Si avvia alla conclusione la vendemmia 2026, un’annata segnata da un caldo fuori dal comune che ha anticipato drasticamente i tempi della raccolta e messo a dura prova vigneti e produttori del territorio. Temperature elevate, siccità prolungata e una presenza massiccia di cinghiali tra i filari hanno reso questa stagione tutt’altro che semplice, ma le prime indicazioni raccontano di un prodotto qualitativamente equilibrato, capace di regalare soddisfazioni nonostante le difficoltà.
Un capitolo a parte merita proprio la questione della fauna selvatica, che quest’anno ha creato non pochi grattacapi alle aziende agricole. A contenere i danni ha contribuito in maniera decisiva la collaborazione con l’ATC Frosinone, guidato dal presidente Enzo Pirazzi, e con il coordinatore dei selecontrollori Alfio Dell’Uomo.

Grazie al progetto PRIU e al monitoraggio costante svolto da personale specializzato sulle aree più esposte, le aziende sono riuscite a limitare le incursioni dei cinghiali e a portare a termine la raccolta nei tempi corretti, un aspetto tutt’altro che scontato in un’annata già di per sé complicata.
ANTONELLO COLETTI CONTI, TITOLARE DELL’OMONIMA CANTINA CON SEDE AD ANAGNI
Ad Anagni, presso le Cantine Coletti Conti, il titolare Antonello Coletti Conti racconta di operazioni di vendemmiatura ormai in dirittura d’arrivo, con la chiusura prevista entro quattro o cinque giorni. Se sul fronte quantitativo la resa è risultata leggermente inferiore alle attese – ha spiegato ad anagnia.com – mentre le prime indicazioni qualitative lasciano intravedere un’annata positiva.

Coletti Conti sottolinea però la delicatezza del momento: “le temperature elevate dell’estate potrebbero aver alterato gli equilibri chimici dei mosti rispetto alle annate precedenti, rendendo necessaria un’attenzione particolare durante tutte le fasi della vinificazione. Solo al termine della fermentazione – spiega – sarà possibile esprimere un giudizio completo sull’andamento dell’annata.
PAOLO PERINELLI, RESPONSABILE DELL’AZIENDA “CASALE DELLA IORIA” CON SEDE AD ANAGNI

Sulla stessa linea temporale si muove Paolo Perinelli della Cantina Casale della Ioria, sempre di Anagni, che prevede di concludere la raccolta entro tre o quattro giorni. Le uve destinate agli spumanti, raccolte in anticipo, si presentano particolarmente belle, mentre i quantitativi complessivi restano in linea con quelli dello scorso anno, ridimensionando le aspettative iniziali di un raccolto più abbondante. Anche in questo caso il caldo estivo viene indicato come il principale responsabile della riduzione del potenziale produttivo, senza però intaccare l’integrità delle uve. Le masse sono attualmente in fermentazione e solo al termine di questo processo sarà possibile formulare un giudizio definitivo.
PINA TERENZI, IMPRENDITRICE VITIVINICOLA E PRESIDENTE DEL CONSORZIO DEL VINO CESANESE

A Serrone, Pina Terenzi delle Cantine Giovanni Terenzi, che riveste anche il ruolo di presidente del Consorzio del Vino Cesanese, descrive una vendemmia anticipata ma tecnicamente solida, con uve sane e parametri compatibili con vini di alta qualità.
“La vendemmia si è svolta in anticipo rispetto alle consuete tempistiche – ma ha evidenziato – sotto il profilo tecnico, risultati complessivamente solidi. Le uve conferite in cantina si sono presentate sane e in buone condizioni, caratteristiche che stanno trovando un positivo riscontro anche nelle prime fasi della vinificazione. I parametri rilevati risultano infatti compatibili con la produzione di vini di elevata qualità e lasciano intravedere prospettive interessanti per l’annata”.
“Su queste basi – ha aggiunto Pina – il Consorzio ha già avviato un’intensa attività di promozione, con l’obiettivo di consolidare e ampliare la presenza del Cesanese sui mercati e, al tempo stesso, rafforzare il legame tra il vino e il territorio di origine. Il programma prevede un ulteriore sviluppo delle occasioni di conoscenza e di approfondimento attraverso degustazioni, incontri e iniziative di promozione, accompagnato da un potenziamento dell’accoglienza in cantina e delle attività legate all’enoturismo“.
E, ancora: “l’obiettivo è fare del Cesanese un autentico ambasciatore del territorio, valorizzandone le caratteristiche e utilizzando la qualità del prodotto come strumento di promozione dell’intero comprensorio. Si tratta di un percorso che assume particolare rilevanza alla luce del confronto con la precedente annata, definita per alcuni aspetti “particolare”, mentre quella attuale sembra offrire presupposti tecnici più concreti sui quali costruire una strategia di valorizzazione e di crescita”.
“La sfida, quindi, si sviluppa su un duplice piano: da una parte, consolidare il rapporto tra qualità delle uve e qualità del vino, riducendo gli elementi di incertezza e rafforzando la credibilità del prodotto; dall’altra, tradurre questi risultati in una presenza più strutturata e riconoscibile sul mercato, attraverso un’attività di promozione coordinata e continuativa”.
“Come Consorzio – conclude Pina Terenzi – ci assumiamo la responsabilità di trasformare questa favorevole condizione tecnica in maggiore visibilità del Cesanese, più solide opportunità di mercato e una crescente notorietà del territorio. La qualità dell’annata rappresenta una base importante; spetta ora al sistema produttivo e al Consorzio saperla valorizzare, consolidando nel tempo la reputazione del vino e il suo ruolo quale espressione identitaria del territorio.
TERESA MARLETTA, TITOLARE DELL’AZIENDA CHE PORTA IL SUO NOME E CHE HA SEDE A PIGLIO

Situazione decisamente più critica per l’Azienda Agricola Teresa Marletta di Piglio, dove la siccità ha inciso pesantemente sulla resa delle uve. A peggiorare il quadro è arrivata anche una violenta grandinata nel mese di maggio, che ha ulteriormente compromesso il raccolto.
I titolari dell’azienda stimano per questa annata una riduzione della produzione superiore al 65% rispetto alle aspettative iniziali, un dato che fotografa la severità della stagione in alcune aree del comprensorio.
GIOVANNI NEGRI, IMPRENDITORE E TITOLARE DE “AL PIGLIO | MAISON DE CHARM” CON SEDE A PIGLIO

Sempre a Piglio, Giovanni Negri, titolare di Al Piglio | Maison de Charme, descrive invece un’uva di qualità eccezionale, tra le migliori viste in oltre venticinque anni di esperienza nel settore. Negri racconta una stagione vissuta come un vero e proprio slalom tra temporali violentissimi, grandinate improvvise e precipitazioni torrenziali, condizioni che non hanno però compromesso la qualità estetica e produttiva delle uve raccolte, alimentando aspettative incoraggianti per il vino che verrà.
MARIA ELENA SINIBALDI, TITOLARE DELL’AZIENDA CHE PORTA IL SUO NOME E CHE HA SEDE A PALIANO
Infine, da Paliano, Maria Elena Sinibaldi racconta una vendemmia anticipata come mai prima d’ora: la raccolta della Passerina è iniziata addirittura il 28 agosto, con temperature già vicine ai 28 gradi, costringendo l’azienda a lavorare solo nelle prime ore del mattino per tre giornate consecutive.

Nonostante lo stress idrico subito dalle piante e una resa in mosto inferiore di circa il 20% rispetto agli standard abituali, le fermentazioni procedono regolarmente. Sinibaldi sottolinea come la grandine, fortunatamente evitata nei propri vigneti, resti comunque un rischio imprevedibile capace di colpire un’area risparmiandone un’altra a poca distanza, e osserva come l’esperienza di quest’anno rispecchi, con le dovute differenze, l’andamento generale di molte realtà del territorio.

Un mosaico di testimonianze che, pur nella diversità delle situazioni, restituisce l’immagine di un’annata complessa ma non negativa, dove il caldo eccezionale e gli eventi atmosferici estremi hanno messo alla prova la resistenza delle aziende, senza però intaccare in maniera sostanziale le prospettive qualitative del vino che, nei prossimi mesi, arriverà sulle tavole. Dunque… viva il vino Cesanese!




