Dal salotto dello shopping capitolino alle periferie più difficili, passando per quartieri residenziali e locali pubblici: nelle ultime 24-36 ore la Capitale e la sua provincia hanno assistito a una serie di interventi che raccontano il lavoro quotidiano, spesso silenzioso, delle forze dell’ordine a tutela della sicurezza dei cittadini. Cinque operazioni diverse, un unico filo conduttore: il presidio del territorio.
Il primo episodio è andato in scena in via dei Condotti, una delle vie più eleganti e frequentate di Roma. I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, impegnati in un servizio mirato al contrasto dei furti con destrezza e dei borseggi nelle strade dello shopping, hanno notato una coppia uscire da una nota boutique con diversa merce e allontanarsi in fretta. Bloccati sul posto, un uomo e una donna di nazionalità cilena, di 24 e 27 anni, senza occupazione e già noti alle forze dell’ordine, sono stati trovati in possesso di due borse e di un paio di occhiali di lusso, per un valore di circa 8.000 euro, appena sottratti. Nelle tasche anche due portafogli griffati, da circa 750 euro, rubati pochi minuti prima in un’altra boutique della stessa via. L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari, mentre gli arresti sono stati convalidati.

Cambio di scenario, ma non di obiettivo, nel quadrante Salario-Parioli, dove i Falchi della Polizia di Stato e gli investigatori della VI sezione della Squadra mobile hanno smantellato quella che sembrava una vera filiera dello spaccio verso i quartieri bene. Tutto è partito dai movimenti sospetti di un uomo su uno scooter. Al controllo, il trentanovenne romano aveva con sé tre dosi di cocaina, due pezzi di hashish e oltre 400 euro in contanti, un bottino che non ha convinto gli agenti. Un mazzo di chiavi e alcune dichiarazioni poco credibili hanno indirizzato le verifiche verso due appartamenti.

Ai Monti Tiburtini, nell’abitazione indicata come residenza e nella relativa cantina, non c’era droga, ma circa 1.400 euro in un cassetto insieme a un foglio anonimo pieno di annotazioni numeriche. Al Nuovo Salario, in un appartamento intestato a un familiare, è emerso invece il cuore dell’attività: otto panetti di hashish, circa 250 grammi di cocaina da confezionare, dosi già pronte e un kit completo per taglio e pesatura. Il bilancio finale parla di oltre mezzo chilo di sostanze stupefacenti e circa 2.000 euro sequestrati. L’uomo è gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio; secondo gli investigatori la sua organizzazione prevedeva un deposito per la droga, uno per il denaro e una zona per gli incontri con i clienti.
A Monteverde è stata invece la Divisione Amministrativa della Questura a intervenire in un ristorante, posto sotto sequestro preventivo per gravi carenze di sicurezza e igiene. Gli agenti hanno trovato una cucina soffocata dal caldo per l’assenza di un adeguato impianto di aspirazione, compensata con ventilatori improvvisati, impianti elettrici riparati con nastro isolante, prese danneggiate e ciabatte domestiche usate per alimentare apparecchiature professionali. Alimenti, materiali e attrezzature erano mescolati in modo incompatibile con gli standard igienici, un estintore risultava senza revisione e l’unica uscita utilizzabile era semiostruita da un sistema di aerazione non convenzionale. La Procura della Repubblica di Roma ha condiviso le conclusioni della Polizia di Stato e il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento.
Chiusura temporanea anche a Torpignattara, dove i Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara hanno eseguito la sospensione di 15 giorni di un bar di via di Torpignattara, disposta dal Questore di Roma ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Il provvedimento, notificato al titolare, nasce dalla richiesta dell’Arma, che ha documentato come il locale, il 7 settembre, sia stato teatro di una colluttazione durante l’arresto in flagranza di un trentenne tunisino accusato di resistenza a pubblico ufficiale, con alcuni connazionali che avrebbero cercato di ostacolare i militari. Diversi controlli della Compagnia Roma Casilina avevano inoltre evidenziato che il bar fosse punto di ritrovo di persone con precedenti penali.
L’intervento più imponente è stato quello di Tor Sapienza, dove è stato liberato ancora una volta lo stabile di via Tallone, ormai noto come immobile fantasma. L’operazione, frutto della sinergia tra Prefetto e Questore di Roma, ha visto in campo Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinati dal dirigente del V Distretto Prenestino, con la Polizia locale a cinturare l’area. Gli agenti hanno battuto ogni piano dell’edificio, individuando 25 persone di origine extracomunitaria prive di documenti, accompagnate all’Ufficio immigrazione della Questura per la verifica della loro posizione; dove ne ricorrano i presupposti sono state avviate le procedure amministrative, compresa l’eventuale destinazione ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Due uomini, di origine gambiana e nigeriana, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio dopo aver tentato di disfarsi delle sostanze. Con l’aiuto delle unità cinofile sono stati sequestrati circa 2 chili tra marijuana, crack e cocaina, oltre a circa 4.000 euro in contanti e a una pistola di piccolo calibro con colpi, nascosta in un mobile e ora al vaglio degli investigatori. Nell’area esterna sono stati inoltre recuperati sei scooter rubati, che saranno restituiti ai proprietari. Alle 8:30 lo stabile risultava completamente bonificato, mentre nel quartiere sono scattati posti di controllo che hanno portato all’identificazione di centinaia di persone e veicoli.

Sul futuro dell’edificio si giocherà una partita decisiva: sotto l’egida del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono in corso i contatti con la società proprietaria per la messa in sicurezza e per il progetto di riqualificazione, considerato prioritario proprio per il richiamo criminale che la struttura abbandonata continua a esercitare.




