Frosinone si prepara a vivere uno dei momenti più sentiti del proprio calendario cittadino: le Olimpiadi Victoria tagliano quest’anno il traguardo del cinquantesimo anniversario, confermandosi come uno degli appuntamenti più radicati nella vita sociale e sportiva del capoluogo. Non una semplice competizione, ma una vera e propria festa collettiva che da mezzo secolo riesce a intrecciare generazioni diverse attorno ai valori dello sport, della condivisione e dell’inclusione.
La presentazione ufficiale dell’edizione 2026 si è svolta a Palazzo Munari, dove il sindaco Riccardo Mastrangeli ha illustrato il percorso organizzativo che ha portato alla realizzazione dell’evento. Un lavoro, ha spiegato il primo cittadino, che affonda le radici in mesi di preparazione e che coinvolge uno staff capace di unire passione, entusiasmo e spirito di squadra. Dietro le quinte di quella che appare come una festa di paese si nasconde infatti una macchina organizzativa complessa, che richiede il coordinamento di volontari, famiglie, sponsor e istituzioni.

Riccardo Mastrangeli ha rivolto un ringraziamento sentito proprio a chi rende possibile ogni edizione: gli sponsor che sostengono economicamente l’iniziativa, i volontari che ne curano la macchina organizzativa e, naturalmente, gli atleti e le famiglie che ogni anno animano i campi e le strutture coinvolte. Che si tratti della maglia delle Aquile, dei Condor, dei Falchi o dei Grifoni — le storiche squadre che da decenni si contendono il torneo — il sindaco ha sottolineato come il vero valore dell’iniziativa risieda nell’esperienza condivisa e nel rafforzamento del senso di appartenenza alla città.
Il tributo a padre Adelmo Scaccia e a padre Richie
Un passaggio dell’intervento è stato dedicato interamente a padre Adelmo Scaccia, fondatore e vera anima delle Olimpiadi Victoria. È a lui che si deve l’intuizione originaria di un progetto capace, nel corso dei decenni, di crescere fino a diventare un punto di riferimento non solo per Frosinone ma anche per i giovani provenienti dai comuni limitrofi. Il sindaco ha voluto ringraziarlo pubblicamente per aver saputo costruire, edizione dopo edizione, uno spazio di incontro e divertimento capace di attrarre una partecipazione sempre più ampia.
Accanto a padre Adelmo, il primo cittadino ha voluto menzionare anche padre Richie, che oggi raccoglie idealmente il testimone nella cura dei valori educativi legati alla manifestazione. Secondo Mastrangeli, l’attenzione riservata ai più giovani e il messaggio che va oltre la pura competizione — il rispetto dell’avversario, la capacità di accettare la sconfitta, il valore dello stare insieme — rappresentano l’eredità più preziosa che le Olimpiadi Victoria continuano a trasmettere.
Cinquant’anni di storia e di memoria collettiva
Il traguardo dei cinquant’anni non è un dettaglio da poco per una manifestazione che, nata come iniziativa locale, si è progressivamente trasformata in un appuntamento identitario per l’intera comunità. Il sindaco ha ricordato come l’attesa che ogni anno accompagna l’evento sia il riflesso di un radicamento profondo nel tessuto cittadino, frutto di una macchina organizzativa che negli anni ha saputo adattarsi e crescere senza perdere la propria identità originaria.
Non è raro, del resto, imbattersi oggi in genitori che portano i propri figli a gareggiare negli stessi campi in cui, trenta o cinquant’anni fa, correvano loro stessi da bambini. Un filo che lega generazioni distanti nel tempo ma unite dalla stessa esperienza, e che secondo Mastrangeli rappresenta la testimonianza più autentica di come le Olimpiadi Victoria siano riuscite a entrare nella memoria collettiva di Frosinone.
L’intervento del consigliere Franco Carfagna
Alla conferenza stampa ha preso parte anche il consigliere comunale Franco Carfagna, delegato allo Sport, che ha voluto rivolgere i propri auguri alla manifestazione in occasione di un traguardo tanto significativo. Secondo Carfagna, il merito di aver fatto entrare l’iniziativa nel cuore della città va attribuito in larga parte all’intuizione e alla dedizione di padre Adelmo, capace di trasmettere a intere generazioni valori come la solidarietà, l’amicizia e il senso di comunità.
Il consigliere ha inoltre posto l’accento sul ruolo dei giovani, che attraverso lo sport e il volontariato hanno la possibilità di assumersi responsabilità concrete, diventando protagonisti attivi della vita cittadina anziché semplici spettatori. In un contesto sociale in cui offrire ai ragazzi occasioni sane di aggregazione risulta sempre più importante, ha aggiunto Carfagna, iniziative come le Olimpiadi Victoria assumono un valore che travalica largamente l’aspetto puramente agonistico.
Uno sguardo al futuro
Chiudendo il proprio intervento, il sindaco Mastrangeli ha ribadito come la forza autentica della manifestazione risieda proprio nella capacità di lasciare un segno che va oltre i giorni della competizione: un patrimonio di valori destinato a rimanere nel cuore di bambini, ragazzi e adulti ben oltre la chiusura dei giochi. Un’eredità che, a detta degli amministratori intervenuti, merita di essere custodita e rilanciata negli anni a venire, continuando a investire su sport, volontariato e giovani.




