Non c’è angolo della Capitale, dal cuore turistico fino ai quartieri più periferici, che nelle ultime ore non abbia visto in azione Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale di Roma Capitale, protagonisti di una serie di interventi che restituiscono la fotografia di una città vigilata a tutto campo, tra fenomeni predatori, spaccio di sostanze illecite ed episodi di violenza che hanno richiesto un intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
A dare il via alla sequenza è stato un episodio avvenuto nel cuore della notte nei pressi di Fontana di Trevi, meta turistica per eccellenza e, suo malgrado, teatro fin troppo frequente di episodi di microcriminalità. Erano circa le due quando una pattuglia della Polizia Locale, impegnata nel servizio notturno del I Gruppo Centro, è stata avvicinata da un ventunenne che ha riferito di essere stato appena derubato in via delle Muratte: un gruppo di sconosciuti, con la scusa di chiedergli una sigaretta, gli avrebbe strappato dal collo una catenina d’oro per poi dileguarsi. Gli agenti, raccolti gli elementi utili al riconoscimento, sono riusciti in pochi minuti a intercettare il gruppo nei pressi di via del Tritone, recuperando la refurtiva. Per una donna italiana di 22 anni, già sottoposta agli arresti domiciliari, è scattato l’arresto per evasione, resistenza e ricettazione, mentre altri tre uomini, di nazionalità egiziana e tunisina, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per furto con strappo in concorso.

Spostandosi sottoterra, nelle stazioni della metropolitana, gli agenti del Nucleo PolMetro della Polizia di Stato hanno portato a termine una serie di interventi che hanno svelato alcune delle tecniche più diffuse tra i borseggiatori della Capitale: sguardi d’intesa per coordinarsi tra complici, teli utilizzati come schermo per sottrarre le manovre alla vista dei passanti, zaini trasformati in depositi itineranti. A San Giovanni due cittadini romeni sono stati sorpresi mentre sottraevano un cellulare a un anziano dividendosi i ruoli di esecutore e di palo, mentre a Termini un connazionale quarantunenne è stato bloccato ancora con in mano il telo utilizzato per compiere un furto di portafoglio. Nei pressi di Vittorio Emanuele, un controllo di routine si è invece trasformato nell’arresto di un quarantanovenne romeno gravato da un ordine di carcerazione per reati predatori pregressi, mentre alla stazione di Centocelle gli agenti hanno fermato un ventiduenne colombiano che, insospettito dal proprio nervosismo, è stato trovato in possesso di un quantitativo importante di sostanza stupefacente, insieme a numerose bustine destinate al confezionamento delle dosi.
Il fronte dello spaccio si è mosso con particolare intensità anche nel quadrante Casilino, dove gli agenti del VI Distretto Casilino hanno messo a segno una serie di interventi che hanno portato all’arresto di sette persone. Lungo via dell’Archeologia gli operatori, appostati in posizione defilata, hanno osservato per giorni scambi rapidi, passaggi di denaro e movimenti sospetti verso veri e propri depositi improvvisati: un borsello abbandonato durante la fuga da un quarantenne egiziano, un nascondiglio ricavato sotto un sasso da un diciannovenne tunisino, l’abitacolo di un’automobile trasformato in cassaforte da due giovani con ruoli distinti tra cessioni e denaro, fino al tubo di scarico di un furgone utilizzato come nascondiglio da un altro pusher. A chiudere la sequenza, un intervento nella nota piazza di spaccio conosciuta come “Le Palme”, dove due giovanissimi sono stati sorpresi durante una vera e propria staffetta con i clienti.

Ben più gravi le tinte dell’episodio che ha visto protagonista un ventiduenne di origini bengalesi, fermato dalla Polizia di Stato per tentato omicidio e tentata estorsione. Il giovane, secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti, avrebbe aggredito a colpi d’accetta un connazionale all’interno di una lavanderia in Viale della Stazione Prenestina, al culmine di ripetuti tentativi di estorsione portati avanti nel mese precedente e sfociati in ulteriori minacce anche ai danni del fratello della vittima. Quest’ultima, trasportata in codice rosso al Policlinico Gemelli, è stata dimessa con una prognosi di trenta giorni. Le indagini hanno permesso di rintracciare l’indagato in uno stabile di via Tiburtina, dove è stata rinvenuta l’accetta con presunte tracce ematiche, ora al vaglio della Polizia Scientifica.
Sul fronte dei Carabinieri, un episodio distinto ha riguardato via Flaminia, dove i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale hanno arrestato un cittadino nigeriano di 30 anni, sorpreso a volto travisato mentre tentava di forzare le portiere di alcune auto in sosta con un arnese artigianale. L’uomo, individuato inizialmente dai Carabinieri del Reggimento Corazzieri, avrebbe opposto una violenta resistenza ai militari intervenuti per prenderlo in consegna, scagliandosi contro di loro con calci, pugni e sputi anche all’interno degli uffici del Comando. Nella successiva perquisizione sono stati sequestrati un piede di porco artigianale e un coltello a serramanico.
Un servizio straordinario di controllo del territorio ha invece interessato il quartiere Trullo e diverse aree del Municipio XI, condotto dalla Compagnia Roma EUR con il supporto del Nucleo Radiomobile, del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Gruppo Carabinieri Forestale, in linea con le direttive del Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini. Un dispositivo imponente, che ha portato al controllo di 370 persone e 276 veicoli, con tre arresti — tra cui un cinquantaseienne romano e un venticinquenne moldavo, entrambi sorpresi in violazione degli arresti domiciliari, e un cinquantatreenne romano raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per atti persecutori nell’ambito del Codice Rosso — e quattro denunce, tra cui quella di un ventenne tunisino trovato con un documento d’identità alterato. Non sono mancati i controlli amministrativi: un ristorante è stato sanzionato per irregolarità sul lavoro con conseguente sospensione dell’attività, mentre un minimarket è stato multato per l’uso di sacchetti di plastica non conformi.
Nel rione Trevi, ancora una volta al centro dell’attenzione, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno invece smantellato un banchetto dedito al celebre raggiro delle tre campanelle, denunciando tre cittadini romeni senza fissa dimora e sequestrando il materiale da gioco insieme a 400 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita ai danni di turisti ignari.
Infine, un episodio più drammatico arriva da Affile, nell’entroterra della provincia, dove i Carabinieri della Stazione di Subiaco hanno arrestato un trentanovenne colombiano residente nel comune, ritenuto responsabile di aver accoltellato un ventiseienne connazionale al culmine di una lite scoppiata per difendere la figlia ventenne dell’uomo. Il ferito è stato trasportato prima al pronto soccorso di Subiaco e poi, vista la gravità delle lesioni, al Policlinico Umberto I di Roma, dove si trova in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Regina Coeli, e in sede di udienza è stata disposta nei suoi confronti la misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.
Un mosaico di interventi che, messi in fila, raccontano un impegno costante delle forze dell’ordine su Roma e sulla sua provincia, tra centro storico, metropolitane, quartieri periferici ed entroterra, a tutela della sicurezza dei cittadini e dei tanti visitatori che ogni giorno attraversano la Capitale.




