Una serata capace di trasformare il Palazzo Ducale di Atina in un crocevia di arte, memoria e futuro. È questo il bilancio della quinta edizione del Premio Città di Saturno, andata in scena sabato sera con una partecipazione che ha superato le aspettative degli organizzatori, confermando una manifestazione che negli anni ha saputo costruirsi uno spazio proprio nel panorama culturale della provincia di Frosinone.
Al centro dell’edizione 2026 c’è stato Jago, lo scultore che ha portato il proprio nome oltre i confini nazionali fino a conquistare una dimensione internazionale, insignito del riconoscimento che dà il nome alla rassegna. Sul palco, l’artista ha ripercorso la propria parabola professionale, raccontando al pubblico presente le tappe di un percorso fatto di studio, sperimentazione e determinazione, capace di trasformare la materia in un linguaggio che parla a platee lontanissime dal luogo d’origine.
Ad aprire i lavori è stato Andrea Amata, presidente e ideatore del Premio, che ha ricordato come il territorio rappresentato dalla manifestazione sia stato, e continui a essere, un vero e proprio incubatore di eccellenze. Parole che hanno dato il tono a una serata costruita attorno all’idea che la cultura non sia semplice intrattenimento, ma strumento di riconoscimento identitario per un’intera comunità.
Tra gli ospiti d’onore, la presenza di Sua Eccellenza il Prefetto Giuseppe Ranieri ha conferito alla serata un ulteriore sigillo istituzionale, con un apprezzamento esplicito per l’intuizione che sta alla base del progetto. Accanto al Prefetto, una folta rappresentanza delle Forze dell’Ordine e del mondo bancario e finanziario: presenti il direttore della Banca Popolare del Cassinate, Roberto Caramanica, il vicario del Questore Raffaele Attanasi, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Claudio Scarselletta e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
Non meno nutrita la delegazione degli amministratori locali, a testimonianza di quanto il Premio sia ormai percepito come un appuntamento identitario condiviso da più comuni. Presenti il sindaco di Atina Pietro Volante, il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca, il presidente del Consiglio comunale di Anagni Davide Salvati, il vicesindaco di Arpino Massimo Sera e l’assessore di Ferentino Michela Guida, insieme a numerosi altri sindaci e amministratori giunti da tutto il comprensorio.
Presenti anche l’assessore regionale Giancarlo Righini e l’onorevole Nicola Ottaviani, quest’ultimo legato alla manifestazione fin dalla sua prima edizione. Determinante, come ogni anno, il contributo dell’associazione Living Ciociaria, rappresentata dal presidente Alessio Pellegrini e da Giulio Caira, affiancati dal consigliere delegato al Turismo di Atina Manuel Caira. È stato lo stesso Pellegrini a sottolineare come premiare Jago significhi riconoscere un talento nato in questa provincia e capace di parlare al mondo attraverso l’arte, spiegando che è proprio questo lo spirito con cui l’associazione sostiene il Premio: valorizzare chi rappresenta il volto migliore della propria terra.
La serata ha riservato spazio anche agli Ambasciatori delle Città di Saturno, un riconoscimento pensato per dare visibilità a persone e realtà che, nei rispettivi settori, incarnano l’eccellenza delle comunità di Alatri, Anagni, Arpino, Atina e Ferentino. Sono saliti sul palco Daniela Nardelli di Atina, Manuel Belmonte di Ferentino, lo Scatolificio Pisani di Arpino, i Fratelli Mazzocchia di Alatri e l’Unitre di Anagni, ciascuno portatore di un pezzo di storia lavorativa, associativa o imprenditoriale del territorio.










A chiudere gli interventi è stato ancora Andrea Amata, che ha ricordato come il Premio cresca di anno in anno insieme alla consapevolezza che la cultura non sia un ornamento, bensì lo strumento attraverso cui una comunità riconosce se stessa, ne valorizza le radici e ne costruisce il futuro. Il presidente ha aggiunto che la partecipazione registrata in questa quinta edizione dimostra l’esistenza di una domanda reale di identità, cultura e bellezza, e che il territorio non deve limitarsi a raccontare ciò che è stato, ma avere piena consapevolezza di ciò che può ancora diventare.
Con la quinta edizione ormai alle spalle, il Premio Città di Saturno conferma dunque la propria missione: mettere in dialogo le cinque città che condividono il nome del dio Saturno, valorizzarne le eccellenze e trasformare l’identità territoriale in una leva concreta di crescita culturale e sociale. Un progetto che guarda già alla prossima edizione, portando con sé una certezza semplice quanto efficace: le radici non sono un peso che trattiene, ma una spinta che sostiene per proiettarsi oltre i confini.




