Una seduta fiume, con momenti di forte tensione tra maggioranza e opposizione. Nella serata del primo ottobre 2026 il Consiglio comunale di Anagni ha affrontato un ordine del giorno denso: il Documento Unico di Programmazione 2027-2029, una variazione al bilancio di previsione, le aliquote dell’addizionale Irpef 2027 e la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. A ricostruire i passaggi più significativi è Luca Santovincenzo, capogruppo di LiberAnagni, di cui si riporta la versione dei fatti.
Il primo intervento, nello spazio dedicato alle comunicazioni, è stato proprio quello di Santovincenzo, che ha sollevato due questioni. La prima riguarda la mancata attivazione della sezione primavera alla scuola De Magistris, con il conseguente disservizio per le famiglie che avevano già iscritto i propri figli. Secondo il capogruppo, la causa sta nel mancato completamento dei lavori nei locali dell’asilo nido del plesso. Il sindaco ha replicato annunciando che a breve verrà messo a disposizione delle famiglie un locale, grazie alla collaborazione di un istituto scolastico cittadino, e che a fine anno i nuovi spazi dell’asilo nido, finanziati con fondi PNRR, saranno inaugurati. Santovincenzo sostiene però che non sia stato chiarito se esista una proroga rispetto alla scadenza ordinaria del 30 giugno per le opere del Piano, domanda che aveva posto in aula.
La seconda comunicazione ha riguardato il caso delle aiuole di viale Regina Margherita, e in particolare l’intervento sugli otto alberi collocati lungo circa quindici metri, dal lato della piadineria. Il gruppo aveva segnalato pubblicamente, nel pomeriggio del 30 settembre, la realizzazione di un cordolo di cemento attorno alle radici. Santovincenzo racconta di aver cercato a lungo il responsabile dei lavori, privi di cartellonistica, passando di telefonata in telefonata tra uffici, fino al RUP, geometra Bonanni. Questi, contattato la mattina successiva, gli avrebbe riferito di aver fatto rimuovere il cordolo perché non previsto, aggiungendo che l’orientamento di installare erba sintetica sarebbe stato una scelta politica a cui gli uffici si sono adeguati. Da qui la richiesta formale di accesso agli atti per sapere se esista una relazione tecnica che escluda danni all’apparato radicale degli alberi.
Il sindaco ha risposto che la scelta dell’erba sintetica è stata condivisa e presa dall’assessorato alla manutenzione, nella forma di un esperimento: in quel punto c’è ombra e il prato naturale non poteva essere manutenuto. Il consigliere Alessandro Cardinali ha rivendicato un approccio pragmatico, giudicando la questione poco rilevante. L’assessore Ambrosetti ha spiegato che il prato vero non è sostenibile e che il parere agronomico al momento è solo verbale: uno scritto verrà richiesto, con ulteriori costi. Secondo Santovincenzo, nel suo intervento Ambrosetti avrebbe anche contestato la sua conoscenza di chi fosse il responsabile dei lavori e parlato di una presunta strumentalizzazione del colloquio con il RUP. Il capogruppo, che sostiene di aver chiesto di replicare per fatto personale, afferma che l’aula ha votato per non concedergli la parola. Anche il consigliere Pietrucci avrebbe richiamato il comunicato diffuso da LiberAnagni.
Per inciso, anche AVS Frosinone è intervenuta sul caso delle aiuole di viale Regina Margherita, invitando a superare la contrapposizione tra erba naturale ed erba sintetica per aprire una riflessione più ampia sulla gestione del verde e sulla visione urbanistica della città. Secondo AVS, le scelte dell’amministrazione dovrebbero essere valutate alla luce delle conseguenze del cambiamento climatico e della necessità di ridurre le superfici impermeabili, contrastare le isole di calore e migliorare la capacità del territorio di assorbire le acque piovane. La formazione chiede inoltre maggiore trasparenza sugli studi e sugli elaborati tecnici alla base degli interventi e propone di inserire nel nuovo Piano Urbanistico Comunale il principio della depavimentazione, promuovendo la rinaturalizzazione dei suoli e considerando il verde urbano e il suolo come vere e proprie infrastrutture ecosistemiche.
Sul secondo punto, la variazione di bilancio, LiberAnagni aveva sollevato una questione pregiudiziale sospensiva, sostenendo che il Consiglio non disponesse degli elementi necessari per decidere: la delibera dava conto di incontri tra responsabili dei servizi e amministrazione, ma senza verbali, lettere o motivazioni allegate. Il segretario comunale ha ritenuto non necessarie richieste scritte. Il gruppo ha votato contro.
Sul DUP, LiberAnagni ha presentato un emendamento per reinserire la parte programmatica sull’ex polveriera, eliminata rispetto al testo dell’anno precedente: un indirizzo che prevede un polo ospedaliero, sanitario, universitario, di ricerca e ricettivo, e la richiesta alla Regione di un nuovo ospedale. L’assessore ha ammesso che si era trattato di un errore e l’emendamento è stato approvato. Secondo Santovincenzo, quell’indirizzo sarebbe ostativo alla cessione dell’area alle società interessate a un impianto fotovoltaico. Il capogruppo è tornato anche sulla seduta del 31 luglio, alla quale il gruppo non partecipò per una convocazione ricevuta in ritardo: ha spiegato di aver escluso il ricorso al TAR e di valutare invece segnalazioni a Prefettura, ANAC ed eventualmente Corte dei Conti. Il sindaco sostiene che la delibera di riferimento esista, quella del 24 giugno, mentre l’opposizione contesta che in quella data non fosse stata votata né la concessione di superficie né il masterplan.
Nel dibattito si è parlato anche di calo demografico, calo dei redditi e chiusura di attività commerciali. Secondo Santovincenzo, l’assessore Carlo Marino avrebbe replicato che la narrazione dell’opposizione descriverebbe Anagni come “peggio di Gaza”, espressione che il capogruppo ha giudicato fuori misura.
Sulle aliquote dell’addizionale Irpef, LiberAnagni ha votato contro perché invariate. Santovincenzo ha proposto di aprire un tavolo per individuare esenzioni o riduzioni per i redditi più bassi, ricordando che, a suo dire, Anagni ha l’aliquota più alta. Ha inoltre lamentato che l’assessore Ambrosetti si sarebbe distratto durante il suo intervento, provocando un nuovo scambio acceso.
Infine il punto sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari: il mandato al sindaco di tutelare, insieme all’ANCI, la filiera agroalimentare e il made in Italy in sede europea, tema caro a Coldiretti. Ambrosetti ha ringraziato il ministro Lollobrigida, e Santovincenzo ha contestato quello che ha definito un tentativo di apporre un cappello politico. Il capogruppo ha comunque votato a favore, ritenendo giusto tutelare le imprese agricole, segnalando però una presunta incoerenza della maggioranza rispetto alla mozione su Gaza, quando si sarebbe sostenuto che il Comune non potesse intervenire su enti sovraordinati.
Per un quadro completo, la seduta è disponibile in streaming.




