Cento candeline non capitano tutti i giorni, anche se Piglio sempre più persone continuano a tagliare questo straordinario traguardo. Oggi, 17 ottobre, Maria Passa ha tagliato il traguardo di un secolo di vita, e a festeggiarla è stato un intero paese, stretto attorno a lei con un affetto che si è sentito in ogni momento della giornata.
Al suo fianco, come da tradizione nelle grandi occasioni, c’era la famiglia al completo: i due figli Augusto ed Augusta, i quattro nipoti e i quattro pronipoti, insieme a parenti e amici di una vita. Una tavolata allargata, fatta di abbracci, ricordi e sorrisi, in cui Maria è rimasta il cuore pulsante della festa, come è sempre stata per i suoi cari.
Perché la storia di Maria è quella di tante donne di una generazione che ha costruito il paese con le proprie mani. Una vita dedicata alla famiglia e al lavoro nei campi, scandita dalle stagioni, dalla fatica quotidiana e da quel senso del dovere che oggi appare quasi d’altri tempi. Un secolo vissuto senza clamore, ma con una dignità che ha lasciato il segno e che rappresenta un esempio prezioso per le nuove generazioni, spesso chiamate a confrontarsi con ritmi e valori molto diversi.

A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato il sindaco Mario Felli, presente alla festa per stringere la mano alla centenaria e alla sua famiglia. Per il primo cittadino la giornata è stata un momento di autentica emozione istituzionale e personale: ha definito “un grande onore essere accanto a Maria e ai suoi cari in una ricorrenza tanto rara”, sottolineando come il traguardo dei cento anni appartenga non solo a lei, “ma all’intera comunità pigliese, che in questa donna si riconosce e per la quale prova riconoscenza”. Per il primo cittadino, un secolo di vita significa “un patrimonio di esperienza, sacrifici e valori che il paese ha il dovere di custodire e tramandare”.
Parole di stima sono arrivate anche dal vicesindaco Mauro Federici, che ha esteso il proprio apprezzamento a tutti gli anziani del paese. Secondo Mauro, persone come Maria rappresentano un pezzo di storia di Piglio: sono la memoria viva di un territorio che è cambiato, ma che ha radici profonde proprio grazie a chi ha lavorato, resistito e costruito. «A persone come Maria e agli anziani dobbiamo molto», ha detto il vicesindaco, ribadendo l’importanza di non dimenticare quanto la comunità debba a chi l’ha preceduta.
Alla fine, tra gli auguri e gli applausi, resta l’immagine di una donna serena, circondata da quattro generazioni della sua famiglia.
A Maria, anche dalla redazione di anagnia.com e di tutti i nostri lettori, i migliori auguri per questo straordinario traguardo.




