Una notte da ordinaria emergenza, una pena da eseguire, un allontanamento dall’Italia, due indagini nate dal mondo digitale e un controllo finito con una bugia smascherata. Sono le ultime ventiquattro-trentasei ore sul fronte della sicurezza in provincia di Frosinone, dove Carabinieri e Polizia di Stato hanno lavorato a ritmo serrato, ciascuno sul proprio terreno, con lo stesso obiettivo: tutelare i cittadini.
L’episodio più concitato porta ad Aquino. Intorno alle 4 del mattino, nei pressi di un locale pubblico di una piazza cittadina, alcuni giovani hanno dato l’allarme per una furiosa lite tra due uomini. I Carabinieri della Stazione di Aquino, con il supporto dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Pontecorvo, sono intervenuti, hanno diviso i contendenti e un militare ha riaccompagnato a piedi a casa uno dei due, un ventiduenne del posto, nel tentativo di riportare la calma.
La quiete è durata pochi minuti. Il giovane è tornato in piazza deciso ad affrontare di nuovo il rivale, che intanto veniva medicato dal personale sanitario del 118. Fermato una seconda volta, ha reagito con estrema violenza: nonostante un Carabiniere abbia dovuto puntargli contro la pistola taser per convincerlo a desistere, il ragazzo ha continuato a divincolarsi, sgomitando e spintonando i militari fino a scaraventare a terra due di loro. Nella colluttazione è caduto addosso a uno degli operanti, che è stato trasportato al Pronto Soccorso di Cassino, dove i medici hanno riscontrato vari traumi e una frattura, con una prognosi di diverse settimane.
Per il giovane, nato nel 2004, è scattato l’arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Il Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica di Cassino, ha convalidato l’arresto e, ravvisando la gravità dei fatti, la pericolosità del soggetto e il concreto rischio di reiterazione del reato, ha disposto gli arresti domiciliari nella sua abitazione, con il divieto di allontanarsi senza autorizzazione e di comunicare con persone diverse dai conviventi.
Cambia scenario, non l’attenzione, a Boville Ernica. Nella giornata di oggi i Carabinieri della Stazione hanno eseguito un’ordinanza di esecuzione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emessa dal Tribunale di Frosinone – Ufficio esecuzioni penali, nei confronti di un quarantottenne del posto. L’uomo era stato ritenuto responsabile di furto aggravato, commesso in più circostanze nel 2020 nello stesso comune, e sconterà la pena nella propria abitazione.
Nella mattinata odierna una 41enne domiciliata a Cervaro, già nota alle forze dell’ordine, è stata tratta in arresto dai Carabinieri della locale Stazione, in esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, nel napoletano.
Il provvedimento trae origine dal pronunciamento definitivo della Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna a 5 anni, 6 mesi e 11 giorni di reclusione, oltre a una multa di 26.000 euro, per la detenzione di sostanze stupefacenti, reato commesso dalla donna proprio a Nola, in provincia di Napoli, nel novembre 2025, quando i Carabinieri la trovarono in possesso di oltre 23 kg di cocaina, quantitativo particolarmente ingente che sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare fino a 2 milioni di euro.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestata è stata condotta presso la Casa Circondariale di Rebibbia, a Roma, dove dovrà espiare la sua pena.
Sul versante della Polizia di Stato, la Questura di Frosinone ha notificato a un cittadino romeno un decreto di allontanamento dal territorio nazionale per imperativi motivi di pubblica sicurezza. Il provvedimento è frutto dell’attività istruttoria dell’Ufficio Immigrazione, che ha evidenziato la necessità di intervenire: l’uomo era stato scarcerato per fine pena e a suo carico risultano precedenti per rapina e furto. In forza del decreto prefettizio, dovrà lasciare l’Italia entro 30 giorni, pena l’esecuzione coatta della misura. È il secondo allontanamento in due giorni, segnale di una linea di controllo costante.
C’è poi il capitolo delle truffe online, sempre più frequenti. Gli investigatori del Commissariato di Fiuggi hanno individuato e deferito in stato di libertà un trentacinquenne residente in Campania, ritenuto il presunto responsabile di un raggiro ai danni di un cittadino della provincia. A settembre la vittima, che cercava un motore di ricambio per la propria auto, aveva avviato una trattativa in rete con un venditore che si era presentato come operatore del settore. Conquistata la fiducia dell’acquirente, questi si era fatto versare con bonifico anticipato 900 euro, rassicurandolo sulla spedizione, mai partita. Dopo la denuncia in Commissariato, gli agenti hanno ricostruito i flussi finanziari, analizzato i tabulati telefonici e seguito le tracce informatiche lasciate in rete, fino a risalire al titolare del conto e del dispositivo usati per la frode.
Resta nel mondo digitale, ma con ben altra gravità, l’indagine della Squadra Mobile di Frosinone su un caso di cyberbullismo, molestie e diffamazione telematica ai danni di un minore. La denuncia era partita da un adolescente del litorale romano, preso di mira in una persecuzione online culminata nella pubblicazione, in una chat di gruppo, di un falso annuncio a sfondo sessuale con i suoi dati personali. Gli accertamenti hanno isolato le utenze usate per inviare i messaggi: una scheda SIM è risultata riconducibile a un residente in provincia di Frosinone, convocato in Questura. L’uomo ha sostenuto di aver smarrito la SIM e di non averne più la disponibilità. È indagato in stato di libertà e la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.
Chiude il quadro un controllo di routine a Sora, dove gli agenti del Commissariato erano sulle tracce di un uomo destinatario di un provvedimento restrittivo e hanno contattato i suoi familiari. In quell’occasione una donna si è avvicinata fornendo informazioni sul ricercato, ma dando false generalità e insistendo nel farsi chiamare con un nome inventato. Peccato che i poliziotti la conoscessero già: i successivi accertamenti hanno confermato la vera identità della trentasettenne, che è stata denunciata in stato di libertà per falsa attestazione a pubblico ufficiale.
Sei episodi diversi, da una piazza di notte a una chat online, che raccontano il lavoro quotidiano delle Forze dell’Ordine sul territorio. Per gli indagati e i denunciati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.




