Una mattinata di controlli serrati, pensata per colpire lo spaccio là dove si annida, tra le strade e i paesi del territorio. È quella che si è svolta oggi in provincia di Frosinone, dove un servizio congiunto tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri ha messo nel mirino i soggetti sospettati di dedicarsi al piccolo e medio commercio di sostanze stupefacenti.
Sul campo sono scesi gli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, affiancati dal Reparto Prevenzione Crimine Lazio e dall’unità cinofila di Nettuno, il cui fiuto si è rivelato prezioso per orientare le verifiche. Insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri, gli operatori hanno eseguito complessivamente sette controlli nei confronti di persone ritenute vicine al giro dello spaccio, in un’azione coordinata che ha unito le forze di più reparti.
Il risultato più rilevante è arrivato da Sora. Un uomo di circa cinquant’anni, residente nella città volscana, è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Al momento del controllo è stato trovato con circa 250 grammi di cocaina, una quantità tutt’altro che trascurabile, insieme a oltre 2.000 euro in contanti. Nella sua disponibilità c’erano anche un bilancino di precisione e il materiale per il confezionamento, il classico kit di chi, secondo gli investigatori, non si limitava all’uso personale.
Un secondo episodio si è consumato a Campoli Appennino, dove un altro soggetto è stato denunciato in stato di libertà per detenzione di sostanza stupefacente e falso materiale. Addosso aveva 35 grammi di hashish e una carta d’identità alterata, un documento contraffatto che gli è costato una seconda contestazione.
L’operazione conferma l’attenzione costante delle Forze dell’Ordine sul contrasto allo spaccio nel Frusinate, un fenomeno che si muove spesso lontano dai riflettori ma che incide sulla sicurezza e sulla vita quotidiana delle comunità. Il lavoro di squadra tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, rafforzato dal contributo dei reparti specializzati, resta lo strumento più efficace per presidiare il territorio e disincentivare chi cerca di fare affari illeciti tra i centri della provincia.




