di Giorgio Stirpe
La seconda partita di Coppa Italia del Frosinone è stata l’occasione per vedere in campo tanti nuovi calciatori che fino ad oggi avevano trovato poco spazio, utilissima per capire quanto sia davvero profonda la panchina in questa stagione. Un test, insomma, per valutare la bontà del mercato appena concluso, che ha consegnato al tecnico giallazzurro un gruppo internazionale affiancato alla vecchia guardia, quella che in questo momento resta in vantaggio nelle gerarchie e quasi intoccabile.
Eccezion fatta per Fini, infatti, Alvini ha schierato dal primo minuto Deplanches in porta; Tchato, Akpoguma, Amey e Terzic in difesa; El Azzouzi, Hasa e Grillitsch a centrocampo; Birligea riferimento centrale in avanti con Fini e Zerbin alle sue spalle.
Ancora assente Ghedjemis, desideroso di andare via: senza offerte soddisfacenti, la società ha deciso di non cederlo. Ora il francese ha l’obbligo di tornare a concentrarsi sul Frosinone. Ne guadagnano tutti: lui stesso in primis, per non perdere un anno di livello, e il club, per non depauperare il capitale che il fantasista rappresenta.
A conti fatti, possiamo dire che anche il “Frosinone bis” non ha sfigurato, anzi. Di fronte a un avversario importante come il Sassuolo, non solo ha tenuto bene il campo per tutti i 90’ e recupero, ma, statistiche alla mano, ha calciato in porta più della squadra di Aquilani e mantenuto un maggior possesso palla. Dunque Alvini può dirsi soddisfatto, consapevole di poter contare ciecamente su tutti i ragazzi in rosa.
Come da filosofia, anche al Mapei Stadium i canarini hanno affrontato l’avversario a viso aperto. Hanno concesso nella prima mezzora qualche occasione alla squadra di Aquilani (tutte sventate da Deplanches), costruendo contemporaneamente alcune chance per passare in vantaggio, soprattutto grazie a un Fini incontenibile e in giornata di grazia.
In generale la difesa ha mostrato qualche crepa di troppo: la più profonda si è materializzata al 37’ (errore di Akpoguma), che ha consentito a Dominguez di portare in vantaggio il Sassuolo in una prima frazione piacevole nonostante il caldo. Allo scadere del primo tempo (47’) i giallazzurri hanno pareggiato con un mancino velenoso di Terzic dal limite, con l’ex Turati sorpreso da una traiettoria non irresistibile.
Ad inizio ripresa Alvini ha lasciato fuori Grillitsch, ancora lontano dalla condizione ottimale, e ha fatto esordire anche Fayed e Bobcek. Lo slovacco, molto atteso, è entrato al posto di Birligea, il quale si era mosso bene tra le linee neroverdi andando vicinissimo al gol nel primo tempo.
Nella girandola dei cambi, il tecnico del Sassuolo Aquilani ha inserito tutti i suoi pezzi da novanta (Berardi, Laurienté, S. Esposito, Bakola), ma i giallazzurri hanno continuato a giocare con la filosofia di sempre, senza paura né riverenza, sfiorando la vittoria con Bobcek e Hasa in pieno recupero, portando la sfida ai calci di rigore.
Dagli undici metri a sbagliare sono stati Amey e Hasa, nel Sassuolo invece tutti a segno. Saranno dunque gli emiliani ad affrontare la Juventus.




