A un anno esatto da quella notte di Ferragosto che ha spezzato la vita di Federico Salvagni, la comunità di Terracina si è ritrovata questa mattina, 14 agosto 2026, alle ore 10,30, per un momento di commemorazione che ha voluto essere insieme lutto collettivo e appello alla responsabilità. Il luogo scelto non è casuale: il chilometro 8,700 della ex strada provinciale che collega Terracina a San Felice Circeo, il punto esatto in cui, dodici mesi fa, un’auto in corsa travolse il sedicenne mentre camminava a piedi insieme al fratello gemello e a un amico, lungo un tratto di strada dove marciapiedi e percorsi pedonali non sono mai stati realizzati, nonostante l’intenso traffico turistico che ogni estate attraversa quella zona.
All’iniziativa, promossa dal Comando di Polizia Locale di Terracina insieme alla famiglia della vittima, hanno preso parte il papà e i familiari di Federico, oltre a rappresentanti dell’amministrazione comunale e cittadini che hanno voluto stringersi attorno a chi, da un anno, convive con un dolore che non si è mai spento. “Sarà l’occasione per ricordare e onorare la memoria del giovane a un anno dalla tragedia, ma anche un momento di riflessione collettiva sulla sicurezza stradale, affinché la sua morte non risulti vana”, avevano spiegato alla vigilia dal Comune di Terracina, sottolineando come l’evento non volesse limitarsi al ricordo, ma trasformarsi in un richiamo concreto alla prevenzione e al rispetto delle regole della strada.
La dinamica di quella tragica notte è ormai nota. Federico Salvagni, di appena sedici anni, stava rientrando da una festa di Ferragosto quando fu investito da un veicolo il cui conducente si diede alla fuga, facendo perdere le proprie tracce nell’immediatezza dei fatti. Poche ore dopo il sinistro, però, gli agenti della Polizia di Stato di Terracina, in collaborazione con i militari dell’Arma dei Carabinieri, riuscirono a risalire al presunto responsabile: un uomo di 48 anni, tuttora detenuto in carcere e sotto processo con l’accusa di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dall’omissione di soccorso. Va precisato che, in base al nostro ordinamento, l’uomo è da considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.

Il procedimento penale si sta svolgendo davanti al Collegio Penale del Tribunale di Latina e vede impegnato il pubblico ministero nell’istruttoria dibattimentale. La prossima udienza, fissata per il 23 settembre, sarà dedicata all’audizione dei consulenti medici della Procura e alla deposizione del fratello gemello di Federico, presente quella notte sul luogo dell’incidente e rimasto ferito, insieme all’amico che li accompagnava, senza però conseguenze gravi. Nel corso del dibattimento sono già emersi elementi che, secondo l’accusa, delineano un quadro indiziario solido, un impianto che ha finora retto sia davanti al Tribunale del Riesame sia dinanzi alla Corte di Cassazione.
Al di là delle aule di giustizia, però, quella di oggi è stata soprattutto una giornata di memoria condivisa. Familiari e amici di Federico, che nei mesi scorsi avevano già organizzato diverse manifestazioni pubbliche per chiedere giustizia, hanno rinnovato l’invito alla cittadinanza e alle istituzioni a partecipare numerose, nella convinzione che tenere viva l’attenzione sul tema della sicurezza stradale sia il modo più concreto per evitare che altre famiglie debbano vivere lo stesso dramma. Un chilometro di strada, quello tra Terracina e San Felice Circeo, che da un anno porta il peso di un nome e di una storia che la comunità non vuole lasciar cadere nell’oblio.




