La vicenda del risarcimento al Gruppo San Raffaele entra in una nuova fase. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha dato mandato all’Avvocatura regionale di depositare un esposto alla Corte dei Conti nei confronti dell’ex presidente Nicola Zingaretti, dell’ex assessore alla Sanità Alessio D’Amato e di tutti coloro che, negli anni precedenti, si sarebbero resi responsabili di omissioni amministrative nei confronti del gruppo sanitario. Lo rende noto la stessa Regione con un comunicato diffuso oggi, 23 ottobre 2026.
Alla base c’è una condanna pesante. Con le sentenze in questione, infatti, il Consiglio di Stato ha condannato l’ente di via Cristoforo Colombo a un risarcimento di 60 milioni di euro, a cui si aggiungono 16,8 milioni di rivalutazione legale e gli interessi. Secondo quanto ricostruito nei giorni scorsi dal quotidiano Domani, si tratterebbe della sentenza n. 5822/2026, pubblicata il 17 luglio scorso, e il caso ha già assunto un rilievo politico, con richieste di chiarimenti da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle. Sempre secondo Domani, il presidente Rocca in passato ha lavorato per il gruppo San Raffaele.
L’esposto, spiega la Regione, punta ad accertare quanto quelle condotte omissive abbiano generato, o contribuito a generare, un danno erariale a svantaggio dell’amministrazione regionale e, soprattutto, dei cittadini del Lazio. Sarà la magistratura contabile a valutare se esistano responsabilità: l’esposto non equivale a un accertamento e i soggetti coinvolti restano da considerarsi estranei a qualsiasi addebito fino a una eventuale pronuncia.
Nella nota la Regione tiene a sottolineare che i fatti esaminati dai giudici amministrativi non hanno nulla a che vedere con l’operato dell’attuale amministrazione. Né Rocca né gli assessori della Giunta, precisa il comunicato, sarebbero coinvolti nelle condotte prese in considerazione dal Consiglio di Stato, riferibili esclusivamente al periodo in cui Alessio D’Amato guidava la Sanità regionale, prima come coordinatore della cabina di regia e poi come assessore.
Il comunicato non risparmia toni duri verso la minoranza. La Regione parla di una campagna di fango mediatico che, nelle ultime settimane, avrebbe stravolto la realtà e messo in discussione l’integrità politica e morale della Giunta e la professionalità dell’Avvocatura regionale. Un atteggiamento che l’amministrazione definisce vile e volgare, attribuendolo a chi, a suo dire, starebbe cercando di scaricare sull’attuale esecutivo responsabilità proprie. Nel mirino finiscono in particolare i post di alcuni esponenti dell’opposizione sui social, che avrebbero generato decine di commenti ingiuriosi e diffamatori.
Per questo Rocca ha incaricato i propri legali di presentare querela a tutela della propria immagine, sia contro chi gli avrebbe attribuito condotte ascrivibili ad altri, sia contro quanti, in questi giorni, si sarebbero espressi nei suoi confronti con frasi volgari e irripetibili.
La Regione ricorda infine che la Giunta, in Commissione Bilancio, avrebbe già chiarito ogni aspetto della vicenda e che dai verbali emergerebbe, secondo l’amministrazione, l’impreparazione di chi ha sollevato le accuse. Ora, conclude la nota, spetterà alla magistratura ristabilire la verità e individuare le reali responsabilità. Al momento non risultano repliche da parte dei diretti interessati: lo spazio resta aperto a eventuali dichiarazioni.
A stretto giro, ovvero dopo pochi minuti dalla pubblicazione del presente articolo, è arrivata la risposta del consigliere regionale di Azione Alessio D’Amato, che è possibile leggere a questo link.




