Sabato 17 ottobre il Parc des Expositions di Paris Nord Villepinte, a metà strada tra il centro di Parigi e l’aeroporto Roissy-Charles de Gaulle, si trasforma ancora una volta nella capitale mondiale del cibo. Fino a mercoledì 21 ottobre va in scena SIAL Paris, il salone internazionale dell’alimentazione che si svolge ogni due anni, negli anni pari, fin dal 1964. Per limitare il traffico nelle ore di punta, gli organizzatori hanno scelto di aprire i cancelli di sabato, con orario continuato dalle 10 alle 18.30 fino a martedì e chiusura anticipata mercoledì, alle 17, con ultimo ingresso alle 14.

I numeri sono quelli di un colosso: circa 8mila espositori, dieci settori rappresentati, più di 400mila prodotti alimentari presentati e un pubblico atteso di quasi 300mila operatori da 130 nazionalità. L’ingresso è riservato ai professionisti del settore, tra buyer, distributori, importatori, ristoratori e start-up, perché SIAL non è una fiera da passeggio ma una piattaforma di affari. L’edizione 2026, organizzata da Comexposium, è per la prima volta articolata per macro-aree: l’épicerie salée nei padiglioni dall’1 al 4, la fine nel 5a, il dolciario nel 6a. Quest’anno SIAL Innovation festeggia inoltre i suoi 30 anni e punta i riflettori sulle tendenze che orienteranno i consumi dei prossimi anni, tra salute, identità e alimentazione personalizzata. Secondo la direttrice di SIAL Paris, Audrey Ashworth, il salone è il luogo dove il cambiamento alimentare non si osserva soltanto, ma si costruisce.

In questo scenario l’Italia gioca da protagonista: tra i Paesi espositori, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, è al primo posto per superficie occupata. L’Agenzia ICE, l’ente pubblico che promuove le imprese italiane all’estero, porta a Parigi una delegazione di 218 aziende, provenienti da tutte le regioni, con aziende bicentenarie accanto a giovani realtà tecnologiche. La presenza italiana è stata presentata il 23 settembre in una serata al Bulgari Hotel di Parigi, trasformata in una doppia celebrazione, perché il 2026 segna anche i cento anni dell’ICE, nata nel 1926 come Istituto Nazionale per l’Esportazione. Tra le aziende italiane che parteciperanno, anche la Pasticceria Belsito di Serrone che a Parigi porterà lievito madre, canditi artigianali, panettoni artigianali e soprattutto la qualità e lo stile Made in Italy di un intero territorio.

Lo spazio collettivo, già nelle scorse edizioni, si distribuiva in base alla tipologia di prodotto: spezie e multiprodotto nel padiglione 1, dolciario nel 5B e lattiero-caseario nel 7. Accanto alla delegazione ICE ci sono poi le reti di impresa, come Il Buon Gusto Italiano, che si presenta a Villepinte con 17 aziende, fra pasta, riso, caffè, formaggi, burro e tartufi.
Per un territorio come il nostro, dove l’agroalimentare e la filiera produttiva pesano ogni giorno sull’economia di Lazio e provincia di Frosinone, guardare a un appuntamento come SIAL non è un esercizio di curiosità: significa capire dove si orientano i mercati, quali standard di qualità e sostenibilità chiedono i compratori e quanto il marchio Made in Italy valga ancora, in un settore sempre più globale. Cinque giorni in cui la Francia, partner commerciale tra i più importanti dell’Italia, diventa il tavolo di trattativa del mondo.




