Roma si prepara a vestirsi di storia. Domani, martedì 17 marzo 2026, nel giorno in cui l’Italia celebra il 165° anniversario della proclamazione dell’Unità nazionale, il cuore simbolico della Repubblica batterà ancora una volta in Piazza del Quirinale, dove alle ore 16.00 andrà in scena il tradizionale Cambio della Guardia Solenne.

Non si tratta del consueto avvicendamento quotidiano, ma di una cerimonia straordinaria che, nelle grandi ricorrenze civili, trasforma il piazzale antistante la residenza del Capo dello Stato in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla memoria e all’identità nazionale. La data del 17 marzo non è scelta a caso: è il giorno in cui, nel 1861, il Parlamento Subalpino proclamò ufficialmente la nascita del Regno d’Italia sotto Vittorio Emanuele II, gettando le fondamenta dello Stato unitario che conosciamo oggi.
Protagonisti assoluti della cerimonia saranno il Reggimento Corazzieri che da secoli è il simbolo vivente della protezione del Quirinale e la celebre Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo, formazione musicale di eccellenza che, a ogni cambio solenne, regala al pubblico un programma di rara suggestione.
Il repertorio in programma spazia con sapienza tra tradizione militare, patriottismo e virtuosismo equestre. Si partirà con Cavalleria di G. Massetti e Diana di M. Conzatti, per proseguire con la Fanfara Solenne firmata da V. Borgia e la celebre Marcia del Principe Eugenio di A. Leonardt. Spazio poi alle Evoluzioni equestri di F. Tassinari e A. Moretti, momento di grande spettacolarità in cui i Carabinieri a cavallo danno prova della loro straordinaria abilità. Non mancheranno l’Inno della 1^ Brigata e l’Inno al 4° Reggimento, prima del momento più atteso: le due esecuzioni del Canto degli Italiani di G. Mameli, l’inno nazionale che ogni volta riesce a stringere qualcosa nel petto di chi lo ascolta sotto il cielo di Roma.
A chiudere la cerimonia, tre brani dal forte sapore risorgimentale: La Bandiera dei tre Colori di autore ignoto, Addio, mia bella, addio di C.A. Bosi — canzone simbolo dei volontari garibaldini — e Verona di D. Di Martino, omaggio musicale a una delle città che più segnò le vicende dell’unificazione italiana.
La Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera — istituita per legge nel 2012 — è ogni anno l’occasione per riannodare il filo tra le generazioni e ricordare che dietro i simboli della Repubblica c’è una storia fatta di sacrifici, visioni e passioni. Il Palazzo del Quirinale, con la sua mole imponente che domina Roma dall’alto del colle, è il luogo più adatto a custodire e rinnovare questo rito civile.
L’ingresso in Piazza del Quirinale è libero e aperto al pubblico.




