Per i residenti di Cerere Navicella, nella periferia di Anagni, la connessione internet è ormai un ricordo sempre più lontano. Oggi è arrivata una nuova comunicazione del gestore, e non è quella che gli utenti aspettavano: i tempi di ripristino si allungano ancora. Il servizio dovrebbe tornare entro il 7 ottobre 2026, “in quanto la complessità del disservizio richiede tempi più lunghi per la risoluzione”.
La scadenza si sposta così di una settimana rispetto a quella indicata pochi giorni fa, quando si parlava del 30 settembre. Per famiglie, studenti e attività commerciali della zona significa altri giorni di smart working a singhiozzo, di lezioni e compiti online affidati al telefono e di negozi che faticano a far funzionare i pagamenti elettronici. Chi può si arrangia con la connessione dati dello smartphone, ma è un ripiego che pesa sul portafoglio e non basta a lavorare.
Il malcontento è comprensibile, e sui social e tra vicini di casa si fa sentire. Un residente, che ha scelto di restare anonimo, sintetizza lo stato d’animo di molti: nel 2026 non è pensabile restare per giorni senza servizio per un guasto qualunque, e se il problema fosse davvero banale sarebbe già stato risolto. A suo dire si arriverebbe a dodici o tredici giorni, non a “due o tre” come per un’interruzione ordinaria, e questo lascia pensare che dietro ci sia qualcosa di più complesso di quanto sia stato spiegato finora.
Sulle cause non c’è nulla di ufficiale. Tra gli utenti circola l’ipotesi di un problema a un’infrastruttura stradale di rete, una di quelle colonnine collocate lungo le strade che ospitano gli apparati della fibra. Si tratta però di voci non confermate: il gestore non ha indicato l’origine del guasto e non ha chiarito perché serva più tempo del previsto. È proprio questa mancanza di informazioni a far crescere la rabbia, più ancora del ritardo.
Chi è senza servizio non è però senza diritti. Il primo passo è inviare un reclamo formale al gestore, per iscritto e conservando la prova dell’invio, indicando il giorno in cui è iniziato il disservizio. In caso di mancato riscontro o di risposta giudicata insufficiente, ci si può rivolgere a ConciliaWeb, la piattaforma gratuita dell’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per tentare la conciliazione. La normativa AGCOM prevede inoltre indennizzi per i clienti nei casi di interruzione prolungata del servizio, calcolati sui giorni di disservizio. L’importo dipende dal contratto e dalle circostanze, quindi conviene verificarlo con il proprio gestore o con le associazioni dei consumatori.
Per i residenti di Cerere Navicella resta, intanto, l’attesa del 7 ottobre. Dopo lo slittamento già comunicato, in molti sperano che questa sia davvero l’ultima data.




