Dovrebbero essere il luogo della spensieratezza, dei pomeriggi tra scivoli e altalene, delle chiacchiere tra genitori mentre i più piccoli giocano. Ma per alcune famiglie di Anagni i parchi giochi cittadini raccontano oggi un’altra storia, fatta di degrado, scarsa manutenzione e timori per la sicurezza dei bambini. A farsene portavoce sono alcuni genitori che nei giorni scorsi hanno scritto alla redazione di anagnia.com, con due segnalazioni distinte ma unite da una preoccupazione comune.
La prima riguarda il parco giochi di Viale Regina Margherita, l’area verde antistante la scuola “Raffaele Ambrosi De Magistris”, frequentata ogni giorno da bambini e famiglie. Chi scrive descrive uno spazio con immondizia sparsa un po’ ovunque e, dettaglio ancora più preoccupante, con alcune strutture e alcuni giochi che appaiono pericolanti e che richiederebbero, a giudizio dei genitori, un controllo urgente. Non è soltanto una questione di decoro urbano, sottolineano, ma di incolumità dei più piccoli.

Da qui l’appello rivolto all’Amministrazione comunale: garantire una manutenzione regolare, una pulizia adeguata e verifiche periodiche sullo stato delle attrezzature, a partire da un sopralluogo urgente per accertare la sicurezza di tutti i giochi. “Non è accettabile” attendere che accada un incidente prima di intervenire, si legge nella segnalazione, che ricorda come la manutenzione non dovrebbe essere considerata un intervento straordinario, ma una responsabilità costante di chi amministra il territorio.




La seconda segnalazione arriva dalla periferia della città, in località Finocchieto, a Osteria della Fontana. Qui il parco giochi è stato inaugurato a settembre 2023, quindi da meno di tre anni. Secondo quanto riferito da una famiglia della zona, però, l’area sarebbe rimasta priva di manutenzione e oggi versa in condizioni critiche, destinate a peggiorare progressivamente se non si interviene in tempi ragionevoli. Il tono, in questo caso, è più dispiaciuto che polemico: l’autrice della segnalazione parla di “un vero peccato”, convinta che pochi interventi mirati basterebbero a rendere il parco di nuovo sicuro e fruibile per tutti i bambini. Ammette anche che, magari, non sia una questione prioritaria per la città, ma chiede che il problema non venga lasciato cadere.
Della vicenda abbiamo parlato, in una chiacchierata informale, con il vicesindaco Riccardo Ambrosetti, che non nega le difficoltà ma sposta l’attenzione su un aspetto spesso trascurato. “L’amministrazione comunale si sta impegnando per mantenere e migliorare le aree verdi e i parchi giochi della città”, ha spiegato, “ma quello che troppo spesso vanifica il lavoro è l’uso sbagliato che ne viene fatto”.
Secondo il vicesindaco, infatti, gli sforzi messi in campo dall’Ente si scontrano con i comportamenti di una minoranza di utenti: c’è chi sporca, chi rompe e chi si comporta in modo maleducato, rendendo di fatto inutili interventi che richiedono tempo, risorse e cura. Il problema, ha spiegato Ambrosetti, non è solo la manutenzione ordinaria, ma anche il rispetto di quello che è un bene di tutti. “Un parco giochi è un patrimonio della comunità”, ha aggiunto, “e se ognuno non fa la propria parte, per quanto l’amministrazione si dia da fare, difficilmente si potranno ottenere risultati duraturi”.
Le due segnalazioni e la replica del vicesindaco, dunque, non si escludono a vicenda, ma fotografano le due facce di uno stesso problema. Da una parte c’è la richiesta legittima dei cittadini di avere spazi pubblici puliti, controllati e sicuri, soprattutto quando a frequentarli sono i bambini. Dall’altra c’è la constatazione che la cura dei luoghi comuni non può gravare solo sulle spalle delle istituzioni: senza senso civico anche il parco più bello rischia di ridursi in poco tempo in un’area trascurata.
La strada, forse, passa da una responsabilità condivisa: da un lato un’amministrazione chiamata a garantire controlli e interventi tempestivi, in particolare dove emergono situazioni di potenziale pericolo, dall’altro famiglie, ragazzi e frequentatori chiamati a trattare i parchi giochi con il rispetto che meritano. Perché, alla fine, quei giochi, quelle panchine e quei prati appartengono a tutti, e a rimetterci, quando vengono trascurati o danneggiati, sono sempre i bambini.




