Il pullman è prenotato, la sciarpa è pronta, la trasferta al Maradona è nel cuore da settimane. Manca solo una cosa, ed è la più importante: il biglietto. A una settimana dalla sfida tra Napoli e Frosinone, in programma sabato 10 ottobre alle 20.45 per la sesta giornata di Serie A, centinaia di sostenitori gialloazzurri si trovano davanti a un muro tecnico che nessuno di loro avrebbe immaginato: la Fidelity Card – che è su Vivaticket – non viene riconosciuta al momento dell’acquisto.
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna partire dalle regole. La gara è stata inserita tra quelle con profili di attenzione dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, che per la tifoseria ospite ha disposto misure specifiche. Per i residenti nella provincia di Frosinone i tagliandi sono acquistabili esclusivamente per il settore ospiti e soltanto dai sottoscrittori del programma di fidelizzazione del Frosinone Calcio, con titolo di accesso emesso in modalità digitale. La vendita, come comunicato dal club, è aperta dalle 12 di venerdì 2 ottobre fino alle 19 di venerdì 9 ottobre, online sul sito di TicketOne oppure nei punti vendita abilitati, al prezzo di 35 euro, con un massimo di quattro biglietti a persona. Il giorno della gara, ricorda la società, i tagliandi non saranno disponibili ai botteghini.
Sulla carta, dunque, tutto in regola. Nella pratica, però, la procedura si inceppa proprio sul più bello. Secondo quanto riferiscono i tifosi, nel passaggio finale dell’acquisto la Fidelity Card del Frosinone non viene validata dalla piattaforma di vendita, che di fatto non riesce a leggerla. Il risultato è un blocco totale: chi ha la tessera in regola, in tasca e magari sul telefono, non riesce comunque a completare l’ordine. A quanto si apprende, le due realtà tecnologiche coinvolte nella gestione di tessere e biglietti non sembrano comunicare tra loro.
A raccontare lo stato d’animo di chi attende è un tifoso che ha già organizzato la trasferta. Ha spiegato di aver compreso il motivo della difficoltà solo nelle ultime ore, quando è emerso che le tessere non vengono riconosciute dalla piattaforma, e ha sottolineato che il gruppo è pronto da tempo: il pullman è già stato prenotato e, dice, «siamo ben oltre mille persone che aspettano di avere il biglietto in tasca». La speranza, ha concluso, è che la questione si risolva il prima possibile.
Il clima tra i sostenitori è quello di una protesta composta ma ferma, che nasce dalla frustrazione più che dalla polemica. Nessuno ce l’ha con qualcuno in particolare: ce l’hanno con un meccanismo che dovrebbe semplificare la vita e che invece, in questo momento, la complica. Da quanto trapela, i due club sarebbero in contatto per trovare una soluzione, ma al momento in cui scriviamo non è stata comunicata alcuna soluzione operativa.
La posta in gioco non è soltanto organizzativa. Un esodo di tifosi fermo ai blocchi a pochi giorni dalla partita significa pullman che rischiano di partire a vuoto, famiglie che hanno già pianificato la serata e il rischio, concreto, di tensione evitabile in una trasferta già sotto stretta osservazione per motivi di sicurezza. È proprio per questo che la tempestività conta: la finestra di vendita si chiude venerdì alle 19, e ogni ora che passa riduce il margine per un intervento tecnico, un accesso alternativo o un correttivo alla procedura.
Per il Frosinone e per il Napoli si tratta di un’occasione per dimostrare che le regole, quando funzionano, funzionano per tutti. I tifosi non chiedono corsie preferenziali, ma solo di poter fare ciò che la normativa consente loro di fare: acquistare un biglietto con la propria tessera e partire per Napoli. Una soluzione rapida, concordata tra i gestori delle piattaforme, sarebbe il modo migliore per trasformare un intoppo in un episodio da dimenticare, e per consegnare alla partita la cornice che merita.
anagnia.com seguirà la vicenda e darà conto di eventuali comunicazioni ufficiali dei club e dei gestori della biglietteria.




