Ci sono assemblee che si tengono per fare il punto. E ci sono assemblee che scelgono, invece, di fare una promessa. Quella andata in scena a Fiuggi sabato scorso, nella cornice della 48ª Assemblea Provinciale dell’AVIS di Frosinone, è stata entrambe le cose: uno sguardo lucido sui risultati raggiunti e un impegno preciso verso le sfide che restano aperte.
I numeri presentati in sala sono significativi: 9.434 donazioni nel 2024, tra sangue, plasma e unità raccolte da non associati, distribuite attraverso una rete che conta 7.900 soci e 38 sedi comunali sparse su tutto il territorio provinciale. Una struttura capillare, radicata nel tessuto sociale della Ciociaria, che continua a rappresentare un pilastro silenzioso ma fondamentale per il sistema sanitario locale.
Eppure l’assemblea non si è accontentata di celebrare. Ha scelto di guardare anche dove fa più male. Il dato che preoccupa maggiormente riguarda la raccolta plasma, che fatica a tenere il passo con le reali esigenze del territorio nonostante la presenza di attrezzature dedicate e gli sforzi già messi in campo. Un nodo irrisolto che si intreccia con un altro problema strutturale: la carenza di personale sanitario, una criticità che non riguarda solo la Ciociaria ma che qui, come altrove, pesa in modo concreto sull’operatività quotidiana dell’associazione.
Sul piano economico, il bilancio 2024 si chiude con un disavanzo contenuto di circa 9.000 euro a fronte di un’attività ampia e articolata, mentre il preventivo 2026 è improntato all’equilibrio e al rilancio. Un passaggio strategico discusso in assemblea riguarda poi il percorso verso il riconoscimento della personalità giuridica, previsto dal Codice del Terzo Settore: una scelta che consentirà all’AVIS Provinciale di Frosinone di rafforzare la propria struttura, aumentare la tutela per gli amministratori e consolidare la propria credibilità nei confronti delle istituzioni e dei partner.
A dare il tono all’intera giornata sono state le parole della Presidente Provinciale Domenica Luciana Marinelli, che ha saputo restituire il senso più profondo dell’impegno avisino con un discorso che è andato ben oltre i numeri: «Dietro ogni numero non c’è una statistica, ma una persona. C’è qualcuno che ha scelto di fermarsi, di donare, di pensare agli altri. Noi siamo questo. Siamo una comunità che non si tira indietro. Sappiamo bene che abbiamo davanti sfide difficili, a partire dal plasma e dalla carenza di personale sanitario. Ma non abbiamo mai costruito nulla nelle condizioni facili.»
La presidente ha poi annunciato con chiarezza la direzione verso cui l’associazione intende muoversi: «Con il percorso verso la personalità giuridica, facciamo anche un passo in più: diventiamo più forti, più strutturati, più pronti a proteggere chi ogni giorno si assume un impegno. Ma la vera forza resta sempre la stessa: le persone. Donare non è un gesto. È una scelta. E noi continueremo a scegliere, insieme.»
Un messaggio che suona come un appello e come una garanzia allo stesso tempo. Perché il sangue — come ha ricordato l’assemblea di Fiuggi — non si ferma. Ma perché il sistema regga, ora serve fare di più.




