Una regione, il Lazio, che cresce più della media nazionale, sostenuto dal traino del Giubileo e dagli investimenti del PNRR, ma che deve ora consolidare i risultati raggiunti senza perdere di vista i nodi ancora irrisolti, a partire dalla crisi dell’automotive. È il quadro emerso dal Consiglio Generale della CISL Lazio, che si è riunito a Roma l’11 settembre per fare il punto sullo stato di salute dell’economia regionale.

Nella relazione presentata al Consiglio, il segretario generale Enrico Coppotelli ha illustrato un andamento in chiaroscuro, ma con più luci che ombre. Il terziario e i servizi, trainati in particolare dal turismo, hanno segnato un incremento del 2,6% rispetto al 2025. Ancora più marcata la crescita di farmaceutico, aerospazio, difesa, digitale, agroalimentare ed export, che insieme registrano un balzo del 9,7%, quasi il triplo della media nazionale, ferma al 3,3%.
A confermare l’intonazione positiva sono anche le stime del Centro Studi Svimez, secondo cui il Pil regionale dovrebbe crescere tra lo 0,6% e l’1,2%, a fronte di una previsione nazionale compresa tra lo 0,5% e lo 0,7%. Un risultato che, secondo l’analisi presentata al Consiglio, va letto insieme ai segnali positivi sul fronte occupazionale: il tasso di disoccupazione nel Lazio si attesta al 5,5%, mentre l’occupazione sale al 64,2%, un valore superiore alla media italiana.
Buone notizie arrivano anche dal sistema portuale regionale, che nei primi sei mesi dell’anno ha superato i 6,5 milioni di tonnellate di merci movimentate, con una crescita del 5,7%, mentre gli accosti delle navi merci sono aumentati del 9,9%. Civitavecchia si conferma il perno di questo sistema, gestendo oltre il 60% delle merci portuali regionali e facendo segnare un +4,4% nel traffico passeggeri.

Non mancano, tuttavia, le criticità. Il settore automotive vive infatti un pesante arretramento, un dato che secondo la CISL Lazio alimenta le preoccupazioni per il futuro dello stabilimento Stellantis e dell’intera filiera che vi ruota attorno.
Il Lazio, ha sottolineato Enrico Coppotelli, “ha dimostrato di avere fondamenta economiche solide e tutte le condizioni per diventare una vera motrice dello sviluppo del Paese”. Secondo il segretario generale, il cosiddetto metodo Giubileo, basato sulla collaborazione tra istituzioni e corpi intermedi e sulla capacità di condividere obiettivi e responsabilità, ha funzionato, e ora la sfida è trasformarlo in un modello stabile di programmazione attraverso un Patto di Crescita esteso a tutta la Regione. Un impatto, quello legato all’Anno Santo, che i numeri raccontano in modo eloquente: nel primo semestre del 2026 Roma ha registrato 11 milioni di arrivi, per una ricaduta economica stimata in 15 miliardi di euro.
Per la CISL Lazio la priorità, ora, è dare piena attuazione al Piano Industriale Regionale e al Piano di Sviluppo, costruendo una piattaforma in grado di sostenere nel tempo crescita, investimenti e occupazione di qualità. Servirà, ha aggiunto Coppotelli, costruire un ecosistema che metta al centro le persone, valorizzi il lavoro e garantisca opportunità a tutte le generazioni, con partecipazione e responsabilità come parole chiave per affrontare le trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche in atto.

Il Consiglio Generale è stato anche l’occasione per completare la squadra dirigente dell’organizzazione: è stata infatti eletta Alessandra Romano come nuova segretaria regionale della CISL Lazio, al fianco del segretario generale Enrico Coppotelli. Romano porta con sé oltre 25 anni di esperienza sindacale, iniziata nella CISL Scuola e proseguita nella CISL di Frosinone, dove ha ricoperto per diversi anni l’incarico di segretaria generale aggiunta. Da oltre un anno, inoltre, è responsabile del Coordinamento Donne e delle Politiche di Genere della CISL Lazio, occupandosi su delega della segreteria regionale anche di altre materie politico-sindacali.




