di Giorgio Stirpe
E’ difficile trovare ulteriori parole per descrivere ciò che sta realizzando il Frosinone in questa stagione. Allo Stirpe così come in trasferta, la squadra di Alvini continua a pensare, prima ancora che a giocare, da “grande”.
Senza alcun timore reverenziale, con la convinzione nei propri mezzi che aumenta e con la testa libera, i giallazzurri si divertono in campo con meccanismi oliati e schemi applicati a memoria.
Questa volta, contro il Torino, è arrivato anche il clean sheet, aspetto che agli allenatori piace sempre molto.
Alvini ha operato tre cambi rispetto alla gara contro il Lecce, dando spazio dal 1’ a Tchato (per Oyono) e a Bracaglia in luogo di Terzic. A centrocampo, ecco di nuovo il “mastino” Masini (per Cichella) a fare da guardia del corpo a Calò e Schmid. In avanti il tridente delle meraviglie è rimasto intoccabile, composto da Raimondo e dalle frecce giallazzurre Ghedjemis e Kvernadze.
Nella prima giornata davvero fredda della stagione, i giallazzurri hanno provato sin da subito a scaldare l’ambiente con le fiammate con le quali sono soliti incenerire gli avversari. A turno, Ghedjemis e Kvernadze hanno impensierito la difesa granata con iniziative in velocità e assist per Raimondo, ma il Frosinone ha sviluppato bene anche le manovre da fascia a fascia, confermando la proverbiale capacità di far girare il pallone a gran ritmo.
È stato un peccato per lo stesso “pistolero” Raimondo dover abbandonare il campo al 30’ a seguito di un duro fallo subito da Aboukhlal. Al suo posto è entrato Birligea. Il centravanti capocannoniere preoccupa, ma occorre attendere gli esami strumentali.
Da quel momento il Torino ha preso un po’ di campo, spostando il baricentro verso l’area di rigore di un Frosinone che ha retto l’urto, chiudendo un primo tempo combattuto ed equilibrato sul punteggio a reti inviolate.
Al festival del gol del Frosinone mancava Ghedjemis: per lui tanti assist ma ancora nessuna rete, e questa appariva un’anomalia. Una lacuna che l’esterno algerino ha voluto colmare proprio a inizio ripresa (48’) con il gol che ha sbloccato la partita, sfiorando poi un’altra occasione colossale qualche minuto dopo.
Il Torino ha cercato in qualche modo di replicare, ma il Frosinone ha mostrato una compattezza e una solidità ancora maggiori rispetto alle precedenti gare, concedendo davvero poco ad attaccanti pericolosi e di talento quali Simeone, Adams o Vlasic che, in pratica, non hanno visto palla.
Ghedjemis prima e Calò poi hanno sfiorato il raddoppio in un finale rovente, in cui il coro altissimo dello Stirpe è stato un fattore di ulteriore spinta per i giallazzurri.
Una propulsione che ha portato lo stesso Calò a segnare la rete del 2-0 al 93’ con una conclusione chirurgica dal limite dell’area di rigore: il gol che ha sigillato la terza vittoria consecutiva in casa.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL FROSINONE MASSIMILIANO ALVINI
“Per Raimondo dobbiamo aspettare domani gli esami strumentali, siamo preoccupati per lui ma aspettiamo. Per quanto riguarda la partita, la squadra ha fatto qualcosa di straordinario per come ha saputo adattarsi all’avversario, il Torino è un gruppo forte. E’ la vittoria più bella delle sei di queste prime dieci gare. Complimenti ai miei calciatori. Chi è venuto oggi allo stadio ha visto una partita vera. I ragazzi sapranno stare con i piedi per terra. Devo soltanto dire grazie al gruppo per quello che sta facendo. Sanno cosa pretendo da loro, lo stanno facendo e non ho nulla da rimproverare assolutamente, anzi”.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL TORINO IGNAZIO ABATE
“Nel primo tempo è stato un bel Toro, abbiamo avuto 5-6 occasioni che dovevamo tramutare in gol, nella ripresa invece abbiamo portato la sfida sul campo del Frosinone e non siamo riusciti a creare molto. Di fronte avevamo una squadra forte, l’approccio è stato buono, nel secondo tempo meno. L’inerzia era dalla parte nostra, ma abbiamo preso un gol facile e banale e dopo la rete abbiamo visto un’altra partita”.




