Resta sotto stretta osservazione il complesso residenziale di viale Spagna, a Frosinone, meglio conosciuto dai residenti come il “Casermone”. Un’area che da tempo è finita nel mirino delle forze dell’ordine per la presenza di episodi legati allo spaccio, e che nel pomeriggio di ieri è stata teatro di un nuovo intervento della Polizia di Stato.
Erano circa le 15:00 quando gli agenti della Squadra Volanti della Questura di Frosinone, impegnati in un normale pattugliamento della zona, hanno notato movimenti sospetti nei pressi di un sottoscala del palazzo. Un dettaglio apparentemente marginale che, dopo un controllo più approfondito, si è trasformato nell’ennesimo capitolo della lotta allo spaccio nel quartiere.
Ad attirare l’attenzione degli agenti è stata una donna di 44 anni, già conosciuta agli uffici come assuntrice abituale, colta nell’atto di consumare della sostanza stupefacente. Alla vista della polizia, la donna avrebbe consegnato spontaneamente un’ulteriore dose, che teneva nascosta all’interno di una confezione di caramelle. Per questo episodio le è stata contestata la violazione amministrativa prevista per la detenzione di stupefacenti a uso personale.
La scoperta nel quadro elettrico
È nella fase successiva del controllo, però, che l’intervento ha assunto contorni più rilevanti. Prima di lasciare l’edificio, gli agenti hanno deciso di ispezionare con attenzione gli spazi comuni della scala, un’operazione che si è rivelata tutt’altro che di routine. All’interno del quadro elettrico condominiale, infatti, i poliziotti hanno rinvenuto un portafogli da donna che custodiva un vero e proprio deposito destinato allo spaccio al dettaglio: 33 involucri in cellophane, pronti per essere immessi sul mercato.
Il materiale sequestrato è stato portato in Questura per le analisi di rito, che hanno confermato trattarsi di cocaina, per un peso complessivo di circa 10 grammi. Su chi fosse l’effettivo proprietario del nascondiglio restano in corso gli accertamenti da parte degli investigatori, e va ricordato che, in base al nostro ordinamento, ogni soggetto coinvolto in un procedimento è da considerarsi non responsabile fino a sentenza definitiva.
Un quartiere sotto osservazione costante
L’episodio conferma quanto il “Casermone” resti uno dei punti più monitorati dalla Polizia di Stato nel territorio del capoluogo. Un’attenzione che, spiegano dalla Questura, punta a dare un segnale concreto contro lo spaccio e a tutelare la sicurezza pubblica in un’area residenziale da tempo al centro delle cronache locali.




