Una Piazza Roma gremita come raramente si era vista ha accolto, giovedì 13 agosto, il concerto estivo della Banda Musicale di Trivigliano, un appuntamento che quest’anno ha scelto di andare oltre la semplice esibizione per trasformarsi in una riflessione corale su uno dei temi più sentiti dalle comunità dell’entroterra: la fuga dei cervelli.
Non è stata una serata come le altre. Gli organizzatori hanno voluto dare al repertorio un filo conduttore preciso, capace di parlare al cuore prima ancora che alle orecchie del pubblico. “Ogni anno vediamo partire i nostri giovani migliori”, hanno spiegato dal palco i rappresentanti della banda, ricordando come laureati, diplomati, artigiani e musicisti scelgano sempre più spesso l’estero, dove trovano quelle opportunità, quella stabilità e quel riconoscimento che il territorio, troppo spesso, non riesce a garantire loro.
Una ferita che Trivigliano sente come propria e che, nelle parole di chi ha curato la serata, “fa male a Trivigliano, fa male all’Italia”. Ma la risposta a questo fenomeno, hanno sottolineato con chiarezza, non può essere quella di trattenere i giovani con divieti o recriminazioni. La vera strada, quella scelta dalla banda, è un’altra: far sentire chi parte parte di qualcosa, anche a migliaia di chilometri di distanza.
La musica come lingua senza confini
È qui che entra in gioco il potere universale delle note. “La musica attraversa i confini senza passaporto”, è stato ricordato durante la serata, ed è proprio questa capacità di superare ogni distanza geografica ad aver guidato la scelta del repertorio. Brani di Massimo Ranieri, di Max Gazzè e dei Nomadi sono stati scelti non per caso, ma per la loro forza evocativa: sono canzoni capaci di riportare in un istante chi vive lontano da casa seduto, idealmente, al tavolo della nonna.
Non si è trattato di un esercizio nostalgico fine a se stesso. Come è stato spiegato al pubblico, l’obiettivo delle “canzoni nostalgiche” selezionate per l’occasione non era piangersi addosso, ma affermare con orgoglio un’appartenenza: “Noi ci siamo. Questa è la nostra cultura. Questo è quello che portiamo nel mondo”. Un messaggio che la banda ha voluto consegnare come un ponte concreto: un ponte tra chi resta e chi è lontano, tra le generazioni che si susseguono, e tra chi è partito e chi spera, un giorno, di vederlo tornare a mettere il proprio talento al servizio della propria comunità.
La testimonianza di John Avoli, il sogno americano nato a Trivigliano
Il momento più intenso della serata è arrivato con la lettura di una relazione dedicata proprio al fenomeno della fuga dei cervelli, seguita dalla testimonianza di Gianfranco Avoli, oggi conosciuto oltreoceano come John Avoli. Partito da Trivigliano quando era ancora un bambino, Avoli ha vissuto in pieno quello che viene comunemente definito il sogno americano.

Appassionato di football, lo sport più identitario degli Stati Uniti, è arrivato a far parte dei Pittsburgh Steelers, una delle franchigie più celebri della NFL. Ma la passione che ha finito per segnare più profondamente la sua vita è stata un’altra: la politica. Un percorso che ha portato l’italo-americano, legato da profonde radici familiari al territorio frusinate, a sedere come Membro della Camera dei Deputati negli Stati Uniti. Nonostante gli impegni istituzionali oltreoceano, Avoli non ha mai interrotto il legame con le sue origini: ogni anno torna a Trivigliano per salutare parenti e amici, in un pellegrinaggio affettivo che è la dimostrazione vivente di quel “ponte” evocato durante il concerto.
Una banda in crescita, tra tradizione e nuovi traguardi
Il concerto di Piazza Roma si inserisce in un’estate particolarmente intensa per la Banda Musicale di Trivigliano, reduce da altri importanti successi. L’11 agosto il sodalizio ha partecipato al raduno delle bande musicali che si è svolto a Villa Santo Stefano, mentre il 14 luglio è stato celebrato il 115° anniversario dalla fondazione, un traguardo che testimonia una storia lunga più di un secolo e ancora tutta da scrivere.
Una crescita costante, quella della banda triviglianese, che secondo quanto raccontato durante la serata procede sotto la guida attenta del presidente Massimo Avoli e la direzione musicale del maestro Vittorio Coladarci. Un binomio che sembra aver saputo coniugare la tradizione bandistica con un progetto artistico capace di rinnovarsi ogni anno, come dimostra la scelta coraggiosa di dare un tema sociale al concerto estivo.
Il calendario della banda non si ferma qui: i prossimi appuntamenti in programma sono il tradizionale concerto di Santa Cecilia, dedicato alla patrona dei musicisti, e il consueto concerto di Natale, due tappe fisse che scandiscono da anni la vita culturale della comunità.




