Anagni – Quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì in piazza Innocenzo III, con l’aggressione avvenuta intorno alle 4.30 del mattino, non si è esaurito nella cronaca della serata. Nelle ore successive alla pubblicazione della notizia, il caso ha riacceso un dibattito che va oltre la cronaca nera e che coinvolge il piano politico, sociale e civile della città, con diverse voci istituzionali intervenute a commentare l’episodio e, più in generale, la gestione della sicurezza nel centro storico.
Tra i primi a intervenire è stato Vittorio D’Ercole, avvocato e assessore all’urbanistica del Comune di Anagni, che ha voluto fare chiarezza su un punto specifico, quello relativo agli strumenti di controllo presenti sulla piazza. D’Ercole ha innanzitutto precisato che il sistema di videosorveglianza installato in piazza Innocenzo III è attivo e pienamente funzionante, smentendo di fatto le voci che, all’indomani dei fatti, avevano messo in dubbio l’efficienza dell’impianto. “il sistema di videosorveglianza della piazza è attivo e funzionante”, ha dichiarato l’assessore, aggiungendo che le immagini registrate dalle telecamere nella notte dell’aggressione sono state già consegnate agli organi competenti. Nello specifico, D’Ercole ha spiegato che il materiale è stato messo a disposizione sia dei Carabinieri della Compagnia di Anagni sia del Comando della Polizia Locale di Anagni, affinché possano essere utilizzate negli accertamenti in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e risalire ai responsabili, la cui posizione, va ricordato, resta ancora da accertare nel pieno rispetto del principio di non colpevolezza.
Sul fronte della minoranza è intervenuto Luca Santovincenzo, consigliere comunale e capogruppo in consiglio comunale di LiberAnagni, con una lettura più ampia e meno circoscritta al singolo episodio. Santovincenzo è partito da un dato che, a suo avviso, non può più essere ignorato: quello della ripetitività. “se ogni anno, a San Magno, si ripete una rissa, se ogni anno si ripetono i furti nelle periferie, se ogni giorno ci sono segnalazioni di animali vaganti, se continuano a ripetersi gli stessi episodi di degrado e di insicurezza, dai pestaggi di minori alla viabilità e al parcheggio selvaggio in centro, non siamo più davanti a singoli episodi”, ha affermato il capogruppo di LiberAnagni, sottolineando come si tratti ormai di problemi strutturali che si ripetono nel tempo.
Da qui la domanda che, secondo il consigliere, l’amministrazione non può più eludere: non se ci fossero le telecamere o se qualcuno sia intervenuto dopo, ma cosa sia stato fatto in concreto per evitare che i fatti si ripetessero. Santovincenzo ha poi allargato il ragionamento al tema della sicurezza urbana nel suo complesso, definendola un problema serio che non può essere ridotto alla sola fase della repressione. Per il consigliere di minoranza è invece fondamentale la capacità di prevenire e di interrogarsi sulla genesi culturale di certi fenomeni, individuando soluzioni capaci di contemperare “il sano divertimento con il rispetto per il prossimo, per i residenti e per i beni comuni”, e arginando quella che ha definito la deriva di “alcune culture negative che, se non contrastate, rischiano di diventare normalità”.
Il consigliere ha comunque tenuto a chiarire che una città deve poter vivere le proprie serate e le proprie tradizioni in serenità, garantendo al contempo il diritto dei residenti alla sicurezza, al decoro e alla tranquillità. Ma quando gli episodi, ha concluso Santovincenzo, diventano ricorrenti, smettono di essere fatti di cronaca isolati e diventano un problema di governo della città, un punto sul quale, a suo dire, sarebbe doveroso aprire una riflessione politica seria.
Anche la Segreteria del Partito Democratico di Anagni ha voluto far sentire la propria voce, scegliendo la forma della lettera aperta indirizzata al sindaco. Il partito parte da un quadro definito sconfortante, quello della notte di San Magno, raccontata come una notte di risse, danneggiamenti, schiamazzi e degrado diffuso nella zona di piazza Innocenzo III e dintorni, che avrebbe visto protagonisti alcuni giovani della città, fermati soltanto grazie all’intervento dei Carabinieri, allertati dai residenti presenti intorno alle 5 del mattino. “per non essere tacciati di strumentalizzazioni politiche, come accaduto altre volte, questa volta vi scriviamo apertamente, senza volontà di polemica”, si legge nella lettera, con cui il partito rivendica un approccio costruttivo alla questione.
Nel merito, la Segreteria dem invita l’amministrazione ad “aprire gli occhi”, ricordando come non basti condannare l’episodio, poiché il sindaco e la sua Amministrazione dispongono di competenze che, scrivono, “è giunto il momento di applicare”. Il ragionamento si sviluppa attorno a quattro nodi principali. Il primo riguarda la videosorveglianza: richiamando la normativa che individua nel sindaco il primo responsabile della pubblica sicurezza nei comuni privi di un Commissariato di Pubblica Sicurezza, il Partito Democratico chiede se il sistema di telecamere sia effettivamente funzionante, se risulti sufficiente nell’area di piazza Innocenzo III e se, soprattutto, venga messo a frutto non solo in chiave repressiva ma anche in funzione preventiva da parte delle autorità competenti.
Il secondo punto tocca il coordinamento delle Forze dell’Ordine: il partito si interroga sulla possibilità di coinvolgere Polizia Locale e Carabinieri, se necessario affiancati anche da personale privato di sicurezza, dentro un sistema di controllo più strutturato, chiedendo inoltre se vengano rispettati gli orari di chiusura degli esercizi e i limiti orari per la somministrazione di alcolici, nella convinzione che “a volte la presenza e i controlli preventivi fanno più della repressione”. Il terzo tema riguarda i servizi essenziali, con un riferimento specifico alla piazzetta di vicolo San Michele, dove la Segreteria dem chiede se i servizi igienici pubblici siano sempre funzionanti e se anche in quell’area sia presente un adeguato sistema di videosorveglianza, sottolineando come, in occasione di eventi partecipati come la festa patronale, i soli servizi messi a disposizione dai locali possano risultare insufficienti a fronte di un grande flusso di persone.
Il quarto e ultimo passaggio è dedicato ai giovani. Alcuni dirigenti e militanti del partito, si legge ancora nella lettera, avrebbero assistito personalmente a quello che definiscono un “far west” nella mattinata successiva ai fatti; nonostante il disagio provato, la Segreteria dem – scrivendo anche nella veste di genitori, nonni, zii, insegnanti e volontari – tiene a precisare che la responsabilità non può essere addossata ai giovani nel loro complesso, ma tutt’al più a una minoranza che, se adeguatamente indirizzata, controllata e scoraggiata, “fa meno danno”. Il Partito Democratico di Anagni chiude la lettera tornando a sollecitare quel tavolo di lavoro sui giovani più volte annunciato dal sindaco ma, sottolineano, mai ancora convocato, nella convinzione che unire le forze possa aiutare a far crescere, culturalmente e socialmente, la città e le nuove generazioni.
Tre voci, dunque, che pur muovendosi su piani diversi – quello tecnico-operativo di D’Ercole, quello politico-programmatico di Santovincenzo e quello, più articolato in punti, della lettera aperta del Partito Democratico – convergono su un dato di fondo: la vicenda di piazza Innocenzo III ha riportato al centro dell’agenda cittadina il nodo della sicurezza nel centro storico, tra videosorveglianza, coordinamento delle Forze dell’Ordine, servizi essenziali e prevenzione rivolta ai più giovani, in un dibattito che, complici gli accertamenti ancora in corso, appare destinato a proseguire nelle prossime settimane.




