ROMA – Un filo unico attraversa le cronache delle ultime 24-36 ore: il lavoro silenzioso e costante delle Forze dell’Ordine per la sicurezza dei cittadini. Dalla Polizia di Stato ai Carabinieri, fino alla Polizia Locale, gli episodi arrivati dalla Capitale e dal litorale raccontano un presidio che non si ferma: osservazioni lunghe e pazienti, interventi in pochi secondi e indagini che arrivano a destinazione anche a distanza di settimane.

Il caso più clamoroso arriva dal litorale ostiense, dove la Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 39 anni che aveva messo in piedi un vero e proprio “fortino” per custodire un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, diffuso e mimetizzato tra veicoli apparentemente anonimi, intestati a una terza persona e lasciati in sosta. A scoprire la logistica ideata dall’indagato, pensata per garantire un deposito in modalità “pronto uso”, sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Roma e del X Distretto Lido.
L’attività di osservazione ha permesso di tracciare gli spostamenti ripetuti dell’uomo. Il blitz è scattato quando, partito da casa a bordo di una terza auto, ha raggiunto la prima vettura in sosta in via delle Baleari, ha aperto lo sportello con un mazzo di chiavi e ha cominciato a rovistare nell’abitacolo. La perquisizione ha svelato la parte più consistente del deposito: 200 panetti di hashish del peso di 20 chili e 6 parallelepipedi di cocaina per 7 chili. I nascondigli erano ricavati tra bagagliaio e pianale, in vani occultati sotto i sedili e apribili con un sofisticato meccanismo elettronico.
Un secondo mazzo di chiavi ha condotto gli agenti a un’altra auto, parcheggiata a circa 800 metri di distanza: nel bagagliaio, in buste nascoste in uno zaino, c’erano altri 600 grammi di cocaina. In tutto, circa 28 chili di sostanza sequestrata. L’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. L’uomo è gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio.
Un altro fronte è quello dell’aeroporto di Fiumicino. All’alba la Polizia di Frontiera ha eseguito cinque misure cautelari, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura della Repubblica, per la violenta rissa del 27 luglio scorso nell’area arrivi del Terminal 3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci. Lo scontro, nato all’esterno, si sarebbe esteso all’interno del terminal, mettendo a rischio anche passeggeri estranei alla contesa.
Tra loro una turista statunitense di 73 anni, appena arrivata da New York con il marito per una vacanza in Italia. Era in fila alla cassa di un bar per acquistare due bottiglie d’acqua quando è scoppiato il caos. Nel tentativo di allontanarsi è stata travolta ed è caduta, riportando la frattura del femore sinistro con prognosi superiore a 40 giorni. È stata soccorsa da alcuni presenti, mentre chi era coinvolto nella lite si allontanava senza aiutarla, e dopo un intervento chirurgico ha iniziato un percorso di cure e riabilitazione.
Gli investigatori, che hanno ricostruito la vicenda con le immagini della videosorveglianza e le testimonianze, valutano l’ipotesi che la rissa sia nata dalla contrapposizione tra operatori del trasporto pubblico non di linea, come tassisti e conducenti NCC, e procacciatori abusivi di passeggeri, in una contesa per clienti e corse. La ricostruzione dei ruoli individuali resta legata agli elementi raccolti e ai successivi sviluppi giudiziari.
Pomeriggio intenso anche nelle stazioni ferroviarie di Roma, dove la Polizia Ferroviaria del Compartimento per il Lazio ha arrestato quattro persone per furti e borseggi tra Ostiense, Tiburtina e Termini. A Ostiense un cittadino algerino avrebbe spintonato un pendolare nella calca della metropolitana per sfilargli il telefono. La vittima, insospettita, lo ha raggiunto, ma lui ha negato tutto: a smentirlo è stato lo stesso cellulare, fatto squillare con l’aiuto di due appartenenti alle Forze dell’Ordine liberi dal servizio, mentre suonava nella tasca del giovane. È arrivata la Polizia Ferroviaria e sono scattate le manette.
A Tiburtina gli agenti hanno osservato a distanza una donna bosniaca di oltre 50 anni e l’hanno seguita anche a bordo di alcuni treni. Quando, secondo l’accusa, si è impossessata di un grosso bagaglio approfittando della distrazione dei proprietari, è stata bloccata. Pensava di scappare in stazione: è stata invece fatta salire, in stato di arresto, su un convoglio diretto alle camere di sicurezza del Compartimento.
A Termini, infine, due giovani cittadini algerini sono stati individuati mentre si muovevano in modo sospetto e seguiti dalle pattuglie. Avrebbero scelto come bersaglio tre ragazze e messo in atto un diversivo: uno dei due parlava ad alta voce al telefono, simulando una lite, per attirare l’attenzione, mentre il complice sfilava una pochette rosa da una valigia e la nascondeva in uno zaino. Gli agenti li hanno fermati mentre tentavano di allontanarsi.
Sulla via Cassia sono stati gli agenti del XV Gruppo Cassia della Polizia Locale di Roma Capitale a trasformare un normale intervento in un’operazione di rilievo. Nella tarda serata di mercoledì, all’intersezione con via Santi Cosma e Damiano, erano intervenuti per i rilievi di un incidente tra un’auto e uno scooter. Il conducente dello scooter, un italiano di 28 anni, era già stato portato in ospedale, mentre l’automobilista, un peruviano di 53 anni, è stato sottoposto all’alcoltest, che ha rilevato un tasso oltre i limiti: per lui è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza.
Durante i rilievi, nel vano sottosella dello scooter gli agenti hanno trovato una scatola con un sacchetto di polvere bianca: oltre 80 grammi di cocaina. Gli accertamenti sono stati estesi all’abitazione del 28enne, dove sono stati sequestrati altri quantitativi in un pacchetto di sigarette e in un involucro, oltre a circa 500 euro in contanti. In totale quasi 90 grammi. L’arresto per detenzione ai fini di spaccio è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Non è mancato il gesto di senso civico. Un Carabiniere della Stazione Roma Quirinale, libero dal servizio e di rientro in caserma, passando da piazza della Repubblica ha sentito qualcuno gridare più volte “help”. Si è fermato e ha visto un uomo che, dopo aver strappato il telefono a un turista, lo stava colpendo con una catena per fuggire. Il militare è intervenuto subito e ha bloccato il soggetto, che ha reagito colpendo con la catena anche lui. Per fortuna in quel momento transitava una pattuglia della Compagnia Roma Centro, che ha preso in consegna l’arrestato, un marocchino di 28 anni accusato di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. Il complice è fuggito ed è in corso di identificazione. Il turista è stato medicato e dimesso con 2 giorni di prognosi, il Carabiniere è stato medicato senza prognosi.
Chiude il quadro l’operazione dei Carabinieri della Stazione Roma EUR, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma nei confronti di un romano di 33 anni, già detenuto a Regina Coeli per altra causa e gravemente indiziato di furto e rapina. I fatti risalgono al 28 agosto scorso, in un negozio di via Tomasi di Lampedusa, nel quartiere EUR. Intorno alle 9 l’uomo avrebbe preso dagli scaffali un paio di auricolari e una custodia per telefono, rifiutandosi di pagare. Nel pomeriggio, verso le 17:30, sarebbe tornato per portare via altri auricolari, una seconda custodia e un marsupio verde militare, per un valore di circa 49 euro.
Quando il dipendente ha cercato di fermarlo, l’uomo avrebbe reagito con gravi minacce, prospettando di ucciderlo e facendo riferimento a una pistola. I clienti sono stati costretti ad allontanarsi, mentre lui è rimasto nel negozio per diversi minuti. Le immagini della videosorveglianza, la ricognizione fotografica in cui la persona offesa lo ha riconosciuto e la sua conoscenza pregressa hanno consentito l’identificazione. Il giudice, valutando il concreto pericolo di reiterazione, ha disposto il carcere.
Casi diversi, luoghi diversi, stessa direzione: prevenzione, osservazione, intervento rapido e indagini accurate. Un quadro che interessa da vicino anche i tanti cittadini del territorio che, per lavoro, studio o viaggio, frequentano la Capitale, le sue stazioni e l’aeroporto di Fiumicino.




