Una fitta rete di controlli e appostamenti condotta dalla Polizia di Stato ha portato, nella giornata di domenica 30 agosto 2026, a cinque arresti per attività di spaccio al dettaglio, smascherando altrettanti sistemi di occultamento tanto ingegnosi quanto, alla fine, inefficaci di fronte all’esperienza degli investigatori. Le operazioni, condotte tra le zone di Nettuno, Primavalle, Velletri e il centro storico della Capitale, restituiscono il quadro di un fenomeno capillare, capace di annidarsi persino tra gli oggetti più insospettabili della quotidianità domestica.

Il primo dei cinque arresti riguarda un cinquantenne romano, sorpreso dagli agenti proprio all’interno della propria abitazione. L’uomo aveva escogitato un metodo di “smistamento” della merce piuttosto singolare: aveva infatti sparso lo stupefacente tra i cassetti di casa, nascondendolo tra utensili da cucina, effetti personali e persino tra la biancheria intima riposta in camera da letto, nel tentativo di rendere più complesso un eventuale controllo. Il tentativo, tuttavia, non ha sortito l’effetto sperato: insieme agli strumenti utilizzati per la pesatura e il confezionamento delle dosi, gli agenti hanno sequestrato oltre 60 grammi di cocaina e diverse centinaia di euro in contanti, ritenuti il verosimile provento dell’attività di spaccio.
A Primavalle, invece, il lavoro degli investigatori ha seguito un percorso più articolato, costruito attorno a un appuntamento fissato in agenda dall’indagato. Sfruttando l’obbligo di firma a cui l’uomo era già sottoposto, gli agenti sono riusciti a ricostruirne abitudini e spostamenti, individuando così un deposito nascosto in un altro appartamento. Un paradosso non da poco: è stata proprio la misura restrittiva imposta dall’Autorità Giudiziaria a tradire, di fatto, il sistema che l’uomo aveva ideato per proseguire l’attività eludendo i controlli. Gli approfondimenti condotti dagli agenti del XIV Distretto hanno permesso di individuare un vano segreto ricavato con un doppio fondo all’interno di una libreria, la cui conformazione anomala aveva insospettito gli operatori durante l’ispezione. All’interno del nascondiglio sono stati rinvenuti oltre 350 grammi di cocaina, circa 80 grammi di crack, 16 grammi di cocaina rosa e 2 grammi di ketamina, oltre al materiale per il confezionamento e a 3.000 euro in contanti, elementi che lasciano ipotizzare un’attività di spaccio particolarmente fiorente.
Sempre nel medesimo quartiere, un altro pusher è finito in manette per lo spaccio di shaboo, attività portata avanti nonostante fosse già sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Anche in questo caso gli agenti del XIV Distretto hanno fatto centro, sequestrando oltre 50 grammi di stupefacente, circa 10.000 euro in contanti e un manoscritto che sembrerebbe essere stato utilizzato per tenere la contabilità dell’attività illecita.
Gli ultimi due arresti della giornata sono avvenuti direttamente in strada, tra Velletri e il cuore della Capitale, dove gli agenti del Commissariato di P.S. Velletri e del I Distretto Trevi – Campo Marzio hanno sorpreso in flagranza due giovani pusher in possesso di dosi di hashish.
Le cinque operazioni, condotte in un’unica giornata su territori diversi, testimoniano l’efficacia dei controlli e del costante monitoraggio nei confronti dei soggetti già destinatari di misure dell’Autorità Giudiziaria, strumenti che si confermano fondamentali nel contrasto al traffico di sostanze illecite e nella prevenzione dei fenomeni criminali legati allo spaccio.




