Le celebrazioni di quest’anno hanno avuto un tono più raccolto del solito. Il 4 novembre 2026, nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, anche il territorio ha ricordato chi ha dato la vita per il Paese, ma con un pensiero in più rivolto ai due militari italiani e ai due volontari della Croce Rossa Italiana scomparsi tragicamente in Bosnia-Erzegovina, mentre erano impegnati nella missione EUFOR. Una perdita che ha colpito la famiglia della Difesa e l’intera comunità nazionale, e che ha dato alla ricorrenza un significato particolarmente intenso.
La cerimonia alla Villa Comunale di Frosinone
Il momento centrale in provincia si è svolto stamattina nell’area della Villa Comunale di Frosinone, dove si sono ritrovati le autorità civili, militari e religiose, i rappresentanti delle istituzioni locali, gli studenti, le associazioni combattentistiche e d’Arma e tanti cittadini. Presenti il prefetto di Frosinone, Giuseppe Ranieri, il vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, monsignor Santo Marcianò, e il comandante del Presidio militare e del 66° Stormo dell’Aeronautica Militare, colonnello Marco Santeramo.
Il passaggio di maggior valore simbolico è stato la consegna del Tricolore alla scuola primaria “V. Br. Salvo d’Acquisto” di San Giovanni Incarico, affidata dal prefetto direttamente agli alunni: un gesto semplice, pensato per ricordare ai più piccoli che la bandiera è un patrimonio comune da custodire.
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, che ha sottolineato come l’unità nazionale, la libertà e i diritti di cui oggi si gode non siano conquiste scontate, ma il frutto del sacrificio di intere generazioni. Di Stefano ha espresso gratitudine alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine, definite presidio della sicurezza, della legalità e della democrazia, anche nelle emergenze. Ha poi richiamato il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nell’ottantesimo anniversario della Repubblica ha invitato a tenere insieme la memoria del passato e la speranza per il futuro. “In un tempo segnato da guerre, tensioni e incertezze, il valore dell’unità nazionale deve continuare a rappresentare un punto di riferimento per tutti noi”, ha aggiunto il presidente.
A Pontecorvo la caserma apre le porte ai ragazzi
A Pontecorvo la ricorrenza ha preso la forma di una lezione fuori dall’aula. La Compagnia Carabinieri di Pontecorvo ha aperto le porte della propria caserma a circa sessanta studenti, tra cui gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo 1 di Pontecorvo, accompagnati dai loro insegnanti in un percorso dedicato ai valori della pace, del dialogo e della memoria.
A fare gli onori di casa sono stati il maggiore Egidio Felice, comandante della Compagnia, e il luogotenente Sergio Parrillo, comandante della Stazione di Pontecorvo, che hanno spiegato ai ragazzi il significato storico, simbolico e attuale della data, soffermandosi sull’assurdità della guerra e sul sacrificio dei soldati. Hanno ricordato anche che oggi il personale della Difesa porta sulla divisa la spilla del Myosotis, il “non ti scordar di me”, simbolo permanente del ricordo dei Caduti di tutte le guerre. Per i giovani presenti non sono mancati i momenti più curiosi: la visita alla caserma, uno sguardo da vicino ai mezzi e alle attrezzature in dotazione all’Arma e le spiegazioni sull’attività operativa e di prossimità svolta sul territorio.
L’iniziativa, realizzata in sinergia con l’istituto scolastico diretto dal professor Angelo Urgera, punta a diffondere la cultura della legalità, il senso civico e l’unità nazionale.
Il quadro nazionale: Roma e Firenze
Le iniziative locali si inseriscono nel più ampio programma nazionale promosso dal Ministero della Difesa, con la deposizione della corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, all’Altare della Patria a Roma, da parte del Presidente Mattarella, accompagnato dal ministro Guido Crosetto e dalle più alte cariche dello Stato, e con la cerimonia militare nazionale a Firenze, scelta quest’anno per ricordare i soccorsi prestati dalle Forze Armate durante l’alluvione del 1966.
A Roma, il Villaggio Difesa al Circo Massimo, nato come spazio di incontro tra militari e cittadini, si è trasformato in un luogo di raccoglimento: molte persone vi hanno portato un fiore, lasciato un biglietto o dedicato una preghiera ai Caduti in Bosnia, alle loro famiglie e ai feriti. Il Villaggio chiude oggi. Il motto di questa edizione, “Forze Armate: a difesa della nostra libertà”, riassume il senso della giornata: custodire la memoria di chi ha sacrificato la vita e riconoscere l’impegno di chi, ogni giorno, continua a servire il Paese.




