Una provincia che non abbassa la guardia. Nelle ultime ore, tra il capoluogo e alcuni Comuni dell’hinterland, Polizia di Stato e Carabinieri hanno portato a termine una serie di operazioni che, pur diverse per natura e gravità, raccontano la stessa storia: quella di un territorio costantemente presidiato, dove ogni segnale sospetto viene verificato e ogni violazione, anche la più insidiosa, viene perseguita fino in fondo.
Il caso più delicato arriva dal capoluogo, dove un uomo è finito in manette per aver violato un divieto di avvicinamento imposto a tutela di un proprio familiare. A intercettarlo è stato un equipaggio della squadra volante della Questura di Frosinone, impegnato in un servizio di perlustrazione nella parte bassa della città. Il soggetto, già noto agli agenti, è stato sottoposto a un controllo di routine che si è rivelato tutt’altro che ordinario: l’uomo si trovava a ridosso dell’abitazione della persona offesa, ben al di sotto dei 500 metri di distanza imposti dalla misura cautelare. Un elemento aggravante ha reso la posizione ancora più delicata: l’uomo risultava irreperibile per non essersi presentato presso la Compagnia Carabinieri di Frosinone ai fini dell’installazione del braccialetto elettronico antistalking, dispositivo pensato proprio per prevenire situazioni di rischio come quella appena descritta. Per lui è scattato l’arresto.
Sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare, la Polizia di Stato ha portato a termine un’altra espulsione, questa volta nei confronti di un cittadino albanese privo di titolo di soggiorno valido. L’uomo, entrato in Italia sottraendosi ai controlli di frontiera e con un’istanza di permesso di soggiorno respinta perché ritenuta manifestamente infondata, è stato accompagnato su disposizione del Questore della provincia di Frosinone presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari, dove resterà il tempo necessario a completare le procedure per il rimpatrio. Un’attività che, fanno sapere dalla Questura, non si fermerà: nei prossimi giorni sono attesi ulteriori servizi mirati.
Spostandosi verso Trevi nel Lazio, l’attenzione si sposta su un episodio dai contorni particolarmente seri. Gli agenti dell’Ufficio di Polizia Amministrativa della Questura, impegnati in accertamenti scattati dopo la revoca della licenza di fabbricazione e vendita di manufatti pirotecnici a un’azienda del posto, hanno scoperchiato una vicenda inquietante. Dall’analisi dei registri e delle bolle di accompagnamento è emerso che il titolare della ditta, un uomo di 55 anni, aveva movimentato in un’unica soluzione oltre 200 chilogrammi di materiale esplodente, senza alcuna autorizzazione. Un quantitativo enorme, spostato in totale spregio delle norme di sicurezza previste per legge, che avrebbe potuto esporre la popolazione a un rischio potenzialmente gravissimo. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e il materiale è stato posto sotto sequestro.
Due, infine, gli episodi che vedono protagonisti i più giovani, entrambi legati al possesso di armi improprie o non regolamentari. A Roccasecca, i Carabinieri della locale Stazione, nell’ambito di un servizio mirato alla ricerca di armi e munizioni, hanno eseguito una perquisizione domiciliare a carico di un giovane, individuato dopo la diffusione sui social di un video in cui il ragazzo, nei pressi della stazione ferroviaria, esplodeva un colpo a salve con una replica di pistola Beretta modello 92. L’arma giocattolo, priva del previsto tappo rosso di sicurezza, e un caricatore con due cartucce a salve sono stati sequestrati; il minore è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.
Ad Amaseno, invece, un controllo apparentemente di routine si è trasformato in una scoperta significativa. I militari della locale Stazione dei Carabinieri, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dalla Compagnia di Frosinone, hanno fermato un’autovettura che si aggirava con fare sospetto nel centro del paese. Il conducente, un ragazzo incensurato residente in zona, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico di tipo proibito, privo di qualsiasi giustificato motivo per il porto. Per lui è scattata la denuncia per porto abusivo di armi, mentre il coltello è stato sequestrato.
Cinque episodi diversi, uniti da un filo conduttore comune: la costante attività di prevenzione e repressione che Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri portano avanti quotidianamente su tutto il territorio provinciale, a tutela della sicurezza e della tranquillità dei cittadini.




