PRILIA – Un vero e proprio impero criminale costruito sul traffico internazionale di droga, sull’usura e sulle estorsioni, culminato nella realizzazione di una villa bunker degna di un film poliziesco. Nella giornata di oggi, giovedì 19 febbraio 2026, la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione a un imponente provvedimento di sequestro beni per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro. L’operazione, che ha colpito duramente le strutture patrimoniali riconducibili a un noto narcotrafficante originario di Aprilia, ha visto il supporto operativo dei militari del Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma e Latina.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione su specifica proposta della Procura della Repubblica di Roma. Il soggetto colpito, considerato dagli inquirenti il vero e proprio “capo dei capi” della provincia di Latina per il controllo delle attività illecite, gestiva i suoi affari con metodi intimidatori tipici della criminalità organizzata. Insieme alla moglie, l’uomo si era reso irreperibile a luglio 2024 durante l’operazione “Assedio“, per poi essere rintracciato e tratto in arresto nel Marocco a novembre 2025, in attesa delle procedure di estradizione.
Il bunker segreto nascosto sotto la cucina
Il dettaglio più inquietante emerso dalle indagini condotte dal Centro Operativo DIA di Roma riguarda una villa in costruzione nelle campagne apriliane. L’immobile, di imponenti dimensioni e rifiniture di estremo pregio, è circondato da un possente muro perimetrale e dotato di piscina. La vera particolarità risiede però nel sottosuolo: un vero e proprio bunker segreto. A questo rifugio sotterraneo si accedeva attraverso una botola sapientemente ricavata all’interno della cucina a muro. Da qui, una lunga via di fuga sotterranea terminava oltre la perimetrazione del terreno, studiata appositamente per permettere al pregiudicato di eludere qualsiasi intervento delle Forze di Polizia.
Un patrimonio milionario tra Anzio e Aprilia
Il decreto di sequestro ha riguardato una vasta gamma di beni, evidenziando una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita mantenuto.

Nel mirino degli investigatori sono finite la totalità dei beni aziendali e strumentali di due società operanti ad Aprilia e Anzio, già precedentemente sottoposte ad interdittiva antimafia. Inoltre, sono stati posti sotto sigillo dieci immobili, tra cui spiccano due ville di vaste dimensioni con piscina site ad Anzio, oltre a villini, magazzini, autorimesse e un terreno di circa 25.000 metri quadrati. Il sequestro si estende anche a undici autovetture, orologi di pregio, gioielli e disponibilità finanziarie.
La tutela delle imprese e la cooperazione europea
L’operazione odierna si inserisce nel più ampio filone investigativo nato dall’indagine “Assedio“, che ha permesso di ricostruire minuziosamente il coacervo di interessi imprenditoriali e criminali.







Il Tribunale di Roma ha disposto l’amministrazione giudiziaria per le società sequestrate, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e i valori positivi dell’impresa sana. L’indagine è stata supportata dalla rete @ON finanziata dalla Commissione Europea e guidata dalla Direzione Investigativa Antimafia, confermando l’impegno costante nel contrasto alle mafie e nell’aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti. Trattandosi di misura provvisoria nell’ambito di una procedura di prevenzione, i destinatari potranno svolgere le loro deduzioni difensive.




