Basta guardare le immagini per capire com’è andata: piazze gremite, strade piene, musica ovunque, famiglie, bambini e tantissimi giovani. La 52ª Sagra dell’Uva di Piglio si è chiusa con il segno più, e per il borgo è stata una festa vissuta e partecipata, prima ancora che organizzata. Per il fine settimana appena trascorso Piglio è tornata a essere quello che sa essere meglio: un paese che apre le porte e fa sentire a casa chi arriva.









A tirare le somme è stato il sindaco Mario Felli, che sui social ha affidato al pubblico il merito principale della riuscita. «Il vero successo è stato il pubblico», ha scritto il primo cittadino, ricordando come i visitatori abbiano riempito il borgo, applaudito, ballato e cantato accompagnando ogni momento della manifestazione. Felli ha poi sottolineato che la risposta dei cittadini conferma la forza delle tradizioni e del senso di comunità, rivolgendo un ringraziamento a quanti hanno contribuito a rendere possibile l’evento e a chi ha scelto Piglio come meta del weekend. Il suo messaggio si è chiuso con tre frasi secche: «Piglio ha fatto festa, Piglio ha fatto il pienone, Piglio ha vinto».
Una vittoria che porta anche la firma dei più piccoli. L’Istituto Comprensivo “Ottaviano Bottini” di Piglio, diretto dalla dirigente scolastica Sabrina Morrea, ha costruito attorno alla Sagra un percorso che ha coinvolto tutti gli ordini di scuola. Alla scuola dell’infanzia, con il progetto “Il Vigneto dei Bambini”, gli spazi esterni sono diventati un vigneto di fantasia, con grappoli, foglie, tralci e decorazioni fatte a mano, un benvenuto colorato per cittadini e visitatori. Gli alunni della scuola primaria, con “La Sagra si apre con i bambini”, sono stati i protagonisti del momento inaugurale con canti, balli popolari, filastrocche e parole dedicate all’uva e alla vendemmia: un modo per affidare ai bambini il ruolo di custodi delle tradizioni.



Alla scuola secondaria di primo grado è toccato il compito più ambizioso: “Il territorio si racconta: ieri, oggi e domani”, un vero laboratorio della memoria. I ragazzi hanno raccolto fotografie storiche, testimonianze e racconti della comunità, realizzato “Cartoline dal territorio”, messo a confronto passato e presente. A fare da ponte tra le generazioni sono stati i QR Code della memoria disposti lungo il percorso espositivo: inquadrandoli con il telefono, il visitatore accedeva a brevi racconti letti dagli studenti e a letture di testi classici e di autori locali legati alla provincia di Frosinone. Immagine, parola e suono insieme, per un borgo che racconta se stesso con gli occhi dei ragazzi.
Ma uno degli appuntamenti più apprezzati della Sagra è stato il convegno di domenica mattina nella sala consiliare del palazzo comunale di Piglio, dedicato al Cesanese, il vino simbolo del paese. Protagonista Alessandro Luca, ventitré anni, di Piglio, il giovane che a maggio si è laureato in Turismo Enogastronomico all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, una storia di determinazione che anagnia.com aveva già raccontato. Davanti a una sala piena ha presentato la sua tesi dal titolo “Il Cesanese: radici storiche ed evoluzione di un vitigno strategico per il territorio”.

Al suo fianco il relatore Fabio Turchetti, il professor Simone Bozzato, ordinario di Geografia e coordinatore del corso di laurea professionalizzante in Turismo Enogastronomico di Tor Vergata, numerosi produttori del territorio, rappresentanti delle istituzioni locali e lo stesso sindaco Mario Felli. Luca ha ripercorso la storia e l’evoluzione del Cesanese, mostrandone il valore come patrimonio vitivinicolo e identitario ma anche come risorsa strategica per lo sviluppo locale. Il passaggio che più ha colpito è stato il progetto per il turismo enogastronomico contenuto nella tesi, che propone di valorizzare in modo integrato vino, produzioni locali, patrimonio e potenzialità turistiche. A fare notizia, oltre ai contenuti, è anche il fatto che un giovane del luogo abbia scelto di dedicare studi e ricerca al vino della sua terra, trasformandoli in una proposta concreta per il futuro del borgo, nelle stesse sale dove Piglio decide il suo domani.
C’è stato spazio anche per lo sport. Sabato mattina, in piazza a Piglio, è stata presentata la squadra dell’A.S.D. Piglio Scalambra Serrone, che nel pomeriggio ha esordito nel campionato di Prima categoria. Una giornata iniziata tra applausi e foto di rito e proseguita sul campo, a conferma di un fine settimana in cui la comunità si è riconosciuta in tutte le sue anime: la tradizione, la scuola, il vino, il pallone.




