Chi ha il serbatoio a gasolio da oggi, mercoledì 28 ottobre, troverà alla pompa un prezzo appena più leggero. Il governo ha infatti reintrodotto il taglio delle accise sul diesel, con un decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale e firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. La misura resterà in vigore fino a sabato 7 novembre, per un totale di undici giorni.
Lo sconto è pari a 4,88 centesimi al litro, Iva compresa. Al netto dell’imposta sul valore aggiunto, il ritocco fiscale vale circa quattro centesimi: il decreto ridetermina infatti l’aliquota di accisa sul gasolio a 632,90 euro per mille litri. Per capirci, su un pieno da cinquanta litri il risparmio si aggira intorno ai due euro e mezzo. Poca cosa, dunque, per il singolo automobilista, ma non per chi sulla strada ci lavora.
L’intervento costa alle casse dello Stato 38,7 milioni di euro. Le risorse arrivano dall’extragettito Iva incassato tra il primo e il 30 settembre, grazie al meccanismo della cosiddetta accisa mobile: quando il prezzo del petrolio sale, lo Stato incassa più Iva e quel surplus viene usato per alleggerire le accise. Una sorta di restituzione parziale a chi paga il conto del rincaro. Resta escluso il capitolo benzina, che da tempo non beneficia più di alcuno sconto.
Una misura a fisarmonica dal 18 marzo
Quella di oggi è l’ultima puntata di una storia iniziata il 18 marzo, quando il taglio fu introdotto per frenare i listini alla pompa, gonfiati dall’impennata delle quotazioni del petrolio dopo la guerra in Iran. Da allora il provvedimento è stato prorogato più volte, con importi via via decrescenti. Strada facendo lo sconto sulla benzina è stato azzerato e la riduzione ha riguardato soltanto il gasolio. Fatta eccezione per un “buco” a luglio, la misura è stata riproposta fino al 5 ottobre, con un costo complessivo per lo Stato di circa 2,7 miliardi di euro.
Il nuovo decreto arriva dunque dopo qualche settimana di pausa, con un importo che non cambia la vita ma che i consumatori e le imprese della provincia di Frosinone guardano con attenzione. Basta pensare a chi si sposta ogni giorno lungo l’A1 e le arterie del Frusinate per raggiungere il posto di lavoro, e soprattutto alle aziende dell’autotrasporto e della logistica, per le quali il gasolio pesa in modo diretto sui bilanci. Sul fronte dei prezzi, secondo le stime diffuse dal Codacons, il gasolio sulla rete ordinaria si attesterebbe, con lo sconto, attorno ai 2,087 euro al litro.
Non mancano le preoccupazioni sul futuro. Legacoop ha segnalato che, per mantenere la misura fino alla fine dell’anno, sarebbero necessari circa 180 milioni di euro. Resta quindi da vedere se, il prossimo 7 novembre, il taglio verrà prorogato ancora o lascerà spazio a un nuovo rialzo alla pompa.




