Nelle campagne del comune di Piglio, in provincia di Frosinone, la siccità estiva sta mettendo a dura prova non solo i campi, ma la sopravvivenza stessa degli animali. Un gruppo di allevatori del territorio pigliese ha lanciato un appello alla redazione di anagnia.com, denunciando una situazione che, a loro dire, si trascina ormai da un decennio senza soluzione.



Secondo quanto riferito dagli operatori del settore, nelle zone di Madonna del Monte e Santo Biagio si contano circa un centinaio di capi bovini e oltre trecento tra ovini, ai quali si aggiungono gli animali selvatici che popolano l’area, tra cinghiali, tassi, istrici, volpi, ricci e diverse specie di uccelli. Tutti, secondo la denuncia, condividono lo stesso problema: l’assenza di acqua negli abbeveratoi pubblici.

Gli impianti, realizzati circa dieci anni fa dalla Comunità Montana con un investimento di risorse pubbliche stimato in trecentomila euro, non avrebbero mai funzionato a pieno regime. Nonostante ripetute segnalazioni nel corso degli anni, gli allevatori raccontano di non aver mai ottenuto, a loro giudizio, un intervento risolutivo. Solo in un’occasione, due o tre anni fa, dopo insistenti richieste, gli impianti sarebbero stati temporaneamente riattivati nel pieno dell’estate, per poi essere nuovamente spenti e mai più rimessi in funzione.
Nel frattempo, per garantire la sopravvivenza del bestiame, gli allevatori si sono organizzati in autonomia: da circa due mesi trasportano quotidianamente l’acqua con tre camion cisterna, prelevandola da una fontana pubblica e riversandola in un fontanile di fortuna. Una soluzione di emergenza che, oltre a comportare un notevole dispendio di tempo ed energie, presenta anche profili di pericolosità, poiché il transito degli animali verso i punti di abbeveraggio avviene talvolta in prossimità della strada principale, con il rischio concreto di incidenti.
Particolarmente critica la condizione della fauna selvatica, che non beneficia del supporto degli allevatori: gli invasi naturali della zona, alimentati unicamente dalle piogge invernali, si sono completamente prosciugati con l’arrivo della stagione calda, lasciando cinghiali e altri animali privi di fonti d’acqua accessibili.

“Combattiamo da dieci anni con questa situazione”, denunciano gli allevatori, che parlano di un’opera pubblica già esistente e potenzialmente risolutiva — i tre fontanili realizzati in area montana — che tuttavia resterebbe inutilizzata. Gli operatori del settore chiedono ora un intervento tempestivo per evitare che la crisi idrica si trasformi in un’emergenza sanitaria e ambientale per il patrimonio zootecnico e faunistico della zona.
Interpellato sull’argomento da anagnia.com, il sindaco di Piglio Mario Felli ha preso atto della situazione e delle criticità evidenziate, assicurando che l’amministrazione comunale si attiverà per individuare una soluzione. «Prendiamo atto della situazione – ha dichiarato il primo cittadino – e cercheremo di risolverla».
La redazione di anagnia.com ha raccolto la segnalazione direttamente dagli allevatori coinvolti e si riserva di darne ulteriore seguito, non appena saranno disponibili ulteriori elementi documentali sulla vicenda.




