di Silvia Scarselletta
Si è inaugurata sabato 7 ottobre 2023 – con grande partecipazione ed entusiasmo – la quinta edizione della “Summer School 2023, le nuove culture tra sfide e opportunità”, organizzata dalla Scuola Nazionale di Formazione Socio – Politica “Giorgio La Pira” e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain – Roma, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Il Convegno, svoltosi nei giorni 7 e 8 ottobre presso il Castello Angioino – Aragonese di Gaeta, ha inaugurato l’avvio del corso con un seminario profondamente sentito da tutti i partecipanti – studenti e non – e ha visto come presentatori alcuni relatori rilevantissimi che, esponendo a pieno titolo le loro idee e i loro pensieri sull’argomento, hanno descritto il fine ultimo della Summer School in tutto il suo splendore.
Ma quale è l’intento di questa scuola di formazione? È molto semplice ed estremamente importante: essa vuole “sollecitare l’individuazione di valori comuni e condivisi, promuovere una cultura di giustizia e di pace, fondare una nuova Etica del dialogo che aiuti a superare le molteplici sfide del tempo presente”. Grazie agli autorevoli studiosi presenti saranno affrontate questioni di straordinaria attualità e umanità, creando così un momento unico di condivisione di contenuti e scambio di idee, in un vero e proprio elogio alla cultura.
La sessione inizia con i rispettivi ringraziamenti e saluti istituzionali; prendono parola il Professor Marco Dell’Isola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; il Professor Giuseppe Schlitzer, Presidente Vicario dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain di Roma; S.E.R Don Luigi Vari, Vescovo di Gaeta; il Dottor Cristian Leccese, Sindaco di Gaeta; il Colonnello Amedeo Antonucci, Comandante della Scuola Nautica GdF di Gaeta; il Dottor Marino Fardelli, Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani; il Professor Luigi Di Santo, responsabile scientifico della Scuola La Pira, che modera le presentazioni.
Coordina la prima discussione il Professor Antonio Punzi, Presidente della Scuola La Pira, che esordisce con un’importante nozione che bisogna tenere ben salda nella mente: “è estremamente necessario che il futuro sia quello che facciamo noi, e non quello che vogliono imporci, e questo è possibile solo con i codici di condotta adeguati e con una corretta regolamentazione. Bisogna aver fede, quindi, nel diritto”.
A prendere parola è in seguito il Monsignor Vito Serritella, Officiale Dicastero Vaticano per i testi legislativi, con un notevole discorso sulle differenze tra il multiculturalismo e l’individualismo e con svariati richiami a Papa Francesco e alla sua Enciclica “Fratelli tutti”, incentrando il suo discorso su un punto nodale, ossia che nessun popolo e nessuna persona può ottenere tutto da sé; “Siamo chiamati ad amare tutti senza confini – conclude emozionato il Monsignore – ma amare un oppressore non significa permettergli di compiere soprusi”.
Interviene successivamente la Professoressa Margherita Interlandi, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, avviando una sentita riflessione che invita i presenti a riflettere su un importantissimo articolo della Costituzione Italiana, l’articolo 9, che si basa su un unico quesito: Come dobbiamo comportarci dinanzi alla pluralità delle culture?
A concludere la brillante sessione mattutina ci sarà, infine, un’interessante analisi del Professor Antonello Blasi, docente della Pontificia Università Lateranense, sull’intelligenza artificiale e sui pro e contro che questa nuova tecnologia ha portato nel mondo moderno; due sono i punti che il professore tiene a far presente: ne conferma la sinteticità, contrapponendole allo stesso tempo la mancanza di riflessione; ne approva la velocità, ma ne critica la mancanza di sedimentazione e di reale comprensione delle notizie, che ben presto tendono a finire nel dimenticatoio. Emozionante sarà infine la conclusione dello studioso, che ci tiene a salutare l’attento pubblico con una preziosa citazione di Evelyn Beatrice Hall: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita affinché tu la possa esprimere”, in ricordo dell’importanza della libertà d’espressione, a prescindere da schieramenti e opinioni.
Dopo una pausa pranzo, il convegno riprende con ancora più fervore.
Coordina la discussione il Professor Luigi Di Santo, Responsabile della Scuola La Pira, presentando subitamente la Summer School come uno strumento per interrogarsi su cosa nel mondo d’oggi manca, su cosa significa cultura, formazione, pace, sottolineando che oggigiorno il male assoluto è proprio la non fiducia in una cultura di pace.
Lo segue il Professor Daniele M. Cananzi, docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, avviando una minuziosa analisi sulla combinazione “io – noi”, sottolineando come il “noi” sia un pronome particolarmente pericoloso, e questo perché la sua presenza finisce per minacciare la possibilità di avere più culture, poiché comporta un aumento in termini di libertà e di qualità umana; conclude infine la riflessione con un importantissimo verso di Friedrich Holderlin: “Lì dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva”.
Si approfondisce poi il tema dell’inclusione con il professor Fabio Ciaramelli, docente dell’Università degli studi di Napoli Federico II; facendo riferimento a due modelli di integrazione sociale e descrivendone i punti basilari – il modello assimilazionista francese e il modello multiculturalista britannico – il docente precisa come l’inclusione sia un qualcosa da alimentare con tutte le proprie forze, e non da trascurare.
Ci incanta poi parlando di educazione pedagogica il Professor Vincenzo Buonomo, Delegato Pontificio, Rettore dell’Università Urbaniana; “La pace è possibile – afferma lo studioso – ma bisogna armonizzare le tecniche di pace, poiché esiste una dimensione umana del fare il bene, e non è poi così lontana”.
Si conclude l’emozionante riflessione sulla pace con l’intervento del Professor Maurizio Martirano, docente dell’Università degli Studi della Basilicata; egli espone quattro punti fondamentali che regolamentano la riuscita della pace: ciò che la ostacola, ciò che la favorisce, le sue condizioni, il ruolo delle persone; dominante è – conclude il Professore – ovviamente il ruolo delle persone e il dialogo, a cui è legata la stretta riuscita e la cui assenza allontanerà la tanto bramata Cultura di Pace.
Termina così la prima sessione del convegno, che riprende con travolgente attesa il giorno seguente. A dare avvio all’inizio delle successive discussioni, precedute dai saluti istituzionali, si vede la Dottoressa Maria Concetta Cassata, Presidente CUG Ministero della Cultura. Dopo aver presentato il tema principale che verrà trattato, dona la parola al Professor Antimo Cesaro, docente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, che citando una delle perle più belle di Dostoevskij – “La bellezza salverà il mondo” – ci tiene a ricordare che ciò è possibile solo e unicamente con la disponibilità da parte delle persone di apprezzarla come tale. Segue poi l’intervento del Professor Giancarlo Scalese, docente dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che si sofferma sul tema del conflitto e soprattutto sui rapporti diplomatici tra Stati, soprattutto extra UE.
Conclude il magnifico evento il Professor Gennario Giuseppe Curcio, Segretario Generale dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain di Roma, che dopo aver ringraziato calorosamente gli eminenti studiosi per il prezioso contributo svolto, invita i presenti a seguire la celebrazione della Santa Messa da Monsignor Vito Serritella, presso la Cappella Cuore Immacolata di Maria della Caserma “Mazzini” della Scuola Nautica Della Guardia di Finanza di Gaeta.
La Summer School dona pertanto, con validi insegnamenti ed efficaci strumenti, una nuova modalità di rapportarsi al mondo moderno per migliorarlo, in una visione aperta alla pace e alla comunanza; Papa Francesco, definito “Il filosofo dell’inclusione”, insiste da sempre su temi come la non discriminazione, l’accoglienza, l’unione, e tale pensiero si riduce in queste dirompenti parole: “L’inclusione si manifesta nello spalancare le braccia per accogliere senza escludere; senza classificare in base alle condizioni sociali, alla lingua, alla razza, alla cultura, alla religione. Davanti a noi c’è solo una persona da amare come la ama Dio”.




