Un silenzio e un’attenzione particolari, fatto infrequente in una sala piena di ragazzini. E’ ciò che si è notato questa mattina, mercoledì 14 ottobre, nel plesso capoluogo di San Giorgetto, sede del Secondo Istituto Comprensivo di Anagni, dove alle 10.30 è iniziato un incontro che gli studenti della scuola secondaria di primo grado difficilmente dimenticheranno. Ospite d’eccezione – nell’ambito del ciclo di incontri “Lezioni di Legalità” è stato don Luigi Merola, il prete anticamorra diventato negli anni un simbolo della lotta alla criminalità organizzata e della difesa dei minori.

Davanti a circa cento studenti il sacerdote ha raccontato senza filtri la sua vita da prete di strada. Una storia che comincia a Napoli, nel quartiere di Forcella, dove fu parroco e dove alzò la voce contro il clan dopo la morte di Annalisa Durante, una ragazzina di appena quattordici anni uccisa nel 2004 in un agguato di camorra. Don Merola non si voltò dall’altra parte, testimoniò e da allora paga con una vita sotto scorta la scelta di stare dalla parte dei più piccoli. Da quel dolore è nata la Fondazione “‘A voce d’e creature”, attiva dal 2007 in un bene confiscato alla camorra, dove i ragazzi dei quartieri più difficili trovano accoglienza, laboratori, formazione e un’alternativa concreta alla strada.
Ai ragazzi di Anagni don Luigi ha parlato proprio di questo: dell’importanza di non lasciare solo nessuno. Ha ricordato la storia di Annalisa Durante, e poi ha regalato una speranza. Tanti “scugnizzi” cresciuti accanto a lui, ha spiegato, oggi occupano posti di responsabilità nelle istituzioni e in importanti aziende, e alcuni sono diventati medici. La dimostrazione, in carne e ossa, che il riscatto è possibile quando qualcuno crede in te.

La platea ha risposto con un entusiasmo contagioso. Gli studenti hanno seguito ogni parola e poi hanno fatto tantissime domande sulla sua attività di prete di strada. Il sacerdote ha risposto a tutti, con la pazienza e la semplicità di chi sa parlare ai giovani. Un uomo di grande spessore e di profonda umanità, capace di trasformare un’ora di scuola in un’esperienza irripetibile.

A fare gli onori di casa è stata la dirigente scolastica, dott.ssa Daniela Germano, da tempo impegnata a portare in classe gli esempi di chi la legalità l’ha vissuta in prima persona. L’incontro è stato preparato insieme alla prof.ssa Claudia Cerasaro, che lo ha introdotto e condotto. «È stata una grande emozione ascoltare don Luigi», ha commentato la dirigente, «ma soprattutto vedere i nostri ragazzi così attenti e partecipi, capaci di porre domande pertinenti e mature». La dott.ssa Germano ha spiegato di credere profondamente nel percorso di valorizzazione della legalità intrapreso dalla scuola che dirige: i valori civili, ha sottolineato, si trasmettono davvero quando a raccontarli sono i protagonisti, con la forza dell’esperienza vissuta. Per questo, ha aggiunto, continuerà a invitare testimoni capaci di lasciare un segno nei ragazzi, che sono i cittadini di domani.

In sala anche il capitano Alessandro Dell’Otto, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Anagni, accompagnato dall’appuntato scelto Qualifica speciale Carlo Cimino. L’ufficiale, che incontra spesso gli studenti delle scuole del territorio, ha ripreso e ribadito i concetti espressi da don Merola, esaltando il lavoro svolto dal sacerdote nel corso di tutta la sua missione e il valore di un impegno quotidiano a fianco dei giovani.
Una presenza particolarmente prestigiosa ed apprezzata è stata quella del Tenente Colonnello Costantino Airoldi dell’Arma dei Carabinieri. Nel gennaio 2009, da capitano alla guida del Reparto investigativo del Comando provinciale di Caserta, fu tra i protagonisti della caccia e della cattura di Giuseppe Setola, il boss dell’ala stragista del clan dei Casalesi, ritenuto responsabile della strage di Castel Volturno del 18 settembre 2008. Il latitante fu bloccato a Mignano Monte Lungo, a due passi dal confine con la provincia di Frosinone. Negli anni trascorsi in Campania, Airoldi ha spesso collaborato con lo stesso don Merola, in una battaglia comune per la legalità portata avanti da fronti diversi, quello investigativo e quello educativo e sociale.

La mattinata si è chiusa tra applausi e sguardi pieni di curiosità. Il messaggio arrivato agli studenti del Secondo Istituto Comprensivo è semplice e potentissimo: la legalità si costruisce ogni giorno, con piccoli gesti, e nessuno è troppo giovane per scegliere da che parte stare.




