C’è un filo conduttore che lega gli ultimi interventi delle Forze dell’Ordine sul territorio provinciale, ed è quello della prevenzione capillare, quella fatta di controlli mirati, banche dati consultate con pazienza e un occhio sempre attento a ciò che accade nelle strade e nei locali. Nell’arco di poche ore, tra Cassino, Frosinone e Sora, gli agenti della Polizia di Stato, affiancati in un caso dalla Guardia di Finanza, hanno messo a segno una serie di interventi che restituiscono la fotografia di un territorio sorvegliato, ma anche delle nuove insidie a cui prestare attenzione.
A Cassino è andato in scena un servizio straordinario di controllo interforze, che nella serata di ieri ha visto impegnato personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza nelle zone ritenute più sensibili della città, a partire dal centro, cuore pulsante della movida e punto di ritrovo per tanti giovani. L’obiettivo dichiarato dell’operazione era duplice: prevenire i reati predatori e contrastare fenomeni legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Nel corso della serata sono state identificate oltre trenta persone, venti delle quali già note alle forze dell’ordine per precedenti. Tre soggetti sono stati inoltre segnalati amministrativamente alla Prefettura competente, poiché trovati in possesso, per uso personale, di un modesto quantitativo di sostanza stupefacente. Gli agenti hanno fatto sapere che l’attività di controllo proseguirà anche nelle prossime settimane, segno che l’attenzione sulla zona resterà alta.
Cambio di scenario, ma non di protagonisti, a Frosinone, dove la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà un uomo, residente in provincia di Roma, per furto e per violazione della normativa in materia di armi e oggetti atti a offendere. La vicenda, ricostruita dalla Sala Operativa della Questura, ha del singolare: l’uomo si era presentato in un ristorante nella parte bassa della città chiedendo semplicemente una bottiglietta d’acqua, per poi approfittarne per sottrarre un coltello da cucina lungo venti centimetri e darsi alla fuga. Un gesto che, però, si è rivelato un boomerang: poco dopo l’uomo ha fatto ritorno proprio in quel locale, trovando ad attenderlo gli agenti della Squadra Volante, intanto giunti sul posto per ricostruire quanto accaduto. Una volta accertato il possesso dell’arma impropria, per lui è scattata la denuncia.
A Sora, invece, la Polizia di Stato ha portato a termine un’indagine dai contorni più tecnologici, che si è conclusa con la denuncia di tre persone accusate, in concorso, di truffa, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica. Tutto ha avuto origine da una denuncia presentata da una vittima presso il Commissariato della Città Volsca, che ha permesso agli investigatori di ricostruire un meccanismo fraudolento piuttosto articolato: i responsabili si sarebbero impossessati indebitamente di account WhatsApp appartenenti a ignari utenti, per poi contattare i contatti presenti in rubrica chiedendo bonifici urgenti, facendo leva su presunte situazioni di emergenza. Il denaro ottenuto con l’inganno veniva poi fatto confluire su altri rapporti finanziari, allo scopo di disperdere le tracce dei proventi illeciti. Proprio alla luce di questa vicenda, la Polizia di Stato ha voluto lanciare un messaggio di prevenzione ai cittadini, ricordando l’importanza di verificare sempre l’identità di chi chiede denaro con urgenza attraverso canali alternativi, di mantenere aggiornati sistema operativo e applicazione di messaggistica, di controllare periodicamente i dispositivi collegati al proprio account e di attivare la verifica in due passaggi come ulteriore misura di sicurezza.
Infine, un capitolo che riguarda da vicino anche il fronte dell’immigrazione: su ordine del Questore della provincia di Frosinone, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un provvedimento di espulsione, disposto quale misura alternativa alla detenzione dal Magistrato di Sorveglianza, nei confronti di un cittadino indiano. L’uomo, detenuto in una casa circondariale della provincia per scontare una condanna a cinque anni e tre mesi per violenza sessuale, lesioni personali aggravate e violenza privata, è stato scortato nella giornata di ieri fino allo scalo aereo di Fiumicino, dove è stato rimpatriato. Anche su questo fronte, fanno sapere dalla Questura, i servizi proseguiranno nei prossimi giorni.
Un mosaico di episodi diversi tra loro, ma accomunati da un’unica cifra: la costante presenza delle Forze dell’Ordine su un territorio che cambia volto di giorno in giorno, e che richiede occhi sempre vigili, sia nelle strade che nel mondo digitale. Si ricorda che le persone coinvolte nelle vicende di denuncia sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.




