La morte di Cesare, storico gatto pendolare della stazione di Colleferro, ha scosso la comunità locale e acceso un acceso dibattito sul maltrattamento animale e sulle responsabilità collettive. L’animale, vittima di un’aggressione brutale, è deceduto dopo giorni di agonia nonostante il tempestivo intervento delle associazioni di volontariato.
L’Associazione di Volontariato Animalista romana “Zampe che danno una Mano” ODV, presieduta dall’Avv. Giada Bernardi, ha depositato una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Velletri, evidenziando la gravità della vicenda e ipotizzando i reati di uccisione di animali e maltrattamento aggravato. «Non permetteremo che la morte di Cesare resti impunita. Quello che è accaduto alla stazione di Colleferro non è solo un crimine contro un essere indifeso, ma un atto di violenza gratuita che offende l’intera collettività», ha dichiarato l’Avv. Bernardi. L’associazione ha annunciato la costituzione come parte civile.
Parallelamente, l’associazione Gatti del Giovenzano, che si è attivata immediatamente per soccorrere Cesare, denuncia l’inerzia di alcune istituzioni locali e il rischio di strumentalizzazione mediatica. «Ora che il presunto responsabile è stato individuato, sembra che si voglia creare un comodo capro espiatorio, ignorando le responsabilità collettive che hanno condotto a questo tragico esito», spiega la co-vicepresidente Agnese Pignataro. L’associazione sottolinea inoltre la diffusione di informazioni imprecise, addirittura rilanciate da esponenti pubblici come il ministro Salvini, secondo cui il gatto sarebbe stato aggredito “a calci su un treno a Roma”, senza che fosse verificato il contesto reale dei fatti.
La ricostruzione di Gatti del Giovenzano evidenzia un lungo percorso di maltrattamenti precedenti, segnalati più volte sui social e ignorati dalle istituzioni locali. Solo grazie all’intervento tempestivo dei volontari, Cesare è stato trasportato al Policlinico Veterinario Roma Sud, dove le condizioni cliniche si sono rivelate disperate. Il felino presentava gravi lesioni, disidratazione e insufficienze organiche, e dopo giorni di terapia intensiva i veterinari hanno ritenuto necessaria l’eutanasia.
La vicenda non si limita a un singolo atto di violenza: mette in luce le fragilità del sistema di tutela animale sul territorio e la necessità di un impegno collettivo per prevenire tragedie simili. Le associazioni, pur provenendo da esperienze diverse, concordano sulla gravità della situazione e sull’urgenza di responsabilizzare tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni locali ai cittadini.
In memoria di Cesare, le associazioni hanno avviato una petizione affinché le Ferrovie dello Stato consentano l’affissione di una targa commemorativa presso la stazione di Colleferro. Ad oggi più di 1.400 persone hanno aderito all’iniziativa, mentre le istituzioni continuano a mantenere un silenzio che le associazioni definiscono “inaccettabile”.
Il caso di Cesare rappresenta una tragedia che va oltre la perdita di un animale: è un monito sulla necessità di vigilanza, responsabilità e sensibilità collettiva verso le creature più indifese della nostra comunità.




