Tutto è cominciato da uno sguardo fuori servizio. Venerdì 17 aprile 2026, un maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Farnese, in borghese e libero dagli impegni di servizio, si trovava in via Cabiate, nel quartiere romano di Prima Porta, quando ha notato un uomo fermo a bordo del proprio scooter con un atteggiamento che non tornava. Quella intuizione investigativa — affinata da anni sul campo — ha dato il via a un’operazione che si è conclusa con tre arresti e il sequestro di sostanze stupefacenti per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Chiamati i rinforzi, sul posto sono intervenuti i colleghi della Stazione Carabinieri di Roma Prima Porta e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Sezione Operativa della Compagnia di Roma Cassia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, dipartimento per la criminalità diffusa e grave. La perquisizione personale e veicolare dell’uomo — un romano di 53 anni — ha dato subito i suoi frutti: nelle due borse frigo legate allo scooter erano nascosti circa 20 chilogrammi di hashish, confezionati in panetti.

Ma era solo la punta dell’iceberg. Gli investigatori hanno accertato che la droga era stata ceduta all’uomo pochi minuti prima da qualcuno uscito da un’abitazione della stessa via. Risalire all’identità del fornitore non ha richiesto molto tempo: si tratta di un 38enne romano, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine. La successiva perquisizione domiciliare — estesa anche al padre convivente, un pensionato di 66 anni — ha trasformato quello che sembrava un normale controllo di strada in una delle operazioni antidroga più significative della zona.
All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno trovato un deposito di stupefacenti di proporzioni ragguardevoli: 459,4 chilogrammi di hashish suddivisi in panetti e 5 chilogrammi di marijuana, oltre a quattro telefoni cellulari e tutto il materiale necessario per la pesatura e il confezionamento delle sostanze. Un arsenale chimico custodito tra le mura di una casa di famiglia, lontano dai riflettori e — fino a quella sera — lontano anche dalle forze dell’ordine.
I tre uomini sono stati arrestati in flagranza di reato e condotti presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli. Il GIP del Tribunale di Roma ha convalidato tutti gli arresti: per il 38enne e il 53enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per il 66enne sono stati applicati gli arresti domiciliari.
L’operazione è l’ennesima conferma dell’efficacia del controllo capillare del territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri, capace di trasformare anche una segnalazione casuale in un risultato investigativo di rilievo.




