Due storie diverse, un unico filo conduttore: il lavoro silenzioso e costante della Polizia di Stato sul territorio, tra controlli su strada e indagini davanti a uno schermo. Nelle ultime ore le Forze dell’Ordine della provincia hanno messo a segno due interventi che raccontano bene quanto il confine tra la cronaca di strada e quella digitale sia ormai sottilissimo.
Il primo episodio si è consumato a Frosinone, nel corso della ordinaria attività di controllo del territorio. Gli agenti della Squadra Volante della Questura hanno notato un’automobile con a bordo tre persone e, dopo i primi accertamenti, il quadro è apparso subito tutt’altro che ordinario. Alla guida di quell’abitacolo c’era un uomo sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, che sedeva però accanto proprio alla donna che avrebbe dovuto evitare. Sul sedile c’era poi un terzo individuo. Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza di reato.
Gli approfondimenti compiuti sul momento hanno portato alla luce una situazione ben più complessa. Tutti e tre i passeggeri sono risultati già noti alle Forze dell’Ordine e gravati da numerosi precedenti penali. Ma il dettaglio più pesante riguardava il mezzo: l’auto è infatti risultata provento di furto, circostanza che è costata a tutti e tre la denuncia per ricettazione.
La perquisizione del veicolo ha poi completato il quadro. Dall’abitacolo sono spuntati materiale da scasso e diversi oggetti atti ad offendere, tra cui strumenti da taglio e vari arnesi idonei all’effrazione. Gli agenti hanno inoltre trovato sostanza stupefacente in possesso della donna, che oltre alle altre contestazioni è stata anche segnalata in via amministrativa alla Prefettura. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari per la violazione della misura a tutela della donna, mentre l’intero gruppo è stato denunciato a piede libero per ricettazione e per possesso ingiustificato di grimaldelli e oggetti atti ad offendere.
Il secondo capitolo si sposta da Sora e dalle strade ai conti correnti. Qui il Commissariato di P.S. ha chiuso il cerchio attorno a una truffa online ai danni di un cittadino residente nel Frusinate. Tutto era partito da un annuncio sul Marketplace di Facebook: una motocarriola per uso privato, un prezzo concordato di 600 euro, spedizione compresa. La vittima ha pagato con bonifico bancario, ma di merce non ne è mai arrivata e il venditore è sparito nel nulla, rendendosi irreperibile.
Per i poliziotti di Sora è iniziato allora un paziente lavoro di ricostruzione, seguendo il denaro passo dopo passo. Gli accertamenti hanno permesso di identificare tre persone ritenute coinvolte nel raggiro e nei successivi passaggi dei soldi. Il primo nome è quello di un cinquantenne residente nella provincia di Napoli, intestatario del conto sul quale sono finiti i 600 euro, aperto con documenti d’identità alterati. Da lì il denaro è stato spostato quasi subito su un secondo conto, riconducibile a un quarantenne napoletano, ritenuto il reale beneficiario del provento illecito. Nei guai è finita anche la compagna e convivente di quest’ultimo, una trentenne, coinvolta nella gestione dei conti utilizzati per la frode. I tre sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Due vicende che, pur lontane tra loro, lasciano un’indicazione comune: dalla gestione di una misura cautelare ai raggiri sul web, il lavoro di prevenzione e repressione passa dall’attenzione quotidiana. E per chi compra online resta valido il vecchio consiglio, quello di diffidare degli affari troppo comodi e dei pagamenti anticipati a sconosciuti.




