Una chitarra, un amplificatore e nient’altro. Sabato 24 ottobre, alle ore 18:00, la Casa della Cultura di Anagni ospiterà la presentazione di “Fiore d’Aprile”, il terzo disco di brani originali per chitarra sola del musicista Fabio Macera. Più che un concerto in senso stretto, sarà un appuntamento raccolto: circa un’ora insieme al pubblico, con la promessa di trasmettere almeno un po’ delle emozioni che hanno dato vita a queste composizioni.

L’album, come ormai accade per quasi tutte le uscite discografiche, vivrà solo in formato digitale e sarà disponibile su tutte le piattaforme. Dieci brani, tutti inediti, che muovono dal gusto smooth e latin per intrecciarsi con il pop e la world music. Rispetto ai due lavori precedenti, Macera ha scelto una strada un po’ diversa: ritmi e linee melodiche di sapore mediterraneo si fondono in una sorta di mashup di stili, senza perdere di vista ciò che da sempre lo affascina, ovvero la melodia e l’idea di canzone.
Il titolo non è casuale. “Fiore d’Aprile” è infatti dedicato interamente al figlio Edoardo, fonte di ispirazione per gran parte dei brani. Lo si intuisce anche scorrendo la scaletta, tra titoli come “La forza che mi dai”, “Il risveglio con te”, “Ricordati di essere felice”, “Basta poco”, “Il cuore resiste” e “La vita in tasca”, a cui si aggiungono “Il senso delle cose”, “A volte sì a volte no” e “L’odore dell’amore”. Parole semplici, quasi quotidiane, che raccontano un mondo di affetti.
C’è poi una dichiarazione d’intenti che suona come una piccola presa di posizione. In un’epoca in cui tutto sembra filtrato, ritoccato o generato da un algoritmo, Macera rivendica di voler dare spazio alla creatività vera e sincera, riassunta in una formula essenziale: chitarra, amplificatore, dita e cuore.
La scelta di partire da Anagni non è una tappa tra le altre. Come per i due dischi precedenti, anche questo debutta nella città dove il musicista ha studiato alle scuole superiori e dove vive moltissime amicizie. Fu qui, racconta lui stesso, che presero forma i suoi progetti musicali più recenti, accompagnati da un pizzico di buona sorte. Da qui l’auspicio di ritrovare tra il pubblico tanti volti familiari.
Il percorso artistico di Fabio Macera parla da sé. Concertista, compositore, autore e didatta, è docente di chitarra pop rock al Conservatorio “Gaetano Braga” di Teramo ed è diplomato in chitarra pop-rock al Conservatorio di Rovigo, oltre che in chitarra jazz e chitarra classica al Conservatorio di Frosinone. Accanto all’insegnamento porta avanti un’intensa attività dal vivo, sia in chitarra sola, con brani originali e rivisitazioni, sia in duo con il collega Roberto Fabbri nel progetto “Nylon & Steel Experience”, dove stili diversi, dal classico al jazz, convivono sullo stesso palco.
Le sue esibizioni lo hanno portato in molte città italiane, tra cui Napoli, Roma, Lucca, Pescara, Taranto, Firenze, Milano e Torino, e all’estero in Austria, Montenegro, Spagna, Portogallo, Francia, Danimarca e Stati Uniti. Può contare su sei album pubblicati a proprio nome, di cui quattro per chitarra sola e tre di composizioni inedite. Ha inoltre collaborato come turnista con artisti del calibro di Fabrizio Moro, Pier Cortese e Fausto Leali.
Non meno importante il lavoro dietro le quinte. Macera è co-direttore artistico del Festival della Chitarra di Fiuggi, ha curato la direzione artistica di eventi dedicati allo strumento a Formello e ad Anagni ed è art director di Accademia Jazz Friends e di No Silence Events.
Da anni, nel suo ruolo di docente, porta avanti anche un progetto di divulgazione sulla figura del cantautore e chitarrista abruzzese Ivan Graziani. Un lavoro costante, nato dall’amicizia con Anna Bischi Graziani, moglie dell’artista, che gli ha accordato la sua fiducia. Quest’anno quell’impegno ha avuto due momenti importanti: a luglio la partecipazione al festival “Maledette Malelingue” di Novafeltria, e nei primi giorni di ottobre il ruolo di giurato al Premio Pigro 2026, a Teramo. Per il futuro, lui stesso lascia intendere che a breve arriveranno altre novità.
Per Anagni, dunque, l’appuntamento del 24 ottobre è una buona occasione: ascoltare dal vivo un musicista che il territorio conosce bene e che porta il proprio talento nei teatri e nei festival d’Italia e d’Europa, per poi tornare, ogni volta, dove tutto è iniziato.
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