dell’Ordine operanti sul territorio: l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Carabinieri Forestale, i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale”.
Il Commissariato di Polizia di Stato di Fiuggi – lo ricordiamo – rappresenta un presidio di fondamentale importanza per la sicurezza e per l’erogazione di servizi essenziali a favore dei cittadini di un’ampia porzione del territorio provinciale. La struttura, diretta fino a pochi giorni fa dal dott. Sergio Vassalli, esercita infatti la propria competenza non soltanto sulla città di Fiuggi, ma anche sui Comuni di Filettino, Trevi nel Lazio, Piglio, Paliano, Serrone, Acuto, Vico nel Lazio, Guarcino, Trivigliano e Torre Cajetani, costituendo un punto di riferimento istituzionale per migliaia di residenti.
Oltre all’attività di prevenzione e controllo del territorio, il Commissariato svolge un ruolo centrale nell’erogazione di numerosi servizi amministrativi di competenza della Polizia di Stato. Presso gli uffici vengono infatti istruite e rilasciate le principali autorizzazioni di polizia, tra cui passaporti, porto d’armi, permessi di soggiorno, licenze per gli esercizi del settore orafo e altre autorizzazioni previste dalla normativa vigente, garantendo ai cittadini un servizio di prossimità che evita loro di doversi rivolgere ad altri uffici della provincia.
Guardando indietro a ventisette anni di servizio, tra colleghi con cui si è costruito un legame che va oltre il lavoro e episodi che hanno segnato la sua formazione professionale e umana, Vassalli – dunque – lascia la divisa con la consapevolezza che qualunque cosa farà da ora in avanti, non sarà mai la stessa cosa di quello che ha rappresentato per lui essere un servitore dello Stato. Un servizio, come ama definirlo lui stesso, più che un semplice lavoro.
Alla comunità fiuggina che lo ha accolto per un quarto di secolo e alla intera provincia di Frosinone, “territorio di persone ospitali, operose e genuine“, il vicequestore rivolge – attraverso anagnia.com – un pensiero di gratitudine sincero. E il territorio, oggi, gli restituisce lo stesso affetto.




