C’è una “terra di mezzo” in cui rischiano di finire alcune persone con disabilità adulta grave e le loro famiglie, e il Comune di Colleferro dice di non voler restare a guardare. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giulio Calamita e dall’assessore ai Servizi Sociali Francesco Guadagno, ha lanciato un appello diretto alla ASL Roma 5: una parte di una struttura completamente ristrutturata è pronta ad accogliere un servizio socio sanitario e assistenziale dedicato alla disabilità adulta grave.

All’origine della proposta c’è un limite che l’Amministrazione ha voluto mettere in chiaro. L’apertura del centro diurno di Valmontone rappresenta, secondo Calamita e Guadagno, un importante investimento sul territorio, ma la sua natura socio-educativa non permette di rispondere pienamente ai bisogni delle persone con disabilità grave e con un maggior carico assistenziale. Per loro servono prestazioni di tipo sanitario e un rapporto operatore-utente più elevato.
La conseguenza è concreta. Alcuni utenti vedono interrompersi la possibilità di frequentare il centro, perché le loro condizioni richiedono, come accertato dai professionisti della ASL, un livello di assistenza diverso e specifico. Si tratta, sottolineano gli amministratori, di persone e famiglie che non possono essere lasciate sospese tra servizi che, per caratteristiche e competenze, non sono in grado di soddisfare fino in fondo le loro esigenze.
Da qui la scelta di muoversi. Colleferro ricorda il proprio ruolo di Comune capofila del Piano di Zona: in questi anni, spiegano, l’ente ha assunto la responsabilità di costruire progetti là dove emergono bisogni ancora privi di una risposta adeguata. “Vogliamo farlo anche questa volta”, è il messaggio che arriva dal Palazzo comunale.
La proposta è precisa. Il Comune è pronto a mettere a disposizione della ASL Roma 5, a titolo gratuito e facendosi carico delle utenze, una porzione della struttura di via Fontana dell’Oste, completamente ristrutturata e riqualificata, perché diventi sede di un Servizio Socio Sanitario e assistenziale per la disabilità adulta grave. Un immobile già pronto, dunque, da trasformare in un servizio che oggi manca sul territorio.
Il Comune chiede alla ASL RM5 di raccogliere la disponibilità, per le competenze che le sono proprie, e di lavorare insieme per realizzare il progetto. Con una precisazione: la struttura deve mantenere anche una vocazione destinata all’autismo. Alla Regione, aggiungono, l’Amministrazione è disposta a dare una mano, “come sempre”.
Il tono finale è quello di un invito che attende risposta. “Noi ci siamo”, ribadiscono Calamita e Guadagno, assicurando la disponibilità del Comune verso le famiglie e verso la ASL, e concludono: “attendiamo che qualcuno batta un colpo”.




