Lo scenario è quello di una zona industriale che nel cuore della notte, o nel silenzio di un fine settimana, si trasforma in un bersaglio. Nel comprensorio si moltiplicano i furti ai danni delle aziende e, tra gli inquirenti come tra gli imprenditori, si fa strada un sospetto: che dietro i vari colpi possa esserci la stessa banda. Per ora si tratta soltanto di un’ipotesi, al vaglio delle Forze dell’Ordine.
L’ultimo episodio in ordine di tempo risale alla notte di lunedì 5 ottobre, intorno all’1:30, a Patrica, in via Morolense, nella zona industriale. I Carabinieri sono intervenuti presso lo stabilimento di una ditta che opera nel settore dell’industria metalmeccanica. Secondo quanto ricostruito, i malviventi, nel corso del fine settimana, avrebbero forzato il cancello d’ingresso e si sarebbero introdotti nei magazzini, portando via cavi in rame per un valore stimato in alcune decine di migliaia di euro. Un bottino pesante, in un periodo in cui il metallo è sempre più appetibile per chi vive di furti su commissione.
Sul caso lavorano i Carabinieri della Stazione di Supino insieme alla Sezione Operativa della Compagnia di Frosinone. Gli investigatori stanno passando al vaglio le immagini delle telecamere presenti nell’area, nella speranza di individuare movimenti sospetti, mezzi e volti utili a risalire agli autori del colpo.
Non si tratta, tuttavia, di un caso isolato. Nei giorni scorsi e nelle ultime settimane altri furti sono stati messi a segno ad Anagni, dove almeno due aziende sono state prese di mira. Nel primo caso i ladri hanno colpito un’azienda che produce infissi. Nel secondo, più rumoroso, ad essere visitata è stata un’importante realtà produttiva nel cuore della zona industriale di Anagni: i malviventi si sono introdotti all’interno, hanno messo tutto a soqquadro e se ne sono andati portando via la cassaforte, che conteneva circa 3.000 euro.
Per gli episodi di Anagni indagano i Carabinieri della Stazione di Anagni, agli ordini del luogotenente Massimo Crescenzi. Gli uomini dell’Arma sono al lavoro per verificare se i colpi, avvenuti a distanza ravvicinata e con modalità che presentano più di un punto in comune, possano essere riconducibili a un’unica regia.




