Ottant’anni dopo, l’aula consiliare di Ceccano si prepara a tornare a quel giorno. Martedì 27 ottobre, alle 17, nel palazzo comunale, l’Amministrazione comunale celebrerà l’ottantesimo anniversario dell’insediamento del primo Consiglio comunale democraticamente eletto nel secondo dopoguerra, riunitosi per la prima volta il 27 ottobre 1946. Per l’occasione è stato convocato un consiglio comunale solenne e celebrativo.

L’iniziativa è stata promossa dalla presidente del Consiglio comunale, Emanuela Piroli, e vedrà al centro della scena, accanto al sindaco Andrea Querqui, gli ex sindaci dell’era repubblicana e i familiari di quelli che non ci sono più. Un modo per far sedere idealmente nella stessa aula chi ha guidato la città in epoche diverse, in quello che il comunicato dell’amministrazione definisce un filo rosso tra passato, presente e futuro.
Per capire il valore di quella data bisogna tornare a un’Italia che muoveva i primi passi fuori dalle macerie della guerra. A Ceccano le prime elezioni amministrative libere dopo il ventennio fascista non si svolsero in primavera, come in gran parte dei comuni italiani, ma il 13 ottobre 1946. La scelta fu dettata da ragioni di sicurezza: le divisioni politiche erano ancora vive e si temevano disordini. Due settimane più tardi, il 27 ottobre, il nuovo Consiglio si insediava, scrivendo una delle pagine fondanti della storia democratica cittadina.
Sono stati invitati, in ordine di mandato, gli ex sindaci Angelino Loffredi, Giancarlo Savoni, Francesco Ciotoli, Giovanni Querqui, Maurizio Cerroni, Antonio Ciotoli e Manuela Maliziola. Per i primi cittadini scomparsi saranno presenti i familiari di Pietro Colapietro, Vincenzo Bovieri, Luigi Piroli, Francesco Battista, Orazio Trotta, Lorenzo Masi, Edoardo Papetti, Carlo Spinelli e Angelo Compagnoni.
L’obiettivo, spiega l’amministrazione, è esprimere a nome della città il riconoscimento per l’impegno, la dedizione e il senso delle istituzioni di chi ha ricoperto la carica di sindaco, nella convinzione che ogni esperienza amministrativa sia parte della memoria collettiva e del patrimonio democratico di Ceccano. Non una semplice formalità, quindi, ma un momento di gratitudine verso la storia cittadina, in un’aula dove da otto decenni si discute, si progetta e si decide il futuro della comunità.
Sul significato dell’appuntamento è intervenuta la stessa Emanuela Piroli, che parla di un omaggio a chi ha guidato la città con passione e spirito di servizio. Alle generazioni di oggi, sottolinea la presidente, tocca ora la responsabilità di custodire quel testimone: «celebrarlo significa promettere ai nostri giovani che continueremo a difendere i valori della partecipazione, della democrazia e del bene comune».
L’invito a partecipare è esteso alla cittadinanza, alle associazioni e alla stampa, perché, come ricorda ancora la presidente, la storia di Ceccano appartiene a tutti coloro che la vivono. Un appuntamento che unisce memoria e identità, nel segno della continuità democratica di una comunità della provincia di Frosinone.




