Bonificare senza smantellare il lavoro: è la linea che Alleanza Verdi Sinistra della provincia di Frosinone sceglie di tracciare all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato sulla contaminazione della falda a Ferentino. Una pronuncia che, secondo AVS, riafferma un principio irrinunciabile: chi inquina deve pagare e il territorio deve essere bonificato.
Il tema, da queste parti, non è nuovo. La Valle del Sacco convive da anni con una storia di inquinamento che ha segnato l’ambiente, la salute e anche l’immagine di un’intera area, tanto da essere stata inserita tra i siti destinati al risanamento. Per Alleanza Verdi Sinistra, la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia della valle «non sono negoziabili».
Il partito mette però in guardia da una conseguenza che rischia di restare in ombra. La giustizia ambientale, sostiene AVS, non può trasformarsi in ingiustizia sociale: a pagare non devono essere le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, né le loro famiglie. Dietro ogni posto di lavoro, ricorda la nota, ci sono reddito, dignità e futuro, oltre alla tenuta economica di un intero territorio. Il rischio di ridimensionamenti produttivi o di perdita di occupazione va affrontato subito, senza aspettare che gli effetti diventino irreversibili.
Di qui la richiesta rivolta a istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali: aprire immediatamente un tavolo di confronto per definire un piano vincolante di salvaguardia occupazionale. L’obiettivo indicato è garantire la continuità lavorativa, tutelare tutti gli addetti e impedire che il costo della bonifica e delle responsabilità aziendali venga scaricato sui dipendenti. Per Alleanza Verdi Sinistra nessun licenziamento può essere considerato una conseguenza inevitabile e nessun lavoratore deve essere lasciato solo.
Sul fronte ambientale, AVS chiede che le operazioni di risanamento procedano con tempi certi, controlli rigorosi e piena tutela della salute, accompagnate da impegni concreti per mantenere i posti di lavoro e sostenere le famiglie interessate. La Valle del Sacco, osserva il partito, ha già pagato un prezzo altissimo in termini di inquinamento e salute e non può essere condannata anche a perdere occupazione, competenze professionali e prospettive di sviluppo.
La posizione si riassume in una formula: ambiente e lavoro sono due diritti da difendere insieme. Come afferma AVS Frosinone, chi ha responsabilità deve rispondere delle proprie azioni, mentre i lavoratori non devono pagare «per colpe che non sono loro».
Una presa di posizione che porta nel dibattito sulla bonifica la questione occupazionale, e che resta ora in attesa di una risposta da parte di istituzioni, azienda e sindacati.




