Si è conclusa nella tarda mattinata di oggi, 21 gennaio 2026, una delle operazioni di soccorso animale più complesse degli ultimi tempi, che ha visto come protagonisti due cani segugio rimasti prigionieri nelle viscere della terra per ben quattro giorni.
Tutto era iniziato lo scorso sabato, quando i due esemplari, probabilmente impegnati in una corsa tra i sentieri della macchia mediterranea, sono precipitati all’interno di una fessura nella roccia, stretta e profonda. Da quel momento è partita una vera e propria gara di solidarietà e competenza tecnica. Nonostante i primi tentativi di recupero effettuati nei giorni scorsi, la conformazione della cavità e l’estrema friabilità della roccia hanno reso necessario l’intervento degli specialisti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio.
Durante la lunga attesa, gli animali non sono mai stati lasciati soli. I soccorritori e alcuni residenti della zona hanno provveduto a monitorarli e a calare cibo all’interno della fenditura, un accorgimento vitale che ha permesso ai cani di mantenere le forze e ai tecnici di studiare con la necessaria freddezza la strategia di intervento più sicura. La situazione appariva però critica: la roccia instabile minacciava di crollare a ogni vibrazione eccessiva, rendendo ogni manovra un rischio sia per gli animali che per gli operatori.
La svolta è arrivata nella mattinata odierna. Su input dei Vigili del Fuoco e con il coordinamento della Protezione Civile, i tecnici del CNSAS Lazio hanno dato il via all’assalto finale. Utilizzando un martello demolitore, gli speleologi hanno proceduto ad allargare con estrema cautela l’imboccatura della fessura. È stato un lavoro di precisione chirurgica, supportato dall’impiego di una scavatrice messa a disposizione da una ditta locale, che ha operato senza sosta per facilitare l’accesso all’area del crollo.
Una volta creato lo spazio necessario, un tecnico speleologo si è calato nel vuoto per circa sette metri. In quel corridoio di pietra buio e angusto, l’operatore è riuscito a rassicurare i due segugi e a inserirli in un apposito sacco in PVC, progettato specificamente per il sollevamento in sicurezza degli animali in contesti impervi. Intorno alle ore 13:00, la tensione si è sciolta in un applauso liberatorio quando i musi dei due cani sono riemersi alla luce del sole.
I proprietari, visibilmente commossi, hanno potuto finalmente riabbracciare i loro compagni a quattro zampe. Nonostante la lunga permanenza nel sottosuolo, i segugi sono apparsi in buone condizioni generali, sebbene siano stati immediatamente trasferiti presso una clinica veterinaria per i controlli di rito e per smaltire lo stress del trauma subito. Il successo dell’operazione è il frutto di una perfetta sinergia tra il Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile locale e la comunità di Gaeta, che per quattro giorni ha trattenuto il fiato insieme a loro.




