La firma apposta sui documenti ufficiali segna il punto di svolta per la sicurezza e la vita sociale della comunità. Il sindaco di Supino, Gianfranco Barletta, si è recato presso la Prefettura di Frosinone per sottoscrivere il contratto di locazione che stabilisce il trasferimento della locale Stazione dei Carabinieri al centro del paese. Un atto formale di straordinaria importanza, avvenuto alla presenza del Vicario del Prefetto, la dottoressa Scala, e dell’ufficiale rogante, la dottoressa Blasi, che concretizza un impegno solenne preso con i cittadini.
Per oltre quattro decenni la sede dell’Arma dei Carabinieri, dipendente dalla Compagnia di Frosinone, è rimasta collocata lungo via La Quercia, in una posizione periferica che spesso imponeva spostamenti complessi ai residenti. Il ritorno della presidio nel cuore pulsante di Supino rappresenta dunque un successo strategico per l’Amministrazione comunale, capace di trasformare in realtà un’aspettativa storica.
L’operazione nasce da una visione precisa della tutela del territorio e dei servizi di prossimità. Riportare le forze dell’ordine nella zona centrale del borgo garantisce un punto di riferimento immediato per le persone anziane, rivitalizza le attività commerciali locali e offre un deterrente concreto contro la microcriminalità. La presenza costante della pattuglia tra i vicoli e le piazze principali infonde fiducia, garantendo una prontezza d’intervento essenziale per la vita quotidiana dei residenti.

Grande la soddisfazione espressa dal primo cittadino Gianfranco Barletta, che ha sottolineato come questo traguardo rappresenti il coronamento di un lungo e complesso iter burocratico fortemente voluto dalla sua squadra di governo. Il primo cittadino ha confermato che gli uffici comunali, insieme ai tecnici della Prefettura di Frosinone e ai vertici dell’Arma dei Carabinieri, stanno definendo gli ultimi dettagli logistici per allestire gli spazi e coordinare l’organizzazione della cerimonia ufficiale. L’inaugurazione della nuova sede è prevista già nei prossimi giorni, restituendo all’intero paese un presidio di legalità moderno, accessibile e integrato nel tessuto sociale.




