A distanza di decenni, il pubblico non ha smesso di voler bene ad Alberto Sordi, e i numeri lo confermano. Il docufilm “Alberto Sordi Secret“, scritto e diretto dal cugino e biografo dell’attore Igor Righetti, è entrato subito in tendenza su Prime Video e ha raggiunto il primo posto nella categoria film documentari, in una sezione che conta migliaia di titoli e produzioni internazionali. Il film è disponibile a questo link.

Il traguardo arriva per un’opera indipendente, realizzata con sponsor privati e senza finanziamenti pubblici, che ha già raccolto 36 premi in Italia e all’estero. L’ultimo riconoscimento, giunto dagli Stati Uniti pochi giorni fa, è il New York Film & Cinematography Awards come miglior docufilm. Il film è disponibile anche nei cataloghi di Prime Video di Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Cina, ed è stato realizzato anche in inglese e spagnolo.
«Questo risultato mi rende davvero felice», ha commentato Igor Righetti, spiegando che la vetta della classifica dimostra quanto Sordi sia ancora amato e quanto le nuove generazioni abbiano voglia di conoscere la persona dietro l’attore. Per il regista, arrivare primi con un progetto indipendente significa anche che passione, impegno e voglia di fare bene possono parlare a un pubblico vastissimo.
Il film nasce dal libro “Alberto Sordi segreto”, pubblicato da Rubbettino editore con la prefazione del critico Gianni Canova e arrivato alla dodicesima ristampa. Alla base c’è una richiesta dello stesso Sordi, che con la sua proverbiale scaramanzia chiedeva ai familiari di raccontarlo solo quando fosse andato, come amava dire con ironia, «in orizzontale». Non voleva che la sua vita privata diventasse materia pubblica, ma desiderava essere ricordato dai suoi estimatori e fatto conoscere ai più giovani.
Per la prima volta, nella parte filmica, compaiono i genitori, gli zii, i nonni e gli amici dell’attore. La narrazione arriva fino all’adolescenza e al ritorno a Roma di un Alberto diciassettenne dopo gli anni trascorsi a Milano. Le scene ambientate tra gli anni Venti e Trenta sono girate in bianco e nero, con costumi e auto d’epoca, e si intrecciano alle testimonianze di Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Rino Barillari, Sabrina Sammarini e Jason Piccioni. La voce narrante è di Dado Coletti, mentre a rendere prezioso il racconto ci sono filmati inediti dell’Istituto Luce, audio originali e fotografie dagli album di famiglia.

C’è anche un passaggio che riguarda da vicino il territorio della provincia di Frosinone. La macchina da presa entra infatti nella casa natale della madre di Sordi, Maria Righetti, a Sgurgola, in provincia di Frosinone, un luogo mai mostrato prima al pubblico. Le altre location inedite sono la villa di Castiglioncello, in Toscana, dimora estiva dell’attore, e la tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano, dove Sordi amava rilassarsi. Le riprese hanno toccato anche il Parco archeologico di Ostia antica, il borgo di Pietro Marchetti, il celebre Tassinaro, Narni e la Repubblica di San Marino.
Il cast vede tra gli altri Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Vincenzo Bocciarelli, Lorenzo Castelluccio ed Emily Shaqiri. Il docufilm, di 90 minuti, è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia di Gianni Mammolotti, le musiche di Maria Sicari e i costumi di Stefano Giovani.




