Il Parco di Castel Sindici, a Ceccano, si prepara ad accogliere sabato 19 e domenica 20 settembre l’ultimo appuntamento della rassegna estiva Vibrazioni: il Cumbia Maconda Festival. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale di Ceccano con il contributo della Regione Lazio all’interno del programma Ceccano Estate, nasce da un’idea precisa: non limitarsi all’ennesimo evento “a tema latino”, ma restituire la complessità di un continente troppo spesso raccontato per stereotipi.

Gli organizzatori spiegano che parlare di America Latina significa in realtà parlare di culture, storie e realtà profondamente diverse tra loro, e che il festival vuole proprio dare spazio a questa pluralità, tra musica e momenti di incontro dentro e fuori dal palco. Folklore, reggaeton ed esotismo restano le immagini più immediate a cui si associa il continente, ma raccontano solo una parte della storia: Cumbia Maconda punta invece a un racconto più contemporaneo e sfaccettato, lontano dai cliché consueti.

Il primo capitolo scelto è quello della Cumbia, genere musicale nato in Colombia dall’incontro tra culture diverse e diventato negli anni un linguaggio capace di attraversare l’intero continente sudamericano. Non è un punto d’arrivo, ma un primo passo: il festival immagina di aprirsi nel tempo ad altri linguaggi e sonorità latinoamericane.
La scelta di partire proprio dalla Colombia non è casuale. Con Ceccano esiste infatti un legame secolare, legato alla figura di Oreste Sindici, compositore ceccanese autore dell’inno nazionale colombiano. Il nome del festival, però, non indica un luogo reale: Maconda è un’evocazione della Macondo immaginata da Gabriel García Márquez, il paese del realismo magico in cui l’impossibile diventa norma e il sogno si fa territorio. Un incontro tra due mondi, Italia e Colombia, Mediterraneo e America Latina, tradizione e contemporaneità, che gli organizzatori hanno scelto di battezzare, quando l’energia dell’incontro trabocca dai confini, come Santa Esuberanza.

Il programma musicale vedrà protagonisti gli Ancestros Music, con un viaggio sensoriale nel Caribe colombiano, la commedia musicale di Super Cumbia y La Liga de la Alegría e le contaminazioni sonore della dj NÏAMAflor, nome d’arte di Enrica Di Nucci. Spazio anche a un incontro tra Cumbia e Salento con Le Cumbinate, e a una versione elettronica del Sudamerica con il djset Alucinación Tropical Session.

Domenica 20 settembre, alle 17, è in programma il workshop di Ignacio Kaen dedicato alla storia della Cumbia, dalle radici colombiane fino alla diffusione in Argentina e nel resto del mondo. A seguire, alle 17.45, il talk di Marianna Serena Milano e Sara Bucciarelli, fondatrici di World Creative Visions, che attraverso un percorso critico su Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez proporrà un cortocircuito visivo e sensoriale tra analogico e digitale. Il Cumbia Maconda Festival si propone così come uno spazio da attraversare, ascoltare e vivere con uno sguardo diverso sull’America Latina.




