Nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate a garantire la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori, il NAS dei Carabinieri di Latina ha condotto, nei giorni scorsi, una serie di controlli approfonditi presso diverse attività commerciali della provincia di Frosinone. L’operazione, svolta con il supporto dell’ASL territorialmente competente e dei locali Comandi Stazione, ha permesso di individuare irregolarità significative, in alcuni casi tali da richiedere misure immediate a tutela della salute pubblica.
Il primo intervento ha riguardato una pescheria dell’entroterra frusinate, dove i militari hanno rinvenuto ben 220 kg di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione, esposti sui banchi senza ghiaccio. Una condizione giudicata dagli operatori come gravemente pregiudizievole per la salubrità degli alimenti, considerata la rapidissima deperibilità del pesce fresco e l’elevato rischio di proliferazione batterica.
Nello stesso esercizio sono stati sequestrati anche 50 kg di molluschi bivalvi privi delle informazioni obbligatorie, indispensabili per garantire la corretta tracciabilità e la provenienza del prodotto. A fronte delle gravi carenze igienico–sanitarie e strutturali riscontrate, il personale dell’ASL ha disposto la sospensione immediata dell’attività. Al titolare sono state contestate sanzioni amministrative per 3.000 euro.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, per l’indagata, vale il principio di non colpevolezza sancito dall’articolo 27 della Costituzione.
Un’ulteriore irregolarità è stata accertata presso una pescheria–gastronomia del Cassinate, dove i Carabinieri del NAS hanno sequestrato circa 30 kg di molluschi bivalvi vivi — tra ostriche, lupini e vongole — trovati immersi in acqua e allo stato sfuso. Una modalità vietata dalla normativa, che impedisce la verifica della corretta depurazione e della reale origine del prodotto. Anche qui è stata elevata una sanzione amministrativa di 1.000 euro.
L’ultima ispezione ha riguardato un pub situato in un centro pedemontano del territorio frusinate. I militari, operando insieme al locale Comando Stazione, hanno scoperto un deposito adiacente all’attività, utilizzato per conservare alimenti e bevande, ma completamente privo dei requisiti igienici e delle necessarie autorizzazioni. A seguito della segnalazione del NAS, il Comune ha emesso un’ordinanza di chiusura dell’area abusiva. Le sanzioni elevate ammontano complessivamente a 2.000 euro.
L’intera operazione mette in evidenza l’importanza dei controlli nel settore alimentare, dove corretta conservazione e tracciabilità costituiscono presidi essenziali per proteggere la salute dei cittadini. Il NAS di Latina proseguirà costantemente la propria attività di monitoraggio, assicurando il pieno rispetto delle norme e la tutela dei consumatori.




