Un nuovo tassello per l’area dell’ex Polveriera
dalla Regione Lazio arriva il via libera a un finanziamento da oltre 625mila euro
Prosegue il percorso di risanamento ambientale che interessa l’area dell’ex Polveriera nel territorio comunale di Anagni, uno dei siti più delicati e attenzionati dell’intero SIN Bacino del Fiume Sacco. Con la Determinazione n. G10677 del 29 luglio 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, la Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha approvato il Contratto Applicativo n. 3/2026, per un importo complessivo di 625.418,32 euro, IVA compresa.
Un provvedimento tecnico, certo, fatto di riferimenti normativi e capitoli di bilancio, ma che porta con sé una notizia concreta per il territorio: nuove risorse per proseguire le attività di caratterizzazione, rimozione dell’amianto, campionamento e analisi su un’area che da anni rappresenta uno dei nodi ambientali più complessi del comprensorio.
Cosa prevede il contratto applicativo
oneri per la sicurezza, IVA agevolata e un ribasso d’asta che pesa sui conti
L’atto approvato riguarda nello specifico le attività accessorie legate alla gestione dell’amianto, alla rimozione dei rifiuti, al campionamento e analisi e all’esecuzione della caratterizzazione con individuazione delle BAT (le migliori tecniche disponibili) presso il sito. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 568.562,11 euro, di cui 25.991,41 euro destinati agli oneri della sicurezza, a cui si aggiunge l’IVA al 10% pari a 56.856,21 euro.
La cifra finale, come detto, sfiora quindi i 625.500 euro e trova copertura sull’impegno di spesa n. 40245/2026, assunto sul capitolo di bilancio regionale dedicato proprio agli interventi ambientali di questo tipo. Un dettaglio che non è secondario: si tratta infatti del terzo contratto applicativo approvato nell’ambito del più ampio Accordo Quadro, dopo quelli sottoscritti nel 2024 e nel 2025, a conferma di un cantiere che procede per fasi successive e che, evidentemente, richiede un impegno finanziario costante nel tempo.
Il soggetto beneficiario e la storia dell’affidamento
il raggruppamento di imprese guidato da HTR Bonifiche si aggiudicò la gara con un ribasso record
A beneficiare del nuovo contratto è il Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da HTR Bonifiche S.r.l., Biochemie Lab S.r.l., Tecnogeo S.r.l. (già Tecnogeo S.n.c. di Luca Rodriguez e Costantino Luci) e Isotras S.r.l., che si era aggiudicato il Lotto 5 della gara d’appalto già nel novembre 2022, offrendo un ribasso del 16,55% sui prezzi unitari posti a base d’asta. Un ribasso che, come specificato nell’atto, viene applicato integralmente anche a questo terzo stralcio di lavori.
L’Accordo Quadro, sottoscritto il 30 maggio 2023, si inserisce a sua volta in una cornice ben più ampia: quella dell’Accordo di Programma siglato nel 2019 tra il Ministero della Transizione Ecologica e la Regione Lazio per la messa in sicurezza e la bonifica dell’intero SIN Bacino del Fiume Sacco, un intervento che a livello complessivo mobilita oltre 53 milioni di euro, provenienti da diverse fonti di finanziamento nazionali e comunitarie.
I nomi dietro il procedimento
dalla direttrice regionale al responsabile unico, la squadra tecnica che segue il dossier
A firmare la determinazione è Wanda D’Ercole, ingegnere e direttrice della Direzione regionale Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti, su proposta del dirigente dell’Area Bonifica dei Siti Inquinati. Il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per l’intervento sul Lotto 5 è affidato all’ingegner Benito Caringi, mentre l’incarico di Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) per questo specifico applicativo è stato di recente conferito all’architetto Tonino Cicconetti, funzionario dell’Area Bonifica siti inquinati, chiamato a garantire continuità operativa dopo la conclusione delle attività relative al precedente stralcio.
Uno sguardo al futuro del sito
la bonifica prosegue, ma la partita sull’area resta aperta
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio che il territorio conosce bene: quello del futuro dell’area dell’ex Polveriera, da tempo al centro anche di un dibattito che va oltre la sola bonifica ambientale, toccando temi come possibili destinazioni d’uso e progetti di riconversione dell’area. Prima di qualsiasi ipotesi di sviluppo, però, resta necessario completare il percorso di caratterizzazione e messa in sicurezza dei terreni, un lavoro che — come dimostra questo nuovo finanziamento — procede a tappe, sotto lo sguardo attento della Regione Lazio e degli enti competenti.
Il contratto dovrà ora essere formalmente notificato all’operatore economico e sottoscritto, secondo quanto disposto dalla stessa determinazione, che ricorda anche la possibilità di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nei termini previsti dalla normativa vigente.




