Una telefonata sul telefono di casa, la voce di un nipote in lacrime e un’emergenza che non esisteva. Con questo copione, purtroppo già visto troppe volte, il 3 febbraio 2026 una donna di 84 anni di Ceprano è stata raggirata e privata di 6.800 euro. A distanza di mesi, i Carabinieri hanno chiuso il cerchio: i militari del NORM, Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo, hanno eseguito la custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di nazionalità tunisina, ventenne e domiciliato a Napoli.
L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone per i reati di truffa aggravata e sostituzione di persona, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone.
Il pomeriggio del raggiro, l’anziana ha risposto al telefono fisso. All’altro capo c’era un uomo che si è spacciato per suo nipote e le ha raccontato una situazione giudiziaria gravissima, inventata di sana pianta, che avrebbe coinvolto il padre. Per evitare guai peggiori, serviva consegnare subito del denaro contante. A dare credito alla messinscena è intervenuto anche un secondo interlocutore, presentatosi come direttore delle Poste Italiane, con il quale la donna è stata fatta parlare.
Spaventata e sotto pressione, l’ottantaquattrenne ha seguito le istruzioni ricevute. Si è recata nei pressi di un’attività commerciale della zona e ha consegnato l’intera somma a un complice che si è fatto passare per un commesso. L’uomo è salito subito su un’auto che lo attendeva poco distante ed è sparito. A fermare il raggiro è stato un altro figlio della vittima: quando i truffatori sono tornati alla carica con una nuova richiesta di denaro, ha intuito l’inganno e ha chiamato il 112.
Da lì sono partite le indagini. I Carabinieri della Stazione di Ceprano hanno acquisito i filmati di videosorveglianza della zona e ne hanno estratto i fotogrammi del giovane che aveva ritirato il denaro. Le immagini sono state diffuse a livello nazionale, e lo scambio di informazioni con i colleghi di Carbognano e di Viterbo, che nei mesi precedenti avevano controllato lo stesso soggetto, ha permesso di identificarlo in tempi rapidi. Il 13 marzo 2026 la vittima lo ha riconosciuto in fotografia, senza esitazioni, come l’esecutore materiale del raggiro.
Il giudice ha ritenuto il carcere l’unica misura adeguata, ravvisando un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato. A pesare, secondo il provvedimento, la professionalità dimostrata e l’inserimento in circuiti dediti a truffe seriali ai danni di persone anziane e fragili in tutta Italia. Determinante anche il fatto che il ventenne fosse irreperibile da giugno 2025, dopo essersi allontanato da una comunità e aver disattivato le proprie utenze: una circostanza che ha escluso misure meno gravose, come gli arresti domiciliari.
Il caso ricorda quanto sia insidiosa la truffa del finto nipote, che fa leva su paura e affetto. Le Forze dell’Ordine raccomandano da sempre di non consegnare denaro a sconosciuti, di verificare con una telefonata ai familiari e di chiamare subito il 112 al minimo dubbio. A Ceprano, a fare la differenza, è stata la prontezza di un figlio.




